25 maggio 2007

MUSICA ANTICA - Intervista di Bruna Alasia alla direttrice di Musica Fiorita

DANIELA DOLCI: “MI DEDICO ALLA RISCOPERTA DI COMPOSITORI DIMENTICATI
Daniela Dolci, clavicembalista e direttrice dell’ensemble Musica Fiorita, è figlia di Danilo Dolci, sociologo-poeta pluricandidato al Nobel per la pace, ideatore di un metodo pedagogico basato sullo scambio e la crescita reciproca, nel quale la musica ha importanza basilare.

D. Come è nato il suo amore per la musica antica?
R. Nella nostra famiglia suonavamo tutti il flauto dolce – economico, facile d’apprendere, e ideale per la musica da camera. Dopo diversi anni di studio approfondito ne ho sentito i limiti espressivi e, ancora adolescente, ho cominciato a cercare un’alternativa. Durante le vacanze in Svizzera, degli amici mi portarono ad un concerto per flauto dolce e clavicembalo: fu un vero “colpo di fulmine”, capii che il clavicembalo era il mio strumento.

D. La scuola di Basilea, una tra le più importanti, raccoglie artisti di tutto il mondo?
R. La Schola Cantorum Basiliensis è stata fondata a Basilea nel 1933, il 95% degli studenti sono stranieri provenienti da tutte le parti del mondo.

D. Come è nata la vostra orchestra?
R. Alla Schola Cantorum di Basilea ho approfondito lo studio sulla musica antica, con particolare interesse per gli strumenti a tastiera (clavicembalo, organo, clavicordo e fortepiano). Completati gli studi, ho deciso di rimanere in questa citta’. Inizialmente ci raggruppavamo con altri studenti della Schola Cantorum per dare qualche concerto; negli anni ‘90 decisi di fondare MUSICA FIORITA e dedicarmi alla riscoperta di opere, compositori e compositrici del periodo barocco, dimenticati dalla storia.
D. Quale è il vostro repertorio principale?
R. Sicuramente quello italiano – vocale e strumentale; sacro e profano -del ‘600 e ‘700, ma anche il repertorio tedesco e francese del ‘600 curiamo con particolare interesse.

D. Vi capita di inventare o cercate di riprodurre il testo antico?
R. La scelta del nome MUSICA FIORITA non è casuale. Nel periodo barocco si usava abbellire quello che era il testo musicale, facendo appunto delle “fioriture”. Grazie a studi approfonditi siamo riusciti a ricostruire quello che era la prassi dell’epoca. Sia con gli strumenti melodici (violino, flauto, cornetto, ma anche canto etc.) che con gli strumenti del basso continuo (clavicembalo, tiorba, violoncello, salterio, arpa etc.) improvvisare e “fiorire” è parte integrante del far musica.

Per chi volesse saperne di più e fosse interessato ai CD può contattare, sia in inglese che in tedesco, il sito http://www.musicafiorita.ch/
Libero circuito culturale, da e per l'Insubria. Scrivici a insubriacritica@gmail.com

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