03 luglio 2006

Francesco Jovine, scritti critici

di Pamela Serafino
Scrittore meridionale, suo paese natale è Guardialfiera in Molise, Francesco Jovine fu quello che si suole definire un intellettuale ‘impegnato’. Nato nel 1902, testimone diretto dei due eventi bellici che sconvolsero il secolo, accompagnò sempre, alla sua famosa produzione letteraria (romanzi, racconti, commedie) ricordiamo per tutti il romanzo Signora Ava, un’intensa attività saggistica, con la quale non di rado approfondiva o riprendeva i temi trattati nelle sue opere. Patrizia Guida, docente di letteratura italiana contemporanea all’Università degli studi di Lecce, raccoglie per la prima volta in un libro la quasi totalità della produzione critico- saggistica di Jovine che abbraccia poco meno di trent’anni dalla recensione del 1927, La tragedia del mondo nella poesia civile di Giovanni Pascoli, agli articoli apparsi sull’ “Unità” fino all’aprile del 1950, anno in cui morì, per fornire le linee dell’estetica joviniana, e la sua posizione all’interno della storiografia letteraria. Il volume della Guida traccia un percorso inedito nel panorama critico dello scrittore molisano, infatti, rispetto ai contributi monografici, risalenti in particolare agli anni 70-80, la studiosa analizza la figura di Jovine saggista e giornalista. In questo ambito lo scrittore molisano non crea una struttura teorica solida e non asfittica paragonabile ad altri autori del suo tempo, come, ad esempio, quella di Calvino o Vittorini, ma, secondo la Guida, si può evincere dai suoi articoli di immediata divulgazione, rivolti in gran parte ad un pubblico di non specialisti e pertanto, prolilematica, la configurazione di un’estetica che, sebbene non sistematica, è originale per la sua presa di posizione rispetto a quella dominante. Nei suoi scritti giornalistici Jovine evidenziava, infatti, una relazione tra la poetica, il gusto, l’ideologia di un autore trattato e l’arte in generale. Dall’analisi dei testi, ordinati secondo l’ordine storico-cronologico generale, estendendo la periodizzazione alle singole testate, la Guida evidenzia le costanti della produzione saggistica, sia pure nell’evoluzione dei diversi caratteri sia sul piano ideologico che su quello stilistico dello scrittore-saggista, nell’impegno della militanza. Per Jovine, invero, l’articolo-saggio era uno strumento per veicolare la cultura intesa nel senso progressista della tradizione illuminista. Non a caso, già negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, l’idea di un impegno sociale lo spinge a trattare di autori quali Alvaro, Silone, Moravia, che sono indicativi di una scelta non solo estetica ma anche etica. Il concetto di engagement prende poi maggiore vigore a partire dal 1945 quando Jovine indirizza i suoi scritti ad un pubblico proletario, collaborando esclusivamente con riviste comuniste. Il suo impegno di questi anni mira alla costruzione di una nuova società e di una nuova cultura che hanno come modello di riferimento la società sovietica. Nella sua accurata analisi, espressa nel saggio introduttivo ai testi, la Guida enuclea, inoltre, i passaggi cruciali di questa evoluzione saggistica in senso ideologico, indagando i legami e le influenze dello scrittore con le ideologie del suo tempo. Così, a partire dagli anni 30, Jovine assume un atteggiamento critico nei riguardi dell’estetica crociana attraverso la lezione di Borghese, Tilgher e De Sanctis, che gli offrono un modello critico di riferimento alternativo rispetto all’impostazione crociana dell’arte come “figurazione irriflessa dello spirito”. Così come, da un iniziale avvicinamento al fascismo, che si mostrava sensibile ai problemi delle masse, ne prende le distanze non appena si rende conto della sua compromisssione con le classi dominanti. Grande attenzione, inoltre, Jovine, quale molisano, riserva alla questione meridionale, la cui conoscenza aveva approfondito attraverso lo studio delle opere di Dorso, Salvemini, Fortunato, indagando le cause del malessere economico e sociale del Sud e individuando, nell’educazione al popolo e nella sua presa di coscienza, una strada per eliminare il divario nord-sud.

(Scritti Critici 1902-1950, Francesco Jovine [a cura di Patrizia Guida], Edizioni Milella, 2004)
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2 commenti:

  1. Anonimo15:02

    Sarebbe stato opportuno, vista l'indubbia importanza della raccolta, evitare che il libro fosse tormentato, come è, dalla impressionante quantità di errori tipografici, disseminati quasi in ogni pagina che, a volte, rendono incomprensibili alcuni passaggi del testo. Spicca, per la messe di errori, l'ultimo testo, "We, The Italians", un articolo scritto in inglese da Jovine, in merito al quale la curatrice non fornisce peraltro alcuna informazione. In sintesi, grandissimo il valore degli scritti di Jovine, grandissima la sciatteria della curatrice.

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  2. Ho pubblicato il suo commento, ma riterrei opportuno che si firmasse, anche per dare un maggior valore a quanto asserisce.
    Io non posso contraddirla dal momento che non ho mai letto nulla di questo autore, lascio il suo commento, così che chi ne sappia più di me possa darle ragione o smentirla.
    Miriam

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