04 luglio 2006

"La ragazza e il professore" di Jean-Claude Carrière

16 febbraio 2006
La ragazza e il professore di Lagi

Lo studio è piuttosto grande, pieno di libri, riviste, opuscoli, documenti e strumenti vari, una lavagna nera (con straccio e gesso), un violino dentro una custodia, spartiti vaganti, un leggio e alcuni mobili che sembrano risalire all’inizio o alla metà del Ventesimo secolo. La ragazza ha meno di 25 anni, minuta, jeans, scarpe nere a tacco basso, un giubbotto, zainetto in spalla, sguardo e movimenti vivaci. E lui è l’uomo dai folti baffi, la fronte alta e rugosa, i capelli quasi bianchi, gli occhi scuri dalle palpebre pesanti che cadono da un lato: il Professore Albert Einstein in persona!
“Lei ha detto che il tempo non esiste e io l’ho presa in parola” – così esordirà la giovane di fronte al grande scienziato, superando timidezze e reticenze.

Un incontro immaginario, tra passato e futuro, che ci porterà a conoscere, con l’ironia e la semplicità dei dialoghi, i grandi temi della scienza: un viaggio intenso, emozionante, che ci condurrà nel mondo della conoscenza, passando dalla teoria della relatività, ai principi della meccanica quantistica, dalle basi della fisica fino ad arrivare alla bomba atomica.
Troveremo le risposte a domande importanti: cos’è il tempo? Lo spazio? E il vuoto ? Tutto con semplici esempi: dall’automobile in movimento, alla visione del mondo di una formica e di un elefante, dalla luce delle stelle, ai disastri di Hiroshima. Un viaggio dove incontreremo anche altri personaggi illustri, come Kant, Newton, Heisenberg…le lacune e la forza delle loro teorie.

Una grande lezione di stile, di metodo, di cosa vuol dire ricerca della verità e lavoro continuo: “Sono come un castello infestato in cui penetrano tutti i venti di passaggio. A volte seguo la stessa corrente di pensiero cento volte al giorno. Torno sui miei passi, modifico un dettaglio, ricomincio… è una brutta copia infinita. Il mondo è la nostra brutta copia: ciò nonostante, qualunque sia l’oggetto del nostro lavoro, non possiamo prescindere dal luogo in cui viviamo. Non ne abbiamo un altro”.
Per non perdersi dietro l’illusione delle facili scoperte:
“Solo gli adepti dell’ignoranza si accontentano di ciò che sanno. La mancanza di conoscenza dura in eterno. Il sapere, viceversa, produce ulteriori domande. E’ un fatto ben noto”.
- “Anche la conoscenza del tutto?”
- “Soprattutto quella”.
- “Perché?”
- “Perché bisognerebbe come prima cosa mettersi d’accordo sul termine “tutto”.
- “Che cos’è il tutto?”
- “Non ne so nulla”.

Insistere, scoprire, e ritornarci sopra, instancabilmente: la conoscenza è un viaggio che deve portare l’uomo a non fermarsi mai. Senza preoccuparsi dello sforzo, della ripetizione, dell’impegno, a volte della noia. Senza preoccuparsi né dello spazio ordinario, né del tempo perduto, e neppure dell’oblio sempre in agguato nelle tenebre.

(La ragazza e il professore - Jean-Claude Carrière - Rizzoli – Euro 14,50 – p.153 – 2005)

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