23 marzo 2017

Mito Cocktail a Travedona Monate (VA)

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21 marzo 2017

Commedia "Ieri è un altro giorno" al teatro Manzoni di Busto A. (VA)

La commedia brillante «Ieri è un altro giorno»,  giovedì 23 marzo, alle ore 21, vedrà salire sul palco del cinema teatro Manzoni di Busto Arsizio gli attori Gianluca Ramazzotti e Antonio Cornacchione, con Milena Miconi. Lo spettacolo, che nella sua versione francese ha vinto il Premio Molière nel 2014, racconta, usando l’ironia e il sorriso, un tema quanto mai attuale come quello della corruzione. L’appuntamento è inserito nella stagione cittadina «BA Teatro»

20 marzo 2017

Tutti gli animali sono esseri senzienti





ECCO  IL VIDEO  CURATO DA STEFANIA SARSINI "TUTTI GLI ANIMALI SONO ESSERI SENZIENTI",
PROIETTATO IN OCCASIONE DEL " PRIMO CONVEGNO ITALIANO ANTISPECISTA" CHE SI E' SVOLTO A FIRENZE ,IN PALAZZO VECCHIO.

Commedia brillante al teatro Manzoni di Busto Arsizio (VA)

La commedia brillante «Mistero a Villa Gaia», per la drammaturgia e la regia di Francesco Cuccaro, in cartellone nella serata di sabato 1° aprile, alle ore 21, al cinema teatro Manzoni di Busto Arsizio. Sul palco salirà la compagnia amatoriale «I ragazzi dell’altro ieri» di Magenta; i proventi dello spettacolo saranno devoluti in beneficenza per il progetto «Borsa di studio Guatemala» del Gruppo missionario «San Filippo Neri» di Busto Arsizio. La prevendita dei biglietti è già aperta sia on-line che al botteghino (dal lunedì a venerdì, dalle ore 17.00 alle ore 19.00). 

17 marzo 2017

Tindaro Granata in scena al Teatro Apollonio Ojm a Varese


L’artista Premio Ubu domenica 19 marzo a Varese
Tindaro Granata in scena al Teatro Apollonio Ojm
Nei Pomeriggi Teatrali diretti da Paolo Franzato

Domenica 19 Marzo 2017 alle ore 16.30 presso il Teatro “Mario Apollonio” Openjobmetis di Varese sarà in scena lo spettacolo “Geppetto e Geppetto, una produzione Compagnia Proxima Res di Milano, Teatro Stabile di Genova e Festival delle Colline Torinesi, con testo e regia di Tindaro Granata, tra le principali rivelazioni del teatro italiano contemporaneo nonché Premio Ubu 2016 “Miglior novità drammaturgica” proprio per questo lavoro teatrale. L’evento rientra nel calendario della 12^ edizione della rassegna teatrale “Pomeriggi Teatrali”, Stagione 2016/17, promossa dal Circolo Endas di Varese con la Direzione Artistica di Paolo Franzato.

Trama dello spettacolo: Tony e Luca stanno insieme da diversi anni: sono una famiglia. Per essere una famiglia felice basta che due persone si amino. Per essere una famiglia “davvero” felice c’è bisogno di portatori sani di gioia: i bambini. Tony vuole diventare padre. Luca vuole aspettare. La madre di Tony vuole evitare che accada. Franca (amica dei due) vuole capire come si può fare. I due vanno in Canada, e come il primo papà single della storia di tutte le storie, Geppetto, “fanno”, “fabbricano”, “costruiscono”, “creano” il loro piccolino. Geppetto e Geppetto tornano in Italia con il loro figlio Matteo. Matteo cresce con amore e amore e amore. Passano trent’anni. Il giorno del ventennale della morte di Tony, Matteo rivendica qualcosa al padre Luca, vomitandogli addosso tutto quello che gli ha causato crescere in una famiglia non “normale”. Lo accusa di qualcosa che è mancato. Luca si difende, ma qualsiasi cosa dica, agli occhi di Matteo, sbaglia. I due si scontrano e si odiano e si ammazzano di botte e urlano e spaccano mobili e lasciano l’uno alla solitudine dell’altro. E’ difficile essere figli di genitori dello stesso sesso, ma è difficile anche essere padri di figli normali. Un giorno Matteo andrà, Geppetto ritornerà, l’altro Geppetto perdonerà, come in una famiglia cosiddetta “normale”.
Attori: Alessia Bellotto - Angelo Di Genio - Tindaro Granata Carlo Guasconi - Paolo Li Volsi Lucia Rea - Roberta Rosignoli. Regista assistente: Francesca Porrini. Allestimento: Margherita Baldoni. Luci e suoni: Cristiano Cramerotti. Movimenti di scena: Micaela Sapienza.
Info, prenotazioni e prevendite al 348.0600537 oppure 0332.263483


16 marzo 2017

I 60 ANNI DEI TRATTATI DI ROMA, QUALE FUTURO PER L’EUROPA? di Antonio Laurenzano

I 60 ANNI DEI TRATTATI DI ROMA, QUALE FUTURO PER L’EUROPA?
di Antonio Laurenzano

Quale futuro disegnare per l’Europa? Come affrontare le sfide della sicurezza, dello sviluppo e dell’integrazione? Se ne parlerà a Roma il prossimo 25 marzo al vertice europeo convocato in Campidoglio per celebrare i 60 anni dei Trattati istitutivi del mercato comune (CEE) e dell’Euratom, punto di partenza di un’Europa unita nel segno della pace e del progresso dopo i lutti e le distruzioni della guerra. Un difficile banco di prova attende l’Unione a 27 a pochi mesi dalla prima storica secessione, quella britannica. Per Capi di Stato e di governo si tratta di decidere la strada da percorrere per rilanciare con spirito unitario il processo della costruzione politica europea.
A sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma, il futuro dell’Europa appare incerto e denso di incognite a causa del fallimento della politica comunitaria sugli squilibri macroeconomici interni. La crisi del 2008 ha messo a nudo le divergenze economico-finanziarie di una Unione molto più sensibile alle sirene della finanza internazionale che all’economia reale e agli interessi dei cittadini, favorendo così i detrattori della europeizzazione che nel diffuso disagio sociale hanno seminato insicurezze e paure. Un’Europa economicamente divisa per la mancanza di una convergenza sui grandi temi della crescita e dello sviluppo. Parte da questa fragilità istituzionale l’euroscetticismo, il malessere, il rifiuto verso un mondo aperto, la protesta contro l’establishment. E la vittoria di Brexit è significativa! Si brancola da tempo in un inquietante immobilismo che, alimentato da egoismi nazionali e da protagonismi economici, rende incerta la mission dell’Europa quale fattore di stabilità e risposta alle derive nazionaliste (Francia,Olanda).
E sono concreti i rischi di una destabilizzazione europea. Ne è ben consapevole la Commissione europea che, per il Consiglio europeo del 25 marzo, ha presentato il “Libro bianco sul futuro dell’Europa”, riflessioni e scenari per l’Ue a 27, per sollecitare i governi a rafforzare il legame nazionale al progetto comunitario. Il Presidente Junker ha avvertito che senza un rilancio dell’Unione il progetto europeo è destinato a naufragare miseramente e con esso il sogno dei Padri fondatori “per un’ Europa libera e unita” (Altiero Spinelli). Il documento, che sarà discusso a Roma, illustra cinque diversi scenari sulla prospettiva dell’Unione per rendere meno confusa la visione futura dell’Europa. Ma non poche riserve hanno finora accompagnato il Libro bianco della Ce per il suo “modesto e confuso contributo alla discussione sui problemi di fondo dell’Unione”. Manca una seria riflessione politica sulle cause della crisi europea la cui soluzione è affidata a “scenari” di dubbia valenza. Tante ambiguità, poche certezze!

Lo scenario 3, raccomandato dalla Commissione europea, propone una integrazione variabile: “chi vuole di più fa di più”. E’ “l’Europa a più velocità, l’Europa delle cooperazioni rafforzate” per chi vuole avanzare più rapidamente in settori specifici (difesa?) verso una maggiore integrazione. Una strategia però difficilmente perseguibile perché parte dal presupposto che l’obiettivo ultimo dell’integrazione, cioè “un’Unione sempre più stretta”, sia lo stesso per tutti in Paesi membri. In realtà, in Europa ci sono diverse anime e diverse sono le direttrici di marcia: I Paesi scandinavi e quelli dell’Est europeo perseguono un’integrazione esclusivamente economica, preservando la loro sovranità nazionale e ostacolando ogni processo d’integrazione politica che resta invece l’obiettivo di un gruppo di Stati dell’Europa occidentale continentale. E allora perché ipotizzare una comune (improbabile) direzione? Perché favorire una frammentazione dell’Unione che legittimerebbe scelte nazionali, senza vincoli comunitari? I soliti compromessi al ribasso che rischiano di rendere ancor più precario il quadro comunitario con istituzioni allo sbaraglio. Sarebbe forse più realistico il recupero dell’idea dell’Unione federale, abbandonando sia quella della organizzazione internazionale che dello Stato parlamentare seppure federale. Individuare cioè le politiche da condividere in un’Unione federale, separandole da quelle che dovranno rimanere a livello nazionale. Basta con parole e proclami! Rilanciare con coraggio l’ideale europeo prima del suo inesorabile declino. E la celebrazione a Roma dei 60 Anni dei Trattati può essere l’occasione per rivitalizzare lo spirito di quel lontano marzo 1957 e affermare un’ Europa rinnovata nella sua identità e nei suoi valori fondanti. Un’occasione da non perdere!

Crypto di Dan Brown recensito da Miriam Ballerini

 CRYPTO               di Dan Brown

© 1998 by Dan Brown   © 2006 Arnoldo Mondadori Editore
ISBN 978-88-04-56981-7
Pag. 535   € 6,00

Brown ha un modo di scrivere, a mio parere, convincente. Semplice, veloce, che trascina
il lettore di pagina in pagina, incuriosendolo e facendogli provare emozioni forti quale la
suspense richiede.
Crypto  come La verità del ghiaccio, è un techno-thriller e, come scrive Il Giornale “ gli ingredienti ci sono tutti: violenza, passo veloce, false identità. Una storia che cattura fin dalle prime pagine”.
Susan Fletcher è una crittologa della NSA (National Security Agency), di Washington. Cioè dove passano milioni di codici segreti da tradurre per poter difendere la nazione.
Da qualche anno l’NSA si è dotato di un super computer che in pochi attimi riesce a decrittare qualsiasi codice.
Ma, una domenica, il comandante Strathmore chiama d’urgenza la sua collaboratrice: il super computer sono circa 16 ore che è fermo sullo stesso codice.
Da qui il romanzo prosegue a brani, ogni personaggio viene descritto un poco per volta, introdotto
nella pagina. Ora uno ora l’altro compiono una parte delle loro azioni, fino a che tutti sono coinvolti
nella vicenda e hanno dato il proprio apporto alla trama.
Brown usa un metodo di scrittura incompleto, cioè, ad ogni fine capitolo, capitoli che sono peraltro brevissimi, lascia qualcosa d’incompleto che non verrà ripreso subito dopo, ma magari due o tre capitoli dopo. E questo invoglia il lettore a proseguire, a capire, a vedere cosa succederà più in là.
In Crypto  non tutti sono chi dicono di essere; segreti, menzogne, coperture si mescolano fra di loro
fino all’ultima pagina.
Certo è che tutti sono contro Ensei Tankado il responsabile della distruzione del super computer.
Una corsa contro al tempo per salvare i dati segreti della nazione.
Per gli amanti del genere un romanzo appassionante e che, come ormai è noto essere nello stile di Dan Brown, porta a conoscenza di apparati governativi sconosciuti ai più.

© Miriam Ballerini

15 marzo 2017

“IL DIAVOLO E L’ ACQUASANTA” Gli adolescenti ci obbligano a pensare a un mondo diverso a Gallarate (VA)


“IL DIAVOLO E  L’ ACQUASANTA”
Gli adolescenti ci obbligano a pensare a un mondo diverso

Lunedì,  20 marzo 2017, alle ore 21.00, il Teatro Condominio in Via Teatro, 5 a Gallarate, ospiterà “Il diavolo e l’acqua santa”, una serata dedicata a temi di grande attualità: emergenze sociali, scuola,  tempo libero e  immigrazione.
Roberto Sartori, Responsabile di 4Exodus di Gallarate, aprirà la serata con Marcello Pedroni, Presidente dell’ Associazione culturale Agorà Liberi e Forti. Dopo l’ intermezzo musicale del musicista Aco Bocina, sul palco del Teatro Condominio ci sarà il dibattito fra Don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus e Nino Caianiello, Presidente onorario dell’ Associazione culturale Agorà Liberi e Forti di Varese ed ex Assessore alle politiche sociali di Gallarate.
“Noi di Exodus, abbiamo colto con piacere l’ invito dell’ Associazione Agorà – dice Roberto Sartori - che ci ha chiesto di partecipare a questo dibattito mettendo in campo il nostro fondatore, per affrontare quello che noi riteniamo un’emergenza educativa. Gli ultimi accadimenti – prosegue Sartori – sia in scala nazionale sia in scala locale, esigono delle risposte dai cosiddetti adulti, verso i giovani per capire in che modo dobbiamo garantire loro un mondo,  una società e dei rapporti diversi che prescindano dalle grosse conflittualità, dalle dipendenze  e che siano veramente un modello e una testimonianza del vivere insieme”.
“Vorrei parlare ai giovani – sostiene Don Antonio Mazzi – a me piace soprattutto parlare con i borderline, quelli un po’ strani, che hanno problemi con la scuola, con la famiglia, con la chiesa e anche con loro stessi. Perché voglio convincerli che la vita è bella!”.
Moderatore della serata sarà Silvestro Pascarella, giornalista del quotidiano “La Prealpina”.
Ingresso: 5 euro.
Il ricavato della serata, unitamente ai contributi di sostegno, andrà interamente devoluto alle iniziative di Exodus, in grado di offrire risposte efficaci ai gravi problemi di disagio sociale adolescenziale e giovanile.

Per sostenere l’ iniziativa:
Credito Valtellinese Conto 1848 intestato a Fondazione Exodus Onlus.
IBAN IT52V0521650240000000001848

Per informazioni: Giosanna Terrana - 4Exodus Società Cooperativa Sociale
Via G. Mameli, 25 - 21013 Gallarate (VA) – Tel. 0331/200098  - Fax. 0331/203045 -  Cel. 339/6715005
e-mail: gallarate@exodus.it