23 ottobre 2019

Presentazione a Piombino

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STEFANO GIANNOTTI E' UN GIORNO A PIOMBINO


 
STEFANO GIANNOTTI
 
E' UN GIORNO A PIOMBINO 

Pagine 180 - Euro 12


Dopo PIOMBINO - MEMORIA DI FERRO, una storia di forti emozioni, arriva in libreria E' UN GIORNO A PIOMBINO, un romanzo d'amore sui generis, un antico amore per una donna ma soprattutto l'amore per una città, per un luogo ... Stefano Giannotti con pennellate liriche struggenti vi conduce alla scoperta dei vicoli d'una città di mare, negli angoli più reconditi delle scogliere, alla scoperta del primo amore, alla ricerca di se stesso e di certezze in un mondo che sa solo correre (Gordiano Lupi).
 
IL ROMANZO AGGIUNGE UN NUOVO TASSELLO NARRATIVO AL GRANDE AFFRESCO CHE IL FOGLIO LETTERARIO DA ANNI STA COMPONENDO SU PIOMBINO, ISOLA D'ELBA E VAL DI CORNIA. NONOSTANTE I TENTATIVI DI IMITAZIONE, CHE VENGONO PERSINO DALLA CAPITALE, RESISTIAMO NELLA NOSTRA SPECIFICA VOCAZIONE. QUALCUNO RITIENE CHE OCCUPARSI DEL PROPRIO TERRITORIO E DI UN MONDO PICCOLO (Guareschi docet) CHE CI RIGUARDA SIA SINONIMO DI GUARDARSI L'OMBELICO. NIENTE DI PIU' SBAGLIATO E DI PIU' LONTANO DA QUEL CHE CI PROPONIAMO DI FARE. IL FOGLIO LETTERARIO PORTA PIOMBINO FUORI DALLE SUE MURA, FA CONOSCERE LA CITTA' A TURISTI E OSPITI. E PRESTO FAREMO IL PISA BOOK FESTIVAL, UNA RASSEGNA INTERNAZIONALE CHE CI VEDE PROTAGONISTI DA 17 ANNI. IL NOSTRO CATALOGO ANNOVERA MOLTI TITOLI DI ROMANZI AMBIENTATI A PIOMBINO E DIVERSE OPERE DI STORIA, CUCINA, LEGGENDE ...
Pensò di correre per le strade di Piombino come fosse una tigre, osservando le case nei minimi dettagli, annusando ogni pianta per via, sperando di sentire un vagito simbolo di un neonato che stava per scoprire le bellezze della città. Si rese conto di quanti fossero i portoni o gli angoli che gli ricordavano qualcosa, fosse una donna o un amico, fosse un banale conoscente. Erano strade che andavano dagli occhi al cuore senza passare per la testa, si lasciavano gustare soltanto con i sentimenti.
È un giorno a Piombino che ti nascono desideri troppo spesso sedati, il mare è un ottimo strumento per creare rapporti e amicizie, forse perché ti dà sempre l’impressione di poter fuggire o forse perché pensandolo in tempesta l’unione fa la forza.
  
Stefano Giannotti è nato a Piombino, luogo mai dimenticaro. Ama il mare, leggere Borges e Proust, ascoltare i Beatles e i Genesis, vedere i film di Nolan e Lynch. Ha pubblicato Alla ricerca dell'isola perduta, La biblioteca di Sabbia, Fermento di Falesia e Piombino - memoria di ferro.


22 ottobre 2019

Cile: un incubo venuto dal passato. Di Angelo Ivan Leone

Cile: un incubo venuto dal passato. Di Angelo Ivan Leone


Cosa accade in Cile? Frastornati come siamo dalla misera politica italiana che ci avvolge e si avviluppa nei suoi infinito giochi di potere, strane alchimie e stanche litanie spesso ci pervengono dal resto del mondo solo rumori di sottofondo. Ebbene è giusto che si apri lo squarcio che da l'idea di quanto sta accadendo nel nostro sfortunato Paese fratello sudamericano. Questa è la testimonianza diretta di chi in Cile ci vive "Oggi sono andato in marcia con la mia figlia maggiore e i suoi amici insegnanti, è stato orribile scappare con le pompe per gas lacrimogeni, hanno distrutto i supermercati e ora il Banco Estado, il mio posto di lavoro che è stato per generazioni il sostentamento del Cile non rispetta più nulla .. ... dopo che i capitalisti sono criminali ..."
Se a tutto questo ci aggiungiamo le misure prese dal governo cileno che includono lo stato d'assedio e il coprifuoco, che non si vedevano dai tempi del, certamente non rimpianto, Augusto Pinochet dittatore e macellaio della sua gente, sembra che in Cile si stia iniziando a rivedere in incubo venuto dal passato. Ma a questo incubo i cileni rispondono all'unisono: "No Pasaran!"

NON SVEGLIARTI di Liz Lawler a cura di Miriam Ballerini

NON SVEGLIARTI di Liz Lawler
© 2019 Newton e compton editori – Gli insuperabili gold
ISBN 978-88-227-3073-2 Pag. 320 € 9,90

Un thriller interessante e insolito. Parte, infatti, dal presupposto che nessuno creda a quanto accaduto alla vittima!
La dottoressa Alex Taylor si sveglia in una sala operatoria. Sopra di lei incombe un chirurgo da incubo. Ha le gambe aperte, non può muoversi.
Svenuta, viene trovata all'esterno dell'ospedale nel quale lavora e soccorsa dai suoi colleghi.
Alex fa chiamare la polizia e racconta quanto le è accaduto: è stata tramortita, violentata, le sono state fatte delle flebo … accidenti! Tutto il suo corpo deve narrare quanto le è accaduto.
Invece … nulla. Nessuna prova. Pare solo che la pioggia l'abbia sorpresa e sia stata colpita alla nuca da un ramo caduto, laddove è stata rinvenuta.
Il suo fidanzato non le crede, la polizia nemmeno, i colleghi dubitano fortemente …
Intorno a lei cominciano ad accadere fatti orribili: altre morti con persone che le accennano le stesse vicende che l'hanno vista coinvolta.
Trova una scritta sulla sua auto … ma tutto quanto la fa apparire solo come una povera pazza che racconta presa dal delirio.
Una detective arriva a pensare che sia lei stessa a causare tutto quanto, per attirare l'attenzione.
Ripensando al suo passato, tutti pensano che quanto sta accadendo debba essere imputato a un altro fatto successo qualche tempo prima: un attore venuto in ospedale per apprendere il comportamento dei medici, che lei seguiva, aveva tentato di stuprarla.
Ecco che, fatto due più due, Alex si convince che possa essere proprio lui la persona che l'ha sequestrata. Forse vuole vendicarsi …
Nel frattempo lascia il fidanzato, un uomo che non la comprende, pieno di sé. Inizia una relazione col patologo, un uomo molto dolce e complessato per una macchia gli sfigura il viso.
Ancora una volta Alex scompare, di nuovo rapita dal misterioso chirurgo.
La polizia la ritrova di nuovo in condizioni folli e, nuovamente, nessuno le crede.
Ma la forza della verità è quella di venire sempre prepotentemente a galla.
Ben congegnato, incuriosisce, attrae. Buona scrittura, un buon libro.

© Miriam Ballerini

21 ottobre 2019

Anna Allocca a Lonate Pozzolo (VA)

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Going and Coming a Roma


NOETICA: USCITA LA SECONDA EDIZIONE! Un testo filosofico a cura di V. Capodiferro

NOETICA: USCITA LA SECONDA EDIZIONE!
Un testo filosofico a cura di V. Capodiferro

È uscita la seconda edizione del testo “Noetica. Ricerca sull’infinita mente”, presso l’editore Cristian Cavinato di Brescia. Il testo si proponeva fin dall’inizio (ed. Bibliotheka, Roma 2014) di rintracciare le orme del Nous fin dalle prime apparizioni presso i primi filosofi. In maniera trasversale si ripropone la classificazione delle facoltà, tenendo presente la profonda distinzione tra la coscienza empirica e la coscienza universale. La coscienza universale appare in vari modi, ad esempio: il Nous anassagoreo, l’ente noetico di Parmenide, fino a giungere al Cogito cartesiano ed husserliano, con tutte le dovute differenze, all’Io kantiano, e poi fichtiano, allo Spirito di Hegel, che si dissolve in vario modo, nel singolo kierkegaardiano, come nell’io collettivo marxiano, nell’io freudiano e nella volontà schopenhaueriana ed in altre ostentazioni: dall’esserci heideggeriano alle ultime frontiere dei post-chicchessia, perché no? La coscienza empirica è come un tralcio che si innesta in quella universale, pur essendone distinta, così si spiega il traducianesimo mentalista che risolve anche le attitudini innatistiche, o aprioristiche della ragion d’essere. I problemi irrisolti sono tanti, ma soprattutto due, in particolare: il primo è il rapporto tra Nous e Res, cioè tra soggetto e oggetto, io e non-io, un problema solito ma nello stesso tempo inconsueto, perché dobbiamo capire che in fondo nell’universo ci sono due termini inconciliabili tra di loro: uno è il Chi, cioè il soggetto pensante, l’altro è il Cosa, cioè il soggetto pensato, che poi diviene oggetto. Sappiamo benissimo che nell’antica accezione scolastica il subjectum indica sempre la sostanza, non tanto il soggetto pensante, mentre l’objectum – ciò che sta di fronte – indica l’oggetto mentale. Il rapporto tra chi e cosa è un rapporto tra due soggetti, o sostanzialità diverse. La prima può essere definita una sostanzialità processualistica o insostanzialistica - cioè non sostanziale nel senso della metafisica tradizionale -, come l’Idea romantichese, la seconda come una sostanzialità essenzialistica. La prima può essere sintetizzata come il “Panta rei” e la seconda come l’Essere di Parmenide. Res deriva infatti da ρέω: scorrere perennemente. Queste due sostanzialità “scorrenti” derivano in fin dei conti da un unico principio, che è l’Intelletto divino, oggetto di pura fede. Per chi non ha fede si può risalire comunque all’intelletto universale immanente all’universo. E qui subentra il secondo problema, che è più prettamente teologico: questo intelletto universale, che Bruno definiva come “mundano”, riprendendolo dalla tradizione stoica, in che rapporto sta con il supremo Intelletto divino che è completamente trascendente? Questo è un problema che tocca soprattutto il credente. Il non credente non ha difficolta ad ammettere un’intelligenza suprema dell’universo, o per lo meno una macchina perfettamente organizzata alla Cartesio (od anche il mostro alla Nietzsche: l’eterno ritorno), ma il credente come deve porsi dinanzi a questo Nous, che sarebbe il primo Intelletto creato? Il primo Intelletto è anche il legislatore della Natura di kantiana reminiscenza, cioè colui che dà ordine all’universo con le pure categorie, o forme formanti, diverse dalle forme formate, o materiali, o “cosali” o “reali”, nel senso che sono strettamente legate alla Res, con l’unica differenza che nessun intelletto può essere impersonale, altrimenti sarebbe una macchina, o un computer, e questo a sua volta presupporrebbe un ingegnere universale che l’avrebbe posto in essere. Quindi l’Io Penso di Kant, o di Cartesio, o di Fichte, o dello stesso Freud è una Persona, anche se universale. L’opera lascia aperte alla riflessione queste problematiche senza pretendere di dare delle risposte assolutistiche. Ringraziamo veramente di cuore l’editore Cristian Cavinato, per aver preso a cuore tutti questi nostri deboli sforzi intellettuali, per la sua sensibilità verso i giovani autori, anche sconosciuti e molto spesso incompetenti come noi, che si presentano in qualche modo al pubblico, anche se senza alcuna pretesa.

V. Capodiferro

DéVoilées di Alessandro Vasapolli a cura di Marco Salvario

DéVoilées di Alessandro Vasapolli
Libreria Bodoni / Spazio B - Via Carlo Alberto 41 - Torino
Presentazione di Valerio Consonni
a cura di Marco Salvario



L’8 ottobre 2019, nel gradevole spazio messo a disposizione dalla Libreria Bodoni, ho assistito alla presentazione vivace e convincente delle opere di Alessandro Vasapolli, conoscendo personalmente il trentenne fotografo; “fotografo” è un termine riduttivo per un artista che ha nel suo ricco bagaglio esperienze diverse e sa allestire una raffinata scenografia fatta di sfondi, che egli stesso dipinge, e di veli sottili che creano situazioni oniriche, nordiche più che mediterranee, in una nebbia sfumata che avvolge le sue modelle in una dimensione temporale più che spaziale, metafisica più che fisica.
Siamo di fronte alle opere di un creatore che riesce, come solo i grandi artisti sanno fare, a nascondere nell’apparente semplicità delle immagini un lavoro di ricerca e di elaborazione quasi maniacale, dando la dimostrazione che una fotografia, opportunamente preparata e gestita, può distaccarsi dalla fredda perfezione dell’immagine catturata da un obiettivo per andare verso il calore della pittura, in emozionante confronto che sa raccogliere il meglio delle due arti.
Torinese e soprattutto cittadino del mondo, il nostro affianca alla ottima tecnica un istinto da cui si lascia guidare con fiducia, un’innata capacità a sapere sempre cosa si debba fare prima che del perché lo si debba fare; questo gli fa vivere e condividere la bellezza delle proprie realizzazioni con lo spettatore, senza mostrare l’assillo, che purtroppo molti giovani creativi hanno, di spiegare i messaggi dei propri lavori, forse perché consapevoli che essi non sono in grado di spiegarsi da soli.
L’artista ha creato propri algoritmi di elaborazione, parlare di filtri è riduttivo e inesatto, con i quali le sue fotografie cambiano atmosfera, diventano meno riproduzione esatta e più sogno ed evocazione; escono, come ho già detto, da un’esattezza troppo scientifica, per rientrare pienamente nell’arte.




Alla Libreria Bodoni Vasapolli presentava DéVoilées, una raccolta delle fotografie che, in grande scala, sono state esposte in importanti gallerie europee. Il soggetto è sempre lo stesso e sempre nuovo, ripreso di spalle, senza malizia ma con soffusa e pulita sensualità. La modella è sempre la stessa, però l’artista si è avvalso della bravura di Franco Curletto, le cui pettinature sono in grado di cambiare completamente la natura e la personalità di una donna; confesso che davanti alla rivelazione che le foto presentate fossero tutte della stessa modella dal corpo esile e longilineo, i miei occhi hanno avuto bisogno di molto tempo per lasciarsi convincere. Va bene che la ragazza era ritratta di spalle, però l’acconciatura dei capelli era di tale estro da imporsi su ogni altra caratteristica fisica.
Intrigante la scelta di questa impostazione iniziale: tutte le pose sono riprese di schiena, quasi un negarsi o difendersi, o semplicemente essere in una condizione di lontananza apparentemente incolmabile; una donna studiata nella propria condizione di mistero, di fata dei boschi, di ninfa, di angelo, di fragile spirito senza corpo.
E così ogni fotografia diventa l’occasione per un viaggio nei pensieri, nei propri sogni.