01 dicembre 2016

Spettacolo «Diamoci del tu» a Busto Arsizio (VA)


Spettacolo «Diamoci del tu», commedia contemporanea del pluripremiato drammaturgo canadese Norm Foster, per la regia di Emanuela Giordano,  martedì 6 dicembre, alle ore 21,  in scena al cinema teatro Manzoni di Busto Arsizio con Anna Galliena ed Enzo De Caro.
 
L'appuntamento fa parte della stagione «Mettiamo in circolo la cultura», curata da Maria Ricucci per la sala bustese e inserita nel cartellone cittadino «BA Teatro».
La prevendita dei biglietti al botteghino del cinema teatro Manzoni apre oggi, martedì 29 novembre, e si terrà con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì, dalle 17.00 alle 19.00.  

29 novembre 2016

FINE TURNO di Stephen King recensito da Miriam Ballerini


FINE TURNO                       di Stephen King


© Sperling & Kupfer 2016
ISBN 978-88-200-6101-2    € 19,90  Pag. 478

Fine turno è il terzo libro che vede come protagonista il detective in pensione Bill Hodges.
La trilogia è iniziata con Mr Mercedes e proseguita con Chi perde paga.
Ritroviamo i personaggi che ci hanno accompagnato nei romanzi precedenti: il serial killer Brady Hartsfield, ricoverato in stato vegetativo dopo che la collaboratrice di Hodges, Holly Gibney l’ha colpito alla testa, impedendogli di compiere una strage.
Dei tre romanzi questo è il più sovrannaturale, perché, incredibilmente, Brady, nonostante le sue condizioni, riesce a uccidere.
E come ci riesce? Attraverso dei giochi elettronici da lui modificati, induce in una sorta di trance le sue vittime, spingendole al suicidio.
Ha sviluppato la capacità di impossessarsi dei corpi del suo medico curante e dell’inserviente, così da usarli come automi quando deve uscire dalla sua camera.
Hodges lo sospetta, ma non riesce a comprendere come possa accadere tutto ciò.
Inoltre, la fretta preme sulle sue indagini, perché scopre di avere un tumore che lo porterà alla morte.
Il suo ex collega, vicino alla pensione, al fine turno appunto, lo interpella per quest’ultimo caso.
Così, ritroviamo lui e i vari personaggi già conosciuti nei libri precedenti, impegnati in questa lotta senza quartiere contro un nemico subdolo e invisibile.
Quando Hodges morirà, sulla sua lapide, verrà scritto: fine turno.
Come sempre, in un romanzo scritto con perizia e fantasia, da una mano che, nonostante gli anni trascorsi in questa operazione, non è affatto consumata, ma rimane sempre abile e capace; King inserisce qualcosa di vero. Nell’ultima lettera scritta in fondo alla sua opera, ci mette a conoscenza del fatto che, nonostante Fine turno sia un’opera di fantasia, l’alto tasso di suicidi di cui narra, è una realtà in America e nei tanti paesi dove i suoi libri vengono letti.
Il numero per la prevenzione dei suicidi citato è davvero quello da utilizzare negli Stati Uniti: 1-800-273-8255. Mentre per l’Italia è: 199-284-284.
Mi piace molto l’ultima frase con la quale chiude: “Se vi saltano in testa idee del cacchio, per usare un termine caro a Holly Gibney, non esitate e contattarlo. Perché qualsiasi situazione può migliorare, se gliene darete l’occasione”.

© Miriam Ballerini

"Il silenzio degli alberi" a Como



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Arte in … Roma

Arte in … Roma

5 – 12 dicembre 2016
Nel periodo natalizio, Artexpertise promuove una nuova edizione di “ Arte in...”: una rassegna d'arte che viene sempre proposta in luoghi di particolare rilievo storico, architettonico, culturale e artistico. Presentando alcune delle tendenze artistiche più avanguardiste in contesti storici, come in questo caso la città di Roma, generando suggestivi giochi di contrasto.
Artisti: Matteo Arzenton, Ornella Balbo, Lynn England, Lubov Fridman, Stefania Gallina, Alice Gasco, Omar Ahmed Haj, Emanuela Lanza, Agostina Lisi, Barbara Mapelli, Fara Mas, Andrea Mottura, Paola Paleari, Devis Ponzellini, Carmen Cecilia Rusu, Maria Teresa Sabatiello, Leyla Salm, Leonardo Terenzi, Derya Yilmaz  
a cura di  Artexpertise
Rosso Cinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma
info 06 60658125 – 342 0739665
rossocinabro.com
artexpertisefirenze.com


opening lunedì 5 dicembre ore 11:00
visitabile dalle ore  11:00 alle 19:00


incontro con gli artisti sabato 10 dicembre ore 17:30

28 novembre 2016

L’ARTISTA GIOVANNI IACOVINO Un pennello sconosciuto, che ha dipinto pregevoli opere nel primo Novecento

L’ARTISTA GIOVANNI IACOVINO
Un pennello sconosciuto, che ha dipinto pregevoli opere nel primo Novecento

Giovanni Iacovino nasce a Castelsaraceno, un minuscolo e sperduto paesello immerso nel selvoso e montuoso entroterra lucano, nel 1891. Come tanti giovani a quell’epoca insegue il mito dell’emigrazione e nel 1905 con il padre Giuseppe e con i fratelli Antonio e Vincenzo salpa per un lunghissimo viaggio che li porta a Buenos Aires. L’Argentina era diventata la Nuova Italia! Quante speranze si erano là assiepate! Quanti italiani c’erano là! Anche oggi lo spostamento dei popoli, come sempre, porta un sogno foriero, a volte smentito, a volte realizzato. La vita è un grande cammino, un pellegrinaggio continuo verso una Terra Promessa. In Argentina Giovanni scopre le sue doti artistiche ed inizia gli studi di perfezionamento delle tecniche pittoriche e figurative. Rientra in Italia nel 1910. Si ferma in un primo momento a Napoli, la capitale culturale delle Due Sicilie. Qui frequenta regolarmente la Regia Accademia delle Belle Arti. Le sue capacità non passano inosservate: infatti nel 1913 vince la medaglia d’oro per uno studio di nudo ed anche il primo premio, consistente in una borsa di studio, che gli permette un viaggio d’istruzione attraverso le principali città d’Italia. Nel 1915 consegue finalmente il Diploma di Licenza del Corso Comune del Regio Istituto delle Belle Arti, ed il Diploma di Laurea del Corso Superiore di Pittura. Così, insieme ai suoi fratelli, che erano anche loro tornati dall’America, apre uno studio di pittura e di fotografia, dedicandosi soprattutto al ritratto. Sono gli anni in cui la fotografia diventa una forma di arte. Nel 1927 l’Associazione Internazionale di Roma gli assegna il premio per la pittura. Nel 1931 inizia la sua carriera accademica ad Ortisei, dove insegna disegno ornato, pittura e studio del nudo fino al 1938. Dall’autunno del 1938 al giugno del 1942 insegna disegno ornato nella Regia Scuola d’Arte Professionale Carnica di Tolmezzo. In questi anni tiene diverse mostre, anche a livello nazionale, a Roma, Trento, Napoli, Firenze, Bolzano, Potenza e Fiuggi. Si trasferisce definitivamente a Firenze nel 1946, alternando la sua attività artistica di pittore con quella di restauratore. Tra i restauri eseguiti si ricordano quelli nel Palazzo Vecchio, riguardanti il Cortile della Dogana, il Salone dei 500, la Sala di Leone X, il Cortile di Michelozzo, ed altri distribuiti nell’eterna città, dal Tabernacolo di Via Pisana alla Loggia dell’Arcagna, dalla Loggia degli Uffizzi a Santa Maria Novella. Muore a Firenze, la città medicea, il 13 dicembre del 1963. Molte sue opere sono sparse in varie collezioni d’arte. La Scuola Media Ciro Fontana, il Preside Prospero Cascini e la scrittrice Teresa Armenti avevano curato una bella mostra e un catalogo delle sue opere più importanti. Alcune sue opere bellissime le avevo scorte nella villa di Donna Pia Calcagno a Lauria, prima di morire. Morivo dalla commozione davanti a quelle splendide raffigurazioni! Il nipote Angelo Iacovino è un pittore come lui e vive ad Arezzo e Castelsaraceno. Il nostro auspicio è che questo notevole artista sia valorizzato nel migliore dei modi dalla sua terra.

Vincenzo Capodiferro

24 novembre 2016

YELICE, PREMIATA SUL “RISPETTO” di Vincenzo Capodiferro

YELICE, PREMIATA SUL “RISPETTO”
Una giovane donna promettente e dinamica, la quale ci offre una sfida culturale molto intensa

Yelice Feliz Torres, la giovane donna della Repubblica Dominicana, che vive in Italia da tanti anni ed ha pubblicato ultimamente il libro “Forse c’è bisogno dei sogni”, con Fara Editore di Rimini, non finisce di stupirci. Infatti ultimamente ha vinto il primo premio, proclamato dalla giuria popolare, il 21 novembre a Modena, in occasione della Giornata Mondiale della Filosofia 2016, promossa dall’Unesco e dalla Fondazione degli Amici di R. Ron Hubbard, sul tema “L’anatomia del rispetto”. Il tema del rispetto oggi è un tema molto sentito. La parola rispetto deriva da “respicio” che significa letteralmente voltarsi a guardare, cioè guardare con attenzione. Dobbiamo superare il gran male dell’indifferenza che ci avvolge, come già aveva notato la grande anima di Santa Teresa di Calcutta. Il senso del rispetto potrebbe essere veramente raffigurato con la parabola del buon samaritano: fu l’unico a voltarsi a guardare i bisogni del fratello. La maggior parte degli uomini sono come quel sacerdote e quel levita, che passarono oltre. Noi non vediamo le necessità del prossimo, abbiamo gli occhi accecati dal nostro egoismo. Come scrive la Nostra: «Elementi del rispetto sono l’umiltà, l’amore e la prodigalità. L’umiltà è il presupposto, perché per rispettare gli altri bisogna guardarli dal basso, non dall’alto, come segno di inferiorità. L’amore è il fiore, che sorge da forti radici. Uno che rispetta senza amare è vuoto, come anche uno che ama senza rispetto è soltanto invadente. L’amore del prossimo è il completamento del rispetto. Pensiamo per un momento al grande amore che Dio ha avuto per noi e al rispetto che ci ha riservato, concedendoci la totale libertà, anche di rinnegarlo. Il libero arbitrio ci permette di scegliere tra bene e male, anche fino agli eccessi. Il frutto del rispetto è la prodigalità, la quale genera la generosità, la benevolenza, sia per se stessi, ma anche per gli altri». Il rispetto è il fondamento di ogni società. L’educazione al rispetto deve partire dalle famiglie, così che possa incidere con più energia anche nella convivenza sociale. Dobbiamo imparare a rispettare noi stessi, perché solo chi sa rispettare se stesso può rispettare anche l’altro. Solo chi ama se stesso, può imparare anche ad amare l’altro. Yelice nasce a Santo Domingo nel 1979. Vive un’infanzia felice nella sua terra natale. Nonostante il forte dolore arrecatole dalla perdita del papà in età molto giovane, ella ha continuato con determinazione nella ricerca del senso più profondo della vita. Ha compiuto un percorso universitario a Santo Domingo in studi di economia. Dopo è venuta in Italia, seguendo la sua famiglia. Vive da tanto a Varese, una città bella, verde e spettacolare. All’inizio ha sofferto molto, perché le consuetudini di vedere strani volti stranieri suscitavano delle reazioni poco socievoli e quasi di diffidenza. Però nell’arco degli anni le cose sono cambiate moltissimo. Questa città ha saputo ben accogliere il lato positivo e solare delle persone che provengono da altri lidi. Si è consolidata così una convivenza sociale e civile molto bella. Questa è stata l’esperienza più profonda del “rispetto” che è stata vissuta da questa giovane donna a Varese.
Vincenzo Capodiferro

Percezioni - Pittura, scultura, fotografia a Como


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21 novembre 2016

mostra “ANTONIO SANT’ELIA. ALL’ORIGINE DEL PROGETTO” a Como

A Como, presso la Pinacoteca Civica, nel Centenario della morte di ANTONIO SANT’ELIA
la mostra “ANTONIO SANT’ELIA. ALL’ORIGINE DEL PROGETTO”
accompagna la rassegna Antonio Sant’Elia. Il futuro delle città” in contemporanea
alla Triennale di Milano.
 
 
Inaugurazione: venerdì 25 novembre, ore 18
Fino al 26 febbraio 2017
 


 

uessearte
Via Natta 22 - 22100 Como
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