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La verità del ghiaccio: recensione

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LA VERITA' DEL GHIACCIO di Dan Brown © 2005 Arnoldo Mondatori Editore S.p.A. pag.537 La verità del ghiaccio è un romanzo di fantasia basato su tecnologie e organi davvero esistenti, quali la Delta Force, il National Reconnaissance Office e la Space Frontier Foundation. Questo di Brown è un libro che affonda la radici della sua storia nelle fondamenta della Casa Bianca e della Nasa. In piena campagna elettorale, l’attuale presidente, (specifico che tutti i personaggi e relativi nomi sono fittizi), e il senatore che ambisce alla Casa Bianca, imperniano la campagna elettorale su un tema in particolare: il mantenimento o meno della Nasa. Ma ecco un provvidenziale colpo di scena: il ritrovamento nell’artico,da parte dell’agenzia incriminata, di un meteorite contenente forme di vita . La prova di vita extraterrestre. Esperti e scienziati vengono interpellati per assicurare l’autenticità della scoperta. Dopo il primo comprensibile entusiasmo, questi comprendono di trovarsi di fronte a u...

Poesia in Salento: Maria Pia Romano e la settima stella

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di Augusto da San Buono Un testamento liquido. Chi è Maria Pia Romano? E’ presto detto. “Un’innamorata del silenzio/ che scrive storie di pelle e di mare”. L’ immagine che ho di lei è quella di una ragazza salentina intelligente, bella, colta , piena di vitalità, sportiva ( una sub vera e propria con tanto di brevetto, una sirenetta, di quelle che “possono amare solo ciò che scorre” ) , con un neo veneziano sulla guancia sinistra e lunghissime ciglia nere ( “Ho ciglia lunghe per dissetarmi d’ombra”) sotto uno sguardo di velluto , sognante , che scivola sulle cose invisibili , che crea le cose che nascono dal nulla , dalla trasparenza degli atomi , “dai granelli di polvere che turbinano in un raggio di sole in una stanza buia” . E’ una che scrive da molti anni, da sempre. Scrive per professione ( è giornalista), ma anche per diletto, per vocazione, per dannazione. Scrive ogni giorno che ha fatto Dio , per celebrare un rito , per farsi un ‘anima , o un supplemento d’anima . E scrive di m...

"Dino Campana, tensioni esistenziali e conquiste d'arte" di Francesco Mensorio

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Uno studio accurato della figura di Dino Campana come uomo e come autore, un approfondito esame della sua poetica. Carlo Bo : «Accostatelo ai suoi vicini, a quelli del suo tempo che son più degni d’essergli avvicinati, e ne coglierete la natura e le ragioni della sua unicità». Gianfranco Contini : «Si dice: un visivo, e s’intende qui un temperamento così esclusivo da assorbire e fondere in quella categoria d’impressioni ogni altra». Eugenio Montale : «Come De Chirico, anche Campana è un suggestivo evocatore delle vecchie città italiane: Bologna, Faenza, Firenze, Genova, lampeggiano nelle sue poesie e gli suggeriscono alcuni dei suoi momenti più alti». Emilio Cecchi : «Accanto a Campana, si sentiva la poesia come se fosse una scossa elettrica, un alto esplosivo… Egli passò come una cometa; ed anche oltre le strette ragioni formali, in una sfera più vasta e calorosa, la sua influenza sui giovani fu incalcolabile, e s’è tutt’altro che spenta. Egli dette un esempio di eroica fedeltà alla p...

Libri: "Adversaria", frammenti d'autore a cura di Paolo Maggiolo

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«Quando gli scrittori dicono qualcosa di originale, vale la pena di prenderne nota. Non che succeda spesso…» (Edgar Wallace). 258 autori diversi in una raccolta di brevi o brevissime citazioni attinte ad opere del presente e del passato. Un piccolo dizionario contro i luoghi comuni della Sinistra, contro i suoi miti falsi o artificiosi, le sue verità scomode, le sue improbabili velleità di progresso, le sue miopie, le sue amnesie, il suo grigiore ideologico. Contro la sua inguaribile presunzione di superiorità. -------------------- Nato a Padova nel 1957, Paolo Maggiolo esercita da alcuni anni la professione di bibliotecario. -------------------- Fonte : Edizioni Solfanelli - www.edizionisolfanelli.it

Libri: "La rivoluzione contro il medioevo" di Pietro Ferrari

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Cosa vuol dire “medievale”? Cosa vuol dire “rivoluzionario”? Pietro Ferrari se lo chiede con questo saggio coinvolgente e affilato, e nella sua lucida ed impietosa critica della modernità, assume e conclude che il Medioevo e la Rivoluzione non sono fenomeni storici o culturali più o meno prossimi a noi. Sono piuttosto categorie dello spirito. Come si può pensare, allora, leggendo il libro di Pietro Ferrari, che la Rivoluzione sia una categoria dell’oggi mentre il Medioevo appartenga al passato? La Rivoluzione contro il Medioevo non è il pamphlet di un nostalgico, è piuttosto il canone argomentato e rigoroso di un intellettuale che propone un modello, non solo una weltanschauung, che possa ridare un senso, essere una sorta di bussola alla condizione smarrita dell’uomo contemporaneo. Nihil novi, direbbe qualcuno: Massimo Fini ha già fatto qualcosa del genere, e per molti versi Marcello Veneziani e Franco Cardini hanno in più scritti accennato riflessioni e spunti analoghi. Però Pietro Fe...

Antonio Leonardo Verri, pensionante dei Saraceni

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di Augusto da San Buono Premessa …Ed ad un certo punto , in quel Salento addormentato, decentrato, periferico, pieno di sogni polverosi , dove mai nulla accadeva se non quel continuo fisso battito verso i cieli , in quel Salento vedovo dell’orfismo del conte Comi di Lucugnano , travestito da Giovanni Della Croce ; vedovo del lirismo surreal-ermetico barocco spagnolo di Bodini e del simbolismo raffinato di Pagano, geniale raccoglitore di gatti neri e cicche metafisiche (“non si può fare a meno dei sognatori, o dei conoscitori della volta del cielo, come non si può fare a meno dei librai e dei barboni”) , alla fine degli anni ’70 apparve un nuovo profeta , il Pensionante de’ Saraceni , un contadino di Caprarica di Lecce, alto, barbuto, con un occhio strabico e dall’eloquio incespicante. Era anche lui un irregolare , un maledetto, uno di quei “giocatori da superbisca” con la stecca , il gessetto e la sigaretta tra le labbra , sempre ai limiti del crollo nervoso, “ma disposto a giocars...

Le geografia quantitativa

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Nota enciclopedica Per secoli la geografia si è dedicata alla scoperta del mondo, alla sua forma prima, poi alle grandi esplorazioni, alla descrizione dei luoghi, delle coste, dei rilievi. Quando poi il mondo ha preso una forma chiusa e compiuta, compito della geografia è stato quello di descriverne le forme naturali, le piante gli animali ed anche gli uomini, con il risultato di rischiare di confondersi con altre scienze come la geologia, la botanica e l'etnologia. Alla metà del XX secolo però si è assistito alla cosiddetta "rivoluzione quantitativa" che, con lo sviluppo successivo delle possibilità di calcolo automatico, ha messo la geografia sullo stesso piano delle altre scienze positive, come la fisica e la matematica. Esponenti di rilievo di questa geografia sono stati Hagget , Racine e Reymond , i quali hanno portato un rigore matematico alla disciplina che prima non esisteva. Ci sono poi gli esponenti della cosiddetta " Scuola di Lund ", il ...