11 gennaio 2021

IL DIRITTO ALLA GIOIA a cura di Roberto Bertazzoni

 

IL DIRITTO ALLA GIOIA a cura di Roberto Bertazzoni



A volte è molto difficile trovare il lato positivo delle cose. Davanti a una situazione problematica, un imprevisto, un dolore o una delusione, è forte la tentazione di vedere il “bicchiere mezzo vuoto”.                                                                                                                             Ci si lascia sopraffare dal pessimismo e dalla rassegnazione; come bombe sotterranee fluiscono pensieri negativi che fanno terra bruciata delle nostre speranze. Generano fatalismo e disperazione, mentre ci si annebbia la vista impedendo la ricerca di insospettabili ragioni di gioia, magari nascoste nel laboratorio interiore di ognuno di noi. D'altra parte “toccare il fondo” è un'esperienza che, prima o poi, ogni uomo si ritrova a dover vivere.                                 È successo anche a me.                                                                                                                             Può essere un fallimento professionale, la fine di una relazione amorosa, mancanze ingiustificabili; un grave errore commesso, oppure un periodo di disorientamento esistenziale in cui, l'amarezza delle opportunità mancate, le delusioni vissute e l'incertezza del futuro, ci appaiono montagne insormontabili in grado, spesso, di generare momenti di profondo dolore e rimorso. Non è facile esprimere questa sensazione di essere imprigionati nel fondo di un pozzo buio, senza alcuna via d'uscita; così come accettare e comprendere come si sia potuti scivolare così in basso. D'improvviso tutto è intriso di questo significato nel quale sembrano vani e inutili tutti gli sforzi fatti per costruire un progetto di vita, o per raggiungere un obbiettivo.                                                                                                                                                 Anche gli sbagli commessi nel nostro percorso che, se capiti e onestamente ammessi, potrebbero divenire esperienze utili e decisive per farci cambiare veramente vengono, in quest'ottica, considerati soltanto per la loro accezione negativa. Capita che ci si abbandoni all'inevitabile tentazione di lasciarsi andare, di sprofondare nell'oblio sordo e impalpabile. Sentiamo forte l'impulso di ripiegarci su noi stessi e sul nostro dolore, anziché tirarlo fuori e aprirci alla vita, rischiando di perdere un dono prezioso che, tutti noi, dobbiamo rispettare. Parlo della dimensione della speranza che, trasformandosi, diventa intenzione, decisione e sfida. La sfida contro noi stessi e i nostri fantasmi interiori. Tutto ciò richiede coraggio e capacità di abbattere spessi muri eretti in difesa delle nostre più recondite paure.     Proprio quando ci sembra di non avere più nulla da perdere, e il buio più nero ci avvolge, ecco che la nostalgia della luce ci prende e si fa strada dentro di noi, scuotendoci dal nostro torpore.                                                                                                                                                     Questo senza perdere di vista gli errori commessi che, facendo parte della nostra vita, ci danno la consapevolezza che nessun cammino è privo di cadute e smarrimenti; che ogni fallimento, se rielaborato, può diventare un'opportunità di crescita e maturazione. Un'occasione per riflettere sul percorso compiuto e imprimere una nuova direzione al nostro progetto di vita, cercando, finalmente, la strada giusta sul nostro sentiero. Magari scopriremo di avere impensate risorse e riusciremo a conoscere più in profondità, a guardare in faccia, le nostre paure e amarci di più, accettando anche la nostra povertà e le debolezze. Capiremo che è necessario puntare lo sguardo oltre le nuvole, per riuscire a vedere il cielo stellato che si nasconde dietro la tempesta.                                                                                                                    Solo allora, guidati e sorretti da una nuova consapevolezza, potremo dire di avere compiuto un passo decisivo sulla strada del nostro personale, piccolo e sacrosanto diritto alla gioia.

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