17 ottobre 2012

Franco Maria Boschetto, ciceroniano e cristiano



FRANCO MARIA BOSCHETTO, CICERONIANO E CRISTIANO
Ingegnoso matematico lonatese, tra letteratura e scienza

Se qualcuno si dovesse recare a Gallarate, ed inoltrandosi per la squadrate strade, giungere spensierato al Liceo Scientifico, chiedesse del Professor Franco Maria Boschetto!La scuola sorge nel delizioso Viale dei Tigli, alle faglie dell’antico Monte di Crenna, sormontato da un arcano castello e da un santuario. È un luogo magico, un colle leopardiano, che si dimena silente in un leggero declivio, fino alla scuola potteriana. Ma Franco Maria Boschetto chi è costui? Lasciamolo dire a lui, riprendendo le scarne note biografiche dal suo sito (wwwfmboschetto.it): «Beh, non c'è molto da dire circa l'autore di questo sito. Mi chiamo Franco Maria Boschetto, sono nato nel 1969 e dall'inizio del 2000 svolgo l'onorata professione di insegnante presso il Liceo Scientifico e Classico di Gallarate, dopo aver svolto l'altrettanto onorata professione di Ingegnere (nel senso di colui che usa l'ingegno). Ricaverete maggiori informazioni su di me leggendo la pagina in cui ho raccolto la cronologia del mio Comune e della mia famiglia… Ne ho poi approfittato per riunire qui anche alcuni miei racconti e poesie inediti, alcuni diari di viaggio e testimonianze del mio percorso di fede, alcune delle mie immagini più belle … ed insomma tutto quello che, in una parola, costituisce l'essenza ed il frutto dell'intera mia vita. Il mio non è presenzialismo, bensì necessità di far conoscere le mie esperienze per aiutare in qualunque modo il mio prossimo nel difficile cammino attraverso quella che Arrigo Boito chiamò «l'ebete / vita che ci innamora, / breve che pare un secolo, /lenta che pare un'ora!». Goethe diceva che è meglio fare la cosa più futile del mondo che considerare sprecata mezz'ora del proprio tempo; se sarò riuscito ad aiutare uno di voi a muovere anche solo un passo, le mezz'ore dedicate alla costruzione di questo sito non potranno mai considerarsi sprecate». Chi meglio di lui poteva affidare alle sorti del macchinoso virtualismo telematico tutta quella mole di saggezza? È un pozzo di scienza che si dimena tra poesia e storia, tra romanzo e scienza, il tutto dipinto e sfumato in un sottile sfondo fantasmagorico e surreale. Il mondo del Boschetto sconfina nel bosco dell’infinito, del magico, sfila come rapidamente dal reale all’immaginario, all’idealein una continua rapsodia e dietro le quinte mena i fili questo personaggio romantico, inquieto: lo scienziato, il narratore, il poeta. Vi troverete tutti i generi letterari, dal racconto al romanzo, dalla poesia al poema, tra fantastorico e fantascientifico. Il Boschetto incarna la classica figura del saggio completo, che nello spirito della sintesi ha saputo coniugare le due anime irriducibili: quella umanistica e quella scientifica, quella della natura e quella dello spirito, in un mondo, invece, che si muove tutto al contrario, nell’analisi ad libitum fino a quelli che Ludovico Geymonat definiva i «compartimenti stagno» della scienza moderna. E se possiamo sintetizzare la sua esistenza, possiamo attribuirgli l’ideale estetico: egli ha saputo mettere in armonia la scienza e l’arte, con l’arte della scienza e la scienza nell’arte, come scriveva Schelling, «la visione che il filosofo si fa della natura artisticamente è per l’arte quella originaria e naturale. Ciò che noi chiamiamo natura è un poema, che giace chiuso in una scrittura misteriosa e meravigliosa. Ogni magnifico dipinto nasce quasi per la soppressione della muraglia invisibile che divide il mondo reale dall’ideale ed è solo, per così dire, la finestra, attraverso la quale appaiono completamente quelle forme e regioni del mondo della fantasia, che traspare solo imperfettamente attraverso quello reale».

Vincenzo Capodiferro

2 commenti:

  1. Anonimo15:47

    Weeee Franco!

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  2. Anonimo11:06

    Bellissimo articolo che rende giustizia ad un grande professore!

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