05 giugno 2012

2 giugno: Renzo Talamona cavaliere della Repubblica


2 GIUGNO: RENZO TALAMONA CAVALIERE DELLA REPUBBLICA
Importante riconoscimento tra gli altri a Varese

Il 2 Giugno a Varese la festa della Repubblica ha conservato la stessa sobrietà e parcità che nel resto della nazione. Dopo un breve ed intenso esordio a Piazza della Repubblica con la parata di reviviscenza dell’inno mameliano, nelle stanze dello storico palazzo della settecentesca Villa Recalcati, sede della Prefettura, si è svolta una significativa cerimonia di premiazioni e di importanti riconoscimenti. Il saluto solenne del Prefetto Giorgio Zanzi, innanzi notevoli autorità civili e militari, tra le quali senatori e l’assessore regionale Raffaele Cattaneo, ed una folta folla di convenuti, ha aperto la pubblica funzione nella sala Ambrosoli, in quell’antico albergo, che la mitica Varese Liberty non si era lasciato sfuggire. E proprio quella Villa aveva ospitato per molto tempo in un cippo funerario il cuore dell’eroe di Polonia, Taddeo Kosciuszko (1746-1817), un cuore palpitante di patriottismo e di populismo. Tra gli altri medagliati all’onore il novantenne Fermo Formenti, deportato nel 1943 al lager nazista di Laufen. In questo suggestivo contesto che ha udito il toccante addio del questore Marcello Cardona, trasferito a Livorno, è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica il professore Renzo Talamona, insieme ad altri dodici cittadini benemeriti, trai quali Livio Ghiringhelli, altro nome illustre della provincia varesina, già docente alle scuole superiori, nonché preside del Liceo Scientifico e del Liceo Classico, storico e saggista. Quello del Talamona è stato un riconoscimento dovuto e sentito, almeno da quanti lo hanno conosciuto e lo hanno ammirato, per le sue notevoli doti umane e culturali. Renzo Talamona è nato nel 1944 a Varese, nello storico quartiere di Bizzozzero. Come egli stesso racconta, Varese, prima di essere stata unificata dal fascismo in un quadro architettonico neoclassico ed elevata a provincia dallo stesso Benito Mussolini, era un insieme di paesi, che sorgevano, come nell’antica Roma sui colli, e tra questi vi era l’ameno poggio di Bizzozzero. Ed egli lì ha vissuto per la maggior parte della sua vita, consacrata alla dura missione dell’insegnamento, assistendo alle sconvolgenti trasformazioni di quel posto, ancora conservando una bellezza intoccabile, subite nel corso di un mezzo secolo, che per la sua intensità di avvenimenti forse supera di gran lentissime ere. Solo dal 1988 al 2009 è stato docente di materie classiche, greco e latino, al memorabile Liceo Classico Cairoli di Varese, lasciando un segno indelebile di profonda cultura e di umanità ed aprendo un solco di ricerca e di amore per la sapienza. E d’altronde se si può ancor oggi parlare di umanità, ciò è dovuto proprio a quell’ancestrale embrione della cultura classica greca e latina. Oggi la cultura italica si sta attorcigliano fino a voler rompere quel cordone ombelicale che ci lega profondamente a quell’ideale bacino. Ma non sarà così facile: dovremmo cancellare il nome stesso di Umanesimo, gloria d’Italia. Renzo Talamona è un humanista, nel più alto senso del termine. Egli è un cultore, ma non solo, è un viveur degli ideali classici, che per secoli hanno animato intere generazioni di intellettuali. Renzo Talamona ha dato la vita per la ricerca, che è soprattutto ricerca intellettuale e morale, oltre che storica. I frutti dei suoi studi sulla storia di Varese e delle sue tradizioni, sulla storia dell’istituzione del Liceo Classico Cairoli, possiamo ravvisarli in numerosi suoi scritti, sparsi in libri e riviste. Uscirà una sua monumentale Storia di Bizzozzero e di Varese. Renzo Talamona per anni ha sondato le profondità degli archivi lombardi, soprattutto milanesi, memore della lezione muratoriana, che la storia la fanno i documenti ed i monumenti. Ma non è questa semplice storia che ci fa ricordare Talamona, perché egli è la storia, è il greco, è il latino. Se l’ideale di Socrate era «una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta», noi possiamo dire che egli ha incarnato pienamente questo progetto. Noi abbiamo conosciuto Talamona negli ultimi anni del suo ministero cairolino, eppure egli accogliendoci con quel catoniano amore paterno, sostenendoci nella drammatica esperienza cattedrante, ci ha lasciato un segno così forte che pare che lo avessimo conosciuto da anni ed anni. Quando esuli approdavamo, seppur per poco tempo, ed ai salici appendevamo le nostre cetre, nella più illustre scuola di Varese, vilipesi ma non affranti, ecco rinfrancarci col suo fare modesto, schivo, ma ricco di virtù, con quella delicatezza, quella pascaliana finezza. Renzo Talamona è stato per noi un luminoso faro, un pozzo smisurato al quale attingevamo il sapere. Anche dopo quella breve esperienza, è rimasta indelebile ed intatta una sincera amicizia, un profondo legame con lui, difensore della cultura classica contro le aberrazioni presenti, che vogliono sostituire l’inglese, un barbarico volgo, alla nostra lingua universale, attentando al grande filone letterario italiano che affonda le sue radici nell’Umanesimo e nel Rinascimento. Ed in un tempo in cui rischia di rompersi quella felice catena che ci riannoda al passato ed ai modelli classici, in cui la trionfante tecnologia offusca il nome stesso d’uomo, rischiando di farlo precipitare in un vero evo di oscurantismo e di barbarie, non in un Medioevo, che invece fu ricco di valori culturali e religiosi, ecco che Renzo Talamona rappresenta un continuatore ed un depositario vivente di quell’anello di congiunzione alla celeste tradizione che ci lega alle nostre salde radici. Un albero che viene tagliato alle radici non ha lunga vita. Così anche noi insegnanti insieme a tante generazioni di suoi allievi abbiamo riconosciuto la sua luminosità nella tenebra della cultura dei giorni nostri. Abbiamo in lui riconosciuto quella imponente gravitas. E quando negli ultimi tempi lo scorgevamo, immerso nei suoi studi e nelle sue inquietezze familiari, ci pareva come Parmenide, il «maestro venerando e terribile»! L’ideale classico dell’atarassia in Renzo si libra e si unisce con quello della cristiana virtus. Come possiamo dimenticare quella sua famelica passione quando ci recammo in Grecia classica con gli allievi? Ad ogni pietra si fermava, ad ogni lapidea scritta, per ore. Ed abbracciava quelle contuse colonne. E lì, sopra quel mitico ed antichissimo oracolo di Delfi si soffermò a meditare! «Conosci te stesso!» sapeva bene che la scientia sui è la scienza più difficile da studiare. Quegli stessi allievi poi, quando andò in pensione, regalarono al maestro una gita nei luoghi del cuore, nella sua amata Grecia. Ecco perché quello del 2 giugno rappresenta per il Talamona un importante coronamento, un traguardo felice, un significativo riconoscimento che Varese, la sua città, gli ha donato, con affetto e riconoscenza. E noi ci uniamo volentieri a questo unanime coro per ringraziarlo di tutto quello che ha fatto e che farà, ma soprattutto per quello che è.


Vincenzo Capodiferro

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