12 aprile 2012

Percorsi speciali di Dieter Schulz


QUALE IMPORTANZA HANNO I BAMBINI DIVERSAMENTE ABILI PER LA BIOGRAFIA DEI LORO GENITORI

Un interessante studio pedo-psicologico del Dottor Dieter Schulz
Percorsi speciali. Quale importanza hanno i bambini diversamente abili per la biografia dei loro genitori, è uno studio del Dottor Dieter Schulz, pubblicato da Novalis a Milano nel Gennaio del 2012, traduzione di Eliana Assenza. Dieter Schulz (1955) si è formato come pedagogo curativo nel Seminario Camphill a Ṻberlingen sul Lago di Costanza. È stato attivo per anni in scuole, strutture assistenziali ed Istituti pedagogici e curativi. Dal 1985 fa libera professione seguendo pazienti privatamente nel suo ambulatorio. Docente e consulente tiene corsi e conferenze sul tema della disabilità anche in Italia. Le famiglie dei diversamente abili vivono dei forti momenti di crisi, di riflessione, di ripensamento, in una parola di croce. Il Dottor Schulz parte dal concreto, adducendo esempi pratici di casi di bambini disabili, che grazie alla sua guida hanno sconvolto anche la vita dei genitori, ma non solo in negativo, come avviene sempre agli esordi delle disabilità, ma soprattutto in positivo, liberando le loro anime dalle presunte ed opprimenti colpe e facendole librare in nuovi voli, che portano ad un profondo apprezzamento dell’esistenza, che si avverte di più forse nei casi di diversità che nei casi normali. La disabilità diviene allora così un’occasione d’oro per la redenzione dell’umanità, per il riscatto della debolezza dal pregiudizio infamante dei secoli, per la liberazione dalle superstizioni che vedono in questa una punizione divina, una condanna celeste. «Avere la conferma definitiva che il proprio bambino soffre di una disabilità provoca dolore. Questo dolore viene descritto da molti genitori come qualcosa che scava dentro, porta con sé un sentimento di impotenza che paralizza. Al dolore si accompagna spesso la paura per il futuro per il bambino, per i fratelli, per i genitori … La disabilità del bambino è sempre una cesura profonda nella vita dei genitori» (p. 17). La pedagogia e la psicologia del Dottor Schulz si ispirano a quelle del grande Rudolf Steiner, per cui l’obiettivo principale era «elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita, dalla vita stessa». Seguendo la psicologia steineriana Schulz tenta di ricostruire il percorso biografico dell’individuo disabile in rapporto alla sua costellazione familiare: «Ciò che l’individuo ha vissuto nell’infanzia e nella giovinezza come qualcosa che proviene dall’esterno, riemerge a partire dal ventunesimo anno dall’interno di se stesso. Esiste quindi un collegamento tra il quattordicesimo ed il ventottesimo anno, come fra il quarantaduesimo ed il primo. Fino al quarantaduesimo anno possiamo riafferrare gli eventi e le esperienze dell’infanzia e della giovinezza e rielaborarli attraverso l’attività dell’Io» (p. 33). Sappiamo benissimo come per Steiner oltre ai cinque sensi esistessero altri sette: la vita, il moto, il calore, l’equilibrio, il pensiero, la parola e l’alterità e come si sviluppassero in settenni nell’arco della vita individuale. La vita del singolo va rapportata sempre a quella dell’universo, così Schulz cita il famoso passo di Goethe: Nel respiro vi sono due grazie: inspirare l’aria ed espirarla. L’una opprime, l’altra rinfresca: così mirabile la vita si mischia (p. 39). È il respiro cosmico, di cui noi siamo parte. Noi siamo aria, spirito. Così possiamo sintetizzare il cammino del Dottor Schulz negli obiettivi che ha raggiunto un suo paziente, Michele: 1) Niente è semplicemente ovvio. La vita è in continuo movimento; 2) Michele è una persona autonoma, che ha bisogno degli altri; 3) l’energia e la forza non durano in eterno se non le ricostruiamo in modo cosciente attraverso il nostro lavoro interiore; 4) i pensieri nuovi continuano ad entusiasmarci e ci aiutano a superare i momenti oscuri e gli abissi; 5) possiamo imparare qualcosa da ogni essere umano e da ogni incontro; 6) lo sforzo ed il tentativo di imparare ad amare il nucleo essenziale di ogni essere umano arricchisce la nostra vita; 7) solo la molteplicità e la diversità della natura e dell’uomo stesso rendono la vita ricca e degna di essere vissuta (cfr. p. 16). Sono pensieri rivolti a tutti. Il cammino che propone il Dottor Schulz è universale, interessa tutti gli uomini, non solo i diversi, ma anche gli abili, perché tutti in qualche modo siamo disabili di fronte al mistero della Vita. Questo è uno studio profondo ed intenso sul senso intimo dell’esistenza e del ruolo finale dell’uomo nel contesto della natura. L’uomo è un mammifero sui generis. Gli altri mammiferi di solito abbandonano i figli disabili, ma l’uomo può cogliere dall’esperienza biografica che può avere a contatto colla disabilità ciò che di più alto si possa raggiungere: il profondo legame che lega ogni essere vivente alla vita dell’universo intero e del mondo che è un grande animale, vivente in noi e per noi.


Vincenzo Capodiferro

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