01 aprile 2011

Barolo, il re d'Italia a New York

BAROLO, IL RE D’ITALIA A NEW YORK

Un Ceretto Cannubi 2003 Gran Ciambellano dell’evento
di Antonio V. Gelormini










Non si è ancora spenta l’eco delle note suggestive del violino Stradivari 1721, che il maestro Lorin Maazel ha voluto affidare all’archetto talentuoso di Francesco D’Orazio, per la prima esecuzione concertata dell’Humoreske di Ottorino Respighi con l’Orchestra Lirico Sinfonica del Teatro Petruzzelli, in occasione dell’inaugurazione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, presso l’Ambasciata italiana negli Stati Uniti a Washington, che altri ambasciatori a New York diventano protagonisti ancora di una serata ricca di emozioni e sensazioni, all’insegna del buon gusto, dell’eccellenza e della “unicità” italiana.
Le credenziali questa volta sono altamente nobiliari, perché in uno dei templi newyorkesi della degustazione italiana, al Del Posto Restaurant sulla 10th Ave., alla corte dell’eminenza enologa di Robert Parker e della sua rivista The Wine Advocate, con un cerimoniale affidato ad Antonio Galloni, l’ospite è nientemeno che il Re dei vini italiani. Il Re dei re. Sua Maestà il Barolo.
Quindici produttori piemontesi e quindici etichette, diventate dei veri e propri blasoni, per un vino dalla struttura superba, elegante, complessa nei gusti e nei profumi. Un vino niente affatto “facile”. Da bere con rispetto, tra pochi amici, talvolta anche in solitudine, per potergli dedicare tutta l’attenzione possibile. Un bouquet di casate rinomate, per il lustro donato alle liste dei vini più esclusive e raffinate, per rendere unica questa serata oltreoceano dedicata al Barolo.
Nella degustazione pomeridiana l’Azienda Vitivinicola Ceretto presenterà ai palati americani il Barolo Bricco Rocche Bricco Rocche del 2007, mentre per la Cena di Gala (che vedrà schierati i Barolo più pregiati di ciascun produttore), la famiglia Ceretto proporrà in anteprima “la perla” della produzione di un impero vitivinicolo di oltre 120 ettari tra Langhe e Roero: la prima bottiglia del Barolo Cannubi 2003. Un Barolo che verrà commercializzato dal 2013, dopo un invecchiamento di 10 anni.
Un vino prezioso proveniente dal mitico vigneto Cannubi (l’Azienda Ceretto ne possiede 3.000 mq.), quello situato nei pressi del Castello di Barolo e scelto dalla Marchesa Colbert di Maulévrier iniziatrice, con il Conte di Cavour, di un’attività leggendaria, che dopo l’Unità donerà all’Italia anche il più prestigioso dei suoi vini.
Tutto esaurito per entrambi gli appuntamenti, nonostante l’impegnativa quota di partecipazione per i cultori americani a cinque stelle: 200 $ per la degustazione pomeridiana e 700 $ per la Cena di Gala al New York City’s Del Posto Restaurant.
Significativo che ambedue gli eventi allunghino radici identitarie nella peculiare artigianalità del legno del Vecchio Continente. Quella nobile e raffinata dei liutai italiani d’inizio Settecento e quella austera, solida e corposa dei mastri bottai d’epoca Risorgimentale. Arte certosina per scrigni adatti a conservare a lungo la maturità di una qualità senza tempo. La stessa racchiusa in quei medesimi caratteri, che fanno del Barolo il vino più nobile d’Italia.






(gelormini@katamail.com)



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