25 giugno 2008

"Fuga dal monsone" di Marco Biaz


Due cartine e 46 illustrazioni di viaggio
con una postfazione dell'autore
Edizioni Gingko
Collana: Bianca - Le bussole. Genere: romanzo. Pagg: 244

Nel 1996 Marco Biaz raccolse i suoi bagagli di viaggio, i suoi appunti, e iniziò a scrivere questa storia partorita due anni prima nel corso del suo viaggio di ritorno dal Sud Est asiatico. Aveva girovagato in lungo e in largo per India, Sri Lanka, Nepal, Bangladesh, Thailandia, Malesia, Indonesia, zaino in spalla, per 12 mesi, in solitaria. Durante quel viaggio aveva conosciuto viaggiatori provenienti da ogni angolo dal mondo, dei quali aveva annotato storie, sogni, itinerari, fallimenti. Impiegati, hippy attempati, musicisti, hostess, raccoglitori di tulipani, trekker, sognatori, spacciatori, finti guru, futuri barman berlinesi. Ciò che li accomunava era il viaggio inteso come bivio, soluzione ai problemi o punto di rottura definitivo. Erano accomunati dalla diserzione dal regime routinario. Erano nuovi viaggiatori, esploratori, avventurieri che avevano abbandonato gli impegni, il lavoro, il denaro, le bollette da pagare, le sicurezze economiche, sociali, affettive, per scoprire come e dove si riesce a vivere la parte migliore di se stessi, a qualsiasi costo. ll loro viaggiare costituiva una fuga da se stessi, lo specchio infranto delle proprie illusioni. Un altro appuntamento con la loro storia, come crescere, lavorare, proliferare e morire di tumore o di infarto. Il libro ne racconta gli incubi peggiori, i sogni più intimi, gli amori, gli umori, i progetti. "Nel loro caso viaggiare non significava cambiare, o migliorare, ma disinnescare quella bomba ad orologeria collocata nella psiche umana sovrapponendo ad ogni ripartenza un progetto, come un tentativo perpetuo di sublimare il senso dell’esistenza." (Dalla prefazione di Maurizio DiMaggio, Dj sempre in viaggio, Radio Monte Carlo)
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