23 agosto 2009

Libri: “Viaggio in Italia” di Mario Tozzi

di Antonio V. Gelormini
E’ come una spolverata di origano su un invitante piatto di pane e pomodoro. O come le triglie “agostinelle” in una classica frittura mediterranea di mezz’estate. “Viaggio in Italia” di Mario Tozzi, Ed. De Agostini, 2009 - pp. 333, € 18,00 è un raffinato e naturale compendio ad ogni guida turistica del Bel Paese. Per viaggiatori attenti ed esigenti, in cerca perenne dell’inusuale, dell’autentico e del più intimo spirito identitario dei diversi territori. Una sorta di volo del calabrone, inarrestabile, dall’una all’altra delle “100 + 9 emozioni” di un ‘Italia ricca di tesori, per lo più visibili ed ammirabili a cielo aperto. Ma altrettanti da scoprire, contemplare, cogliere, assaporare e gustare nelle pieghe gelose e pudiche di un caleidoscopio di percorsi ancora poco conosciuti, che rendono tutt’oggi il Tour in Italia un’esperienza unica ed indimenticabile. Un calepin ricco di suggerimenti per itinerari fai da te. Ma anche il canovaccio prezioso per una serie interminabile di spunti per operatori turistici, guide ed accompagnatori, animati dal fuoco sacro dell’originalità e del servizio di qualità. Sacerdoti laici o vestali di quella particolare liturgia-viaggio, celebrata per turisti-ospiti d’ogni dove e religione, per conquistarne l’animo e renderli “fedeli nel tempo” alle nostre bellezze. Mario Tozzi, geologo e primo ricercatore del Cnr, è autore del settimanale di Rai Tre Gaia – Il pianeta che vive, conduce su La7 La gaia scienza con il Trio Medusa, ed è presidente dell’Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano. Divulgatore scientifico appassionato, ed ora cicerone virtuale senza megafonino, ci invita a volare e ad inseguirlo, coltivando la suggestione della curiosità e il piacere arricchente del rapporto interpersonale. Dalla conta dei cipressi che da Bolgheri vanno a San Guido in Toscana, alla scoperta dell’origine della leggenda dei ciclopi al Museo Gemmellaro in Sicilia. Dall’arrampicata sulle Dolomiti lucane, al rapimento del sarcofago del Tuffatore a Paestum, fino all’incanto dei tramonti di Acciaroli nel Cilento, che ammaliarono e ispirarono persino Ernest Hemingway. E’ come essere davanti a un cesto di ciliegie: l’una tira l’altra, in un incessante susseguirsi di piacevoli sorprese. Ma anche l’invito ad accarezzare i mosaici di Santa Maria in Cosmedin a Roma, ad acquistare il sale puro di Margherita di Savoia in Puglia, per usarlo d’inverno per i bagni casa e a degustare il tartufo nero a Pizzo Calabro. O la sfida a riconoscere i volti dei santi nei mosaici di San Vitale a Ravenna, a scendere dal Gran San Bernardo lungo l’antica Via Francigena, e a soffermarsi al limite dell’infinito a Recanati. Sono solo l’assaggio di una degustazione sui generis di un mix di offerta, che presenta in maniera complementare costa ed entroterra, mare e monti, colline e città d’arte, metropoli, villaggi e borghi autentici. Una contaminazione di entusiasmo che ci spinge a segnalare, in un virtuoso slancio d’amore per l’Italia intera, i mosaici della Cattedrale di Bitonto e l’apoteosi del Grifo bizantino, i trabucchi dell’Adriatico, la passeggiata nei quadri di Norberto a Spello, e il Giardino dei Sapori perduti nell’Antica Daunia, con la secolare cantina dove invecchia il Nero di Troia. Tappe magari per un nuovo volo del calabrone-Tozzi. Un viaggio che potrebbe ripartire proprio dalla toccata di Capo Passero, la punta più a Sud dell’Italia (anche più a Sud di Tunisi e Hammamet), patria di quei pomodori Pachino ineguagliabili, con sale, origano ed olio d’oliva, ad esaltare il pane quotidiano di un’identità nazionale racchiusa nei canonici tre colori.
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Fonte iconografica da Google: www.ibs.it

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