02 marzo 2009

Geografia: l'abitazione

Nota enciclopedica
Secondo la nostra fonte, sebbene la cosa sia discutibile, la cultura spirituale è svincolata dall’ambiente, mentre quella materiale è fortemente vincolata alle condizioni materiali di sopravvivenza.
II “genere di vita” viene definito come l’insieme delle pratiche adottate da un gruppo umano al fine di garantire la propria sopravvivenza.
Tra le pratiche più diffuse vanno necessariamente annoverate quelle utili all’approvvigionamento alimentare, in origine ottenuto tramite raccolta, poi con la caccia e dove possibile con la pesca; oggi con l’allevamento e la coltivazione, che è influenzata dalle condizioni climatiche, ragione per cui ogni area del pianeta ha una sua caratteristica alimentazione di base (es: riso in Oriente, mais in America Latina, pane in Europa).
Certamente legato alla cultura materiale è l’abbigliamento, influenzato dal clima e dagli usi, ma più di tutto è l’abitazione a rendere gli uomini tutti uguali nel loro bisogno di riparo, eppure diversi nel costruire ed arredare in questo o in quell’altro modo.
Quindi bisogna distinguere, a seconda del grado di sviluppo e della geografia delle popolazioni, in:

Abitazioni primitive: la grotta è oggi poco usata, sebbene sia stata l’abitazione primitiva per eccellenza. Testimonianze di abitazioni in grotta sono rimaste nel nord ovest della Cina, dove esistono interi villaggi scavati nel terreno monsonico. La Cappadocia turca è inoltre nota per le sue chiese scavate nella roccia, né possono essere dimenticati i Sassi di Matera, che per secoli hanno ospitato al loro interno i braccianti lucani.
Presso le popolazioni primitive le abitazioni sono tuttavia anche oggi ridotte all’essenziale, e sono spesso solo ripari dal vento, costituite da stuoie sollevate per un lato dal terreno, oppure paraventi di rami e frasche, dove il clima lo consente. I boscimani, un po’ più evoluti, utilizzano il riparo semicircolare, mentre gli aborigeni vagano sostanzialmente nudi, utilizzando un riparo di frasche solo per la mimetizzazione durante la caccia.
Gli eschimesi utilizzano d’inverno il noto iglù, mentre d’estate utilizzano il kayak come riparo mobile, adatto alla pesca ed alla caccia.

Le tende dei nomadi
Le abitazioni nomadi sono caratteristiche di quelle popolazioni che abitano terreni inadatti all’agricoltura e sono quindi dedite allo spostamento con animali al seguito. Secondo la nostra fonte le abitazioni nomadi sono di tre tipi fondamentali:
La tenda turco-mongola è costituita essenzialmente da una palizzata circolare, giuntata all’estremità per fissare la raggiera della telaio di copertura. La tenda turca ha 4-5 metri di diametro ed è ricoperta con stuoie di lana che vanno a ricoprire la cuspide del tetto, mentre in mongolia è più grande, con un tetto arrotondato e ricoperto di pelli, per via del clima più rigido.
La tenda araba ha base quadrangolare con un tetto a due o più spioventi ricoperto con lana e pelo di cammello, è sostenuta da strutture di pali intrecciati i quali consentono anche la separazione in vani, sostanzialmente per dividere le donne dagli uomini.
Le tende arabe sono spesso disposte circolarmente attorno ad uno spiazzo centrale dove vengono custoditi gi animali durante la notte.
La tenda conica di pelli è invece diffusa presso le popolazioni boreali dei pastori di renne, come i Lapponi. Si tratta di abitazioni rudimentali che vengono spesso collocate in inverno nel sottobosco delle foreste di conifere, dove si trova al tempo stesso riparo dall’inverno ed un sia pur magro pascolo per gli animali.

Le capanne degli agricoltori
La differenza sostanziale tra tenda e capanna è che la seconda è fatta per restare ed è quindi tipica di una popolazione residente, dedita all’agricoltura. Ce ne sono di diversi tipi.
La capanna conica, scomoda perché poco spaziosa, è diffusa nelle terre fredde della Siberia e della Terra del fuoco.
La capanna a alveare, diffusa in Congo ed in Amazzonia, è sempre circolare, ma i rami del telaio vengono incurvati nella parte alta per formare una copertura emisferica che poi viene fittamente ricoperta di vegetazione, risultando in questo modo impermeabile.
La capanna cilindro-conica è diffusa nell’Africa sud sahariana ed è costituita da una intelaiatura cilindrica in argilla o da una palizzata circolare, sormontata da una copertura conica ricoperta di paglia e/o argilla. Il cono ed il cilindro sono strutturalmente elementi separati.
La capanna quadrangolare, facile da dividere internamente, è diffusa in Brasile nella versione a botte, dove i rami ed i pali dei lati lunghi vengono piegati a copertura; nella versione a tetto spiovente è invece diffusa in India ed Indonesia.

La casa
La casa deriva dalla capanna mano a mano che le condizioni si fanno favorevoli ad una permanenza duratura degli uomini in uno stesso luogo, cioè con la nascita delle cosiddette società evolute. Esempi molto primitivi di casa sono gli iglù eschimesi e i trulli pugliesi, dove la copertura è ottenuta per sovrapposizione circolare di ghiaccio o di pietra che vanno a costituire una struttura stabile, non demolibile dalle intemperie.
Nelle aree ricche di boschi le case stabili sono nate e tuttora vengono spesso costruite in legno, ma non sono rari esempi di abbinamento con l’argilla, come nell’isba russa, una casa tipicamente di tre stanze su un solo piano, isolata dall’umidità del terreno e costruita con palizzate sovrapposte riempite di argilla e letame, in modo da conferire al tempo stesso impermeabilizzazione ed elasticità, cosa questa che rende l’isba particolarmente adatta alle zone sismiche.
I mattoni
furono inventati in Medio oriente, ma lì per l’assenza del legname necessario vennero in origine utilizzati solo in forma secca e non cotta. Con i romani, per derivazione delle abitazioni rettangolari degli assiro-babilonesi prima e delle abitazioni greche a peristilio poi, nasce la domus, l’antenata dell’abitazione, con stanze rettangolari disposte attorno ad un cortile interno. Nel bacino del Mediterraneo si diffusero poi abitazioni costituite da varianti della domus, come quelle che adottarono il patio per elemento centrale. Per tutto il tardo Medioevo si ripeteranno gli schemi architettonici romani in forme sempre più scarne, fino alla nascita della casa moderna, così come la conosciamo oggi.
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Fonte: "Compendio di geografia umana" - Dagradi, Cencini - Pàtron edizioni
Fonte iconografica da Google: www.architettura21.eu

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