28 luglio 2006

Libri: "La mia vita per la liberta" di Gandhi

…Cio’ che voglio raggiungere – e che faticando e soffrendo ricerco da trent’anni – e’ trovarmi faccia a faccia con Dio. Io vivo e agisco e sono a questo scopo, tutto cio’ che dico e che scrivo, tutti i miei sforzi in campo politico, hanno questo fine ultimo.

Ma avendo sempre sostenuto che cio’ che e’ possibile a uno e’ possibile a tutti, i miei esperimenti non li ho effettuati in segreto, bensi’ apertamente, e non credo che questo diminuisca in alcun modo il loro valore spirituale; certe cose le sappiamo solo noi ed il nostro Creatore, sono assolutamente incomunicabili, ma gli esperimenti che sto per narrare no. Essi sono spirituali, anzi morali; perche’ l’essenza della religione e’ moralita’…
… Se avessi da esaminare solo principii accademici, non mi metterei certo a scrivere un’autobiografia, ma dato che mio scopo e’ fare un resoconto delle varie applicazioni pratiche di questi principii, ho intitolato i capitoli che sto per buttare giu’ Storia dei miei esperimenti con la verita’. Descrivero’ naturalmente esperimenti che trattano di non violenza, celibato e di altre regole di condotta che sembra non abbiano nessun rapporto con la verita’, perche’ secondo me la verita’ e’ il principio supremo che ne sottintende molti altri: la verita’ non e’ solo verita’ di parola, ma anche di pensiero e non e’ solo la verita’ relativa che noi concepiamo, ma la Verita’ Assoluta, il Principio Eterno, che e’ Dio. Vi sono innumerevoli definizioni di Dio, perche’ Egli si manifesta in modi innumerevoli, che mi riempiono di meraviglia e di riverenza e sul momento mi sconcertano. Ma io adoro Dio solo come Verita’. Non l’ho ancora trovato, ma continuo a cercarlo, e a questa ricerca sono disposto a sacrificare le cose che mi sono piu’ care; e se anche si trattasse di dare la vita spero che potrei accettare. Ma finche’ non avro’ raggiunto la Verita’ Assoluta, mi dovro’ accontentare della verita’ relativa cosi’ come l’ho afferrata. Intanto questa verita’ parziale sara’ il mio faro, il mio scudo, la mia protezione, e benche’ il cammino sia arduo e faticoso e pericoloso come il filo del rasoio, a me e’ apparso spedito e facile.
Anche i miei errori cosiddetti “Himalayani” mi sono sembrati poca cosa, perche’ ho proceduto sempre sulla retta via, regola che mi ha salvato dalle sventure, e ho ascoltato la voce della mia coscienza. Cammin facendo ho intravisto spesso la Verita’ Assoluta, cioe’ Dio, e ogni giorno sono maggiormente convinto che solo Lui e’ verita’ e che tutto il resto e’ illusione. Che coloro che vi si interessano afferrino come sono giunto a queste conclusioni; che mi seguano nelle mie esperienze e condividano anche i miei principii se ci riescono; mi sono convinto inoltre, e non a caso, che cio’ che posso fare io lo puo’ fare anche un bambino: i sistemi per raggiungere la verita’ sono semplici e ardui nel contempo, possono sembrare difficilissimi ad una persona arrogante e facilissimi invece ad un innocente. Colui che cerca la verita’ dovrebbe essere meno che polvere, la gente calpesta la polvere, ma l’umilta’ di colui che cerca la verita’ dovrebbe essere tale da indurlo a lasciarsi schiacciare anche dalla polvere. Allora e non prima riuscira’ a scorgere la verita’. Il dialogo tra Vasishtha e Vishvamitra lo dimostra chiaramente e ne sono prova anche il Cristianesimo e l’Islam.
Se secondo il lettore certe cose che scrivo peccano d’immodestia, egli supporra’ allora che sono in errore e che la mia saggezza altro non e’ che illusione: ebbene periscano a centinaia coloro che sono simili a me, purche’ trionfi la verita’; non travisiamo neppure in infima parte la verita’ nella sua essenza per giudicare dei mortali fallaci come sono io…

Dall’introduzione a “La mia vita per la liberta”, autobiografia di M.K. Gandhi – Edizioni tascabili Newton – p.458 – euro 5.00

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