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Vivere uno sopra l’altro in una cella: risposta a Roberto Saviano a cura di Carmelo Musumeci

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Vivere uno sopra l’altro in una cella: risposta a Roberto Saviano I “muri” sono abbastanza alti da permettere di poter far finta di non vedere e udire la disperazione e le grida d’aiuto che vengono da dentro. (Dal libro “Nato colpevole” distribuito su Amazon) È difficile togliersi il carcere dalla testa dopo 27 anni di galera e quando trovo qualcosa che parla delle nostre “Patrie Galere” lo leggo con attenzione. L’altro giorno ho letto sulla rivista settimanale “L’Espresso” un bell’articolo di Roberto Saviano che afferma: “ La soluzione non è quella più intuitiva e banale di costruire altri istituti penitenziari, ma la strada giusta da intraprendere sarebbe quella di analizzare le cause che portano un numero così alto di persone in carcere e provare a capire se non sia piuttosto il caso di prevedere percorsi alternativi alla carcerazione” . Spero che questo articolo di Saviano lo legga anche il nostro Ministro della Giustizia, che ha dichiarato che per sco...

LA QUESTIONE ISTRIANO-GIULIANO-DALMATA di Angelo Ivan Leone

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LA QUESTIONE ISTRIANO-GIULIANO-DALMATA di Angelo Ivan Leone     Con il termine di questione istriano-giuliano-dalmata si usa definire in storia il problema delle terre di Venezia Giulia, Istria e Dalmazia facenti parti storicamente dell’Italia perché tradizionalmente colonie e feudi della Repubblica Serenissima di San Marco ossia di Venezia. Queste terre sono state per circa un millennio colonizzate dai veneziani, in seguito alla cessione della Repubblica di Venezia all’Austria dopo il trattato di Campoformio firmato da Napoleone Bonaparte (1797) esse passarono, come tutta la Repubblica del resto, all’amministrazione austriaca. Da allora fino alla fine della prima guerra mondiale, le terre veneto-giuliane, istriane e dalmate furono amministrate dai funzionari asburgici che tentarono di avvantaggiare l’elemento slavo a danno di quello italiano. Questo accadeva perché la popolazione italiana più dinamica in economia, più viva culturalmente parlando e socialmente import...

Tra boom economico e recessione di Antonio Laurenzano

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Tra boom economico e recessione di  Antonio Laurenzano Come sarà il 2019? Sarà un “anno bellissimo” o un “annus horribilis”? L’anno del boom economico o l’anno della recessione? Per il premier Conte, folgorato dalla profezia del suo vice Di Maio, “l’Italia ha un programma di ripresa incredibile, c’è tanta determinazione da parte del governo, abbiamo pensato a una manovra espansiva e siamo pronti per questo scatto.” Altro che boom, l’Italia si è fermata! Proprio mentre il premier lanciava urbe et orbi il suo pensiero positivo sul futuro dell’Italia, quasi una professione di fede, l’Istat certificava la recessione tecnica della nostra economia, dopo cinque anni, a causa della flessione del Pil (-0,2%) per il secondo trimestre consecutivo. Una doccia fredda che raffredda ogni ottimistica previsione del Governo per il 2019: la crescita dell’1%, con la produzione industriale al ribasso, appare un obiettivo difficile da raggiungere. Esauriti gli strali contro gufi e...

MAI DIRE MAI. CHE NE PENSA LA TERZA CARICA DELLO STATO a cura di Carmelo Musumeci

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MAI DIRE MAI. CHE NE PENSA LA TERZA CARICA DELLO STATO Da circa un mese un gruppo di persone del mondo accademico, del volontariato, delle camere penali, della magistratura, della cultura e della politica, rappresentanti di chiese e fedi diverse, alcuni ex ergastolani, hanno pensato di chiedere un incontro al Presidente della Camera dei Deputati per discutere con lui sul tema dell'abrogazione dell'ergastolo. Abbiamo creato una segreteria, con recapito associazioneliberarsi@gmail.com per raccogliere le adesioni. Abbiamo contattato gruppi di associazioni e di persone singole spesso promotori di diverse, pacifiche e costruttive, iniziative per l’abolizione dell’ergastolo e impegnati per la legalità costituzionale in carcere. Docenti universitari: Giuseppe Mosconi (Padova); Alessandro Fo (Siena); Luca Bresciani (Pisa); Adriano Prosperi (Pisa); Carlo Fiorio (PG); Giuseppe Ferraro (NA); Domenico Bilotti (CZ); Giovanni Capecchi (PG); avvocati: Maria Teresa Antoni...

LA TENEREZZA AL TEMPO DELL'ORRORE di Janusz L. Wisniewski a cura di Miriam Ballerini

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LA TENEREZZA AL TEMPO DELL'ORRORE di Janusz L. Wisniewski ISBN 978-88-6256-497-7 © 2010 Salani Editori € 19,00 Pag. 503 Ci sono romanzi capaci di sorprenderti, di sollevarti e portarti nel loro mondo, mentre, fra le righe d'invenzione, sapientemente mescolati trovi quei valori che fanno di una persona un uomo. Ho comprato questo libro pensando di leggere una delle tante, pregevoli testimonianze sull'olocausto, perché è nostro dovere ricordare e continuare a far presente a tutti cosa è accaduto. Invece, ho trovato un romanzo d'invenzione, dove sono presenti molti fatti storici, nei quali sono stati calati i protagonisti. Trovo la penna di questo scrittore decisamente delicata, eppure realista, sincera. Ha un modo particolare di scrivere e di condurci nel mondo da lui creato. Siamo nel 1945 a Dresda, Germania. La guerra sta finendo, le forze alleate bombardano la città, distruggendola. Anna, ventidue anni, tedesca, si salva. Coi suoi genit...

IL “DIVIDE ET IMPERA” CHE DURA FINO AI NOSTRI GIORNI L’ITALIA CHE NON C’È di Angelo Ivan Leone

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L’ITALIA CHE NON C’È.              IL “DIVIDE ET IMPERA” CHE DURA      FINO AI NOSTRI GIORNI  L’ITALIA CHE NON C’È di Angelo Ivan Leone Il problema è grave ed è serio, a dispetto di quanto diceva l’immortale Flaiano quando parlava di una situazione che era grave ma non seria, ed è un problema che riguarda la nascita stessa del  Paese Italia . Quanto scritto è vero perché  l’Italia è stata fatta senza popolo , perché il Risorgimento fu un movimento elitario e di nicchia rispetto alla stragrande maggioranza della  popolazione italiana  che era completamente  indifferente all’idea nazionale , quando non ne era decisamente contraria. Questo vizio congenito e costituente del Paese è stato negli anni accresciuto dalle varie equipe governative, si pensi al fatto che la repressione del  Grande Brigantaggio  da parte della Destra storica, che resta comunque la migliore classe dirigent...

DISOCCUPAZIONE GIOVANILE di Antonio Laurenzano

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DISOCCUPAZIONE GIOVANILE  di  Antonio Laurenzano Disoccupazione giovanile in rialzo. Lo ha certificato l’Istat con la rilevazione di fine anno. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 31,9% (+0,1 punti), il terzo più elevato in Europa, dopo la Grecia (43,6%), la Spagna (38,6%), e più del doppio della media europea (14,9%). Una fotografia del mercato del lavoro che, nella sua criticità, evidenzia le difficoltà del ricambio generazionale e il conseguente disquilibrio macrosociale. Cause oggettive e soggettive, le prime riguardano la crescita economica, l’evoluzione delle attività economiche, le loro innovazioni sul piano tecnologico. Le seconde sono correlate a scelte aziendali che puntano sull’esperienza e sulla professionalità delle new entry. La lotta alla disoccupazione giovanile è presente nell’agenda politica del governo gialloverde che con le “pensioni quota 100” punta ad aprire il mercato del lavoro ai giovani. Ma sono tanti i dubbi sull’esito finale del...