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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

CHE DUE … CANZONI a cura di Miriam Ballerini

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  CHE DUE … CANZONI Il Festival di Sanremo nasce nel 1951 nel Salone delle Feste del Casinò di Sanremo. Pochi artisti, un’orchestra, un pubblico elegante seduto ai tavolini. La televisione era agli inizi, l’Italia usciva dalla guerra e aveva bisogno di leggerezza, di melodie capaci di unire. In quelle prime edizioni, vinte da voci come Nilla Pizzi, la musica era il centro assoluto: canzoni romantiche, testi semplici, interpretazioni intense. Con il tempo, Sanremo è cresciuto insieme al Paese. È diventato fenomeno televisivo, specchio dei cambiamenti sociali e culturali italiani. Dal bianco e nero alle scenografie monumentali, dagli interpreti “classici” ai cantautori impegnati, fino alle contaminazioni pop e rap di oggi. Eppure, se agli esordi le polemiche si consumavano al bar o sulle pagine dei giornali, oggi il tribunale è permanente e globale: i social network. Ogni esibizione viene sezionata in tempo reale, ogni abito ridicolizzato, ogni stecca trasformata in meme nel gir...

Rivestirsi di umanità a Maslianico (CO)

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“POULE ZENEIXI” ovvero PAROLE GENOVESI a cura di Giovanni Gatto

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“POULE ZENEIXI” ovvero PAROLE GENOVESI Qualche giorno fa ho raccontato di come nel dialetto genovese siano entrate nel tempo varie parole arabe e persino turche, ma le contaminazioni non riguardano solo le lingue del vicino oriente. Oggi vi racconto di qualche curiosa parola, talvolta usata ancora oggi pur senza sapere da dove deriva. Cominciamo da una che nessuno usa più ma che ricordo nelle conversazioni tra mio padre e mia nonna: “U BACAN” : il padrone, datore di lavoro o anche, in tempi andati, il comandante della nave. Deriva dal turco BAY KHAN, ovvero “Signore degli uomini”. Presumibilmente è diventata una parola genovese quando si intensificarono i rapporti con l’Oriente Turcofono e l’Impero Ottomano, cioè dal finire del XV secolo in poi. “U GABIBBU” non è solo un grasso mostriciattolo rosso che si agita in TV, e nemmeno un SAMPDORIANO (con buona pace dei Cugini che mi leggono dalla Serie B) ma deriva dall’arabo HABIB, cioè AMICO, ed è entrato nel dialetto genovese in tempi anti...

Confini dell’Esistere al RossoCinabro Roma

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Confini dell’Esistere 5 Marzo – 8 Aprile 2026 Rossocinabro Via Raffaele Cadorna, 28 00187 Roma A cura di Joe Hansen Entrata libera Un dialogo globale su identità urbana, voce della natura e geografie del futuro. Rome Contemporary 2026. Roma, 5 Marzo 2026 – Con l'arrivo della primavera, la Capitale si conferma baricentro del dibattito culturale internazionale. Il programma espositivo di Rome Contemporary 2026 continua aprendo le sue porte in questo mese di rinascita, presentando un palinsesto ambizioso che intreccia i linguaggi di artisti provenienti da ogni angolo del pianeta. Questa pluralità di sguardi, espressione di culture e geografie diverse, si unisce per esplorare tre pilastri fondamentali della contemporaneità: IDENTITIES, NATURE SPEAKS e FUTURE SPACES. Via Raffaele Cadorna 28, 00187 Roma Italia tel. 06 60658125 da lunedì al venerdì 11-17

Mara Mancina – Bill Bernbach e la rivoluzione creativa a cura di Marcello Sgarbi

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  Mara Mancina – Bill Bernbach e la rivoluzione creativa – (Franco Angeli Editore) Formato: Copertina flessibile Pagine: 259 ISBN: 9788846483621 Si fa sempre più un gran parlare di Intelligenza Artificiale, in particolare sui social network,  fra i quali spicca la presenza giornaliera su Facebook di post riguardanti corsi, seminari e guide sull’argomento. Io non demonizzo niente, ritengo che le nuove tecnologie siano in ogni caso uno strumento  a nostra disposizione. Né buono né cattivo, dipende dall’uso che se ne fa. Al proposito, quando  si discute di questo tema, porto sempre come esempio Alfred Nobel a cui è intitolata quella  che secondo me è la più prestigiosa onorificenza mondiale. Forse il chimico svedese avrà anche sospettato che la dinamite potesse venire utilizzata per scopi bellici, ma penso che la certezza  non l’abbia mai avuta. Sta di fatto che la mia opinione sull’AI continua ad essere molto critica. Quello che mi preoccupa è soprattu...

Il castello di ... Castelletto a cura di Giovanni Gatto

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IL CASTELLO DI… CASTELLETTO Penso di non stupire nessuno di voi se oggi racconto che il nome CASTELLETTO deriva, per questo quartiere, dal fatto che tra l’attuale Piazza Villa e il Belvedere Montaldo, la splendida terrazza sopra il Centro Storico, sorgesse un tempo una fortificazione. Stupirò invece qualcuno dicendo che “U Castêlu” servì assai spesso, nel corso della sua secolare storia, CONTRO I GENOVESI, piuttosto che a loro difesa! Ma andiamo con ordine, e partiamo dalla sua costruzione, che avvenne intorno al 950, molto probabilmente come ESTREMA DIFESA da possibili assalti dei pirati saraceni. Ho già raccontato, nel RAPIMENTO DELLE DONNE GENOVESI, di come la nostra città fosse stata messa a ferro e fuoco nel 935 d.C. dai pirati sbarcati da una potente flotta che aveva eluso la sorveglianza delle nostre galee. In realtà, quello del 935 fu l’assalto più terribile, ma ce ne erano già stati, di meno brutali, nel 931 e nel 932, e ce ne sarebbe stato, in seguito, almeno ancora uno, l’ul...

Pomeriggi letterari a Nova Milanese (MI)

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Centro ArteMente presenta PortaMI a Ballare a Milano

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 Centro ArteMente con il sostegno di Ministero della Cultura  con il patrocinio e il contributo del Comune di Milano  nell’ambito di  Milano Dancing City VIII edizione  presenta  PortaMI a Ballare  7 marzo 2026 Una giornata dedicata alla danza e alla cultura che consentirà a  residenti a Milano di recarsi Reggio Emilia per visite guidate, spettacoli  e tempo libero di qualità al prezzo simbolico di 10 euro. Una proposta nata dal desiderio di colmare la carenza di occasioni  culturali per cittadine e cittadini in situazione di svantaggio sociale,  realizzata in collaborazione con Cooperativa Sociale Cascina Biblioteca. Il 7 marzo Milano Dancing City, progetto di promozione della danza ideato da  Centro ArteMente, organizza PortaMI a Ballare, azione rivolta alla città di Milano  per favorire l’accesso allo spettacolo dal vivo e alla danza a persone normalmente  poco coinvolte. Al prezzo calmierato di 10 euro, Milano Dan...

FRANZ PORTA (1937-2001) a cura di Vincenzo Capodiferro

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  FRANZ PORTA (1937-2001) Vivo pittore italiano, tra espressionismo e realistica ironia Il pittore Franz Porta è nato a Bergamo il 21 febbraio del 1937 ed è morto a Nembro il 1° giugno del 2001. Formalmente viene inserito nella corrente, se possiamo in qualche modo codificarlo, dell’espressionismo tedesco, giacché il giovane pittore bergamasco per due anni e più è rimasto in Germania per modernizzare la sua formazione artistica classica. Ha frequentato la Scuola Media a Bergamo, dopo si è iscritto all'Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo, dove, sotto la guida di valenti artisti, come i pittori Funi e Longaretti, ha completato la sua formazione artistica. Per capire bene mondo artistico di Franz Porta dobbiamo inquadrarlo in quella Bergamo, che è stato un centro di cultura e di cattolicità. Conseguito il diploma all'Accademia, il giovane artista, non soddisfatto della sua formazione, si è recato in Germania, attratto dagli espressionisti tedeschi che a Monaco tro...

Luci e ombre a Maccagno (VA) EVENTO ANNULLATO

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EVENTO ANNULLATO   

Antonio Palmisani. Materia, ferita, pulsazione a cura di Marco Salvario

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  Antonio Palmisani. Materia, ferita, pulsazione Nato a Monopoli (Bari) nel 1956, Antonio Palmisani vive e lavora da molti anni a Torino, dove svolge con grande passione una ricerca pittorica intensa, coerente e radicale. Autodidatta, ha scelto una strada lontana da ogni compiacimento decorativo: la sua è una pittura che non cerca consenso immediato, ma contatto, urto, presenza. Il suo linguaggio è quello di un astrattismo fisico e passionale , in cui il colore non è mai superficie ma corpo. Le tele n on si limitano a essere viste: sembrano chiedere di essere possed ute con lo sguardo , toccate. I materiali sono densi, stratificati, spesso colanti; il gesto creatore f orse non è raffinato ma è necessario. In molti lavori il colore scorre, si rapprende come lava o come sangue, trasforma la tela in un campo di tensione continua. Palmisan i interpreta l’arte come distacco da un passato in un modo inteso non come rifiuto, ma come liberazione : quello che conta non è la citazione...

Umberto Lucarelli a Varese

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Fame di pane a Maslianico (CO) a cura di Chiara Salza

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Sensuality kind – part one a cura di Claudio Giuffrida

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Sensuality kind – part one La buona musica sa essere motivo di festa o di introspezione, di divertimento o di raccoglimento, di distrazione o d’impegno ma spesso esprimere passione è la sua dimensione più atavica e più intensa. Molte artiste americane pop ci hanno abituato ormai ad abbinare le loro canzoni con performance live o video dove la presenza fisica e la carica sensuale rappresentano un importante supporto alla loro musica. A partire da Madonna che ha incarnato il ruolo trasgressivo prima di tutte è stata poi seguita da artiste come Lady Gaga, Beyoncè, Rhyanna e da noi con Elodie, ma lo stile risulta spesso patinato, estetizzante e a dir il vero poco veramente passionale. Madonna - Erotica - 1992 https://youtu.be/WyhdvRWEWRw?si=iqbuwIhLJKhknhRl La musica nei vari generi ha saputo esprimere sempre di più anche il suo lato sensuale ed emozionale attraverso il ballo, esaltando anche l’avvenenza femminile in perticolare con il Tango oppure con il Mambo già negli anni 50 ...

Premio letterario internazionale "Far le parti eguali fra diseguali"

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           Per richiedere il bando e la scheda di partecipazione scrivere a: clubdellapoesia@gmail.com   Le opere vanno trasmesse esclusivamente per posta elettronica, entro le ORE 24.00 del 31 MARZO 2026.

Comprare non basta mai: la dipendenza da shopping nell’era digitale a cura di Roberto Pozzetti

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  Comprare non basta mai: la dipendenza da shopping nell’era digitale Oggetti digitali e società dei consumi si rincorrono in un circuito dove la novità è sempre “adesso” e l’acquisto diventa un gesto quasi obbligato, alimentato da pubblicità, status e paura di restare indietro. Da qui si apre un ventaglio di relazioni: dall’uso funzionale fino alle forme di compulsione e dipendenza senza sostanza Lo  shopping compulsivo  è una delle manifestazioni più emblematiche della società dei consumi contemporanea, in cui l’acquisto di oggetti digitali assume un ruolo centrale tanto come strumento di approvvigionamento quanto come oggetto di desiderio in sé. L’era del consumismo: quando gli oggetti diventano necessità In una  società consumistica , nella quale la disponibilità immediata degli oggetti risulta in primo piano, anche l’acquisto di  dispositivi digitali  incessantemente pubblicizzati dai maggiori marchi tecnologici diventa una sorta di obbligo. Si ritrova...