Silenzi, sentieri, scatti: la fotografia secondo Aldo Colnago a cura di Marco Salvario

 Silenzi, sentieri, scatti: la fotografia secondo Aldo Colnago


Fotografo nato nel 1959 a Lonate Pozzolo, comune in provincia di Varese noto anche per il trecentesco monastero di San Michele, Aldo Colnago vive e lavora da oltre trent’anni ad Appiano Gentile, dove è stato a lungo presidente del Gruppo Fotografico Autoscatto. Appassionato divulgatore, ha tenuto corsi base di fotografia naturalistica e ha partecipato con le sue immagini a numerose mostre ed eventi, ricevendo premi e riconoscimenti sia in Italia che all’estero. Molte riviste specializzate hanno pubblicato i suoi scatti, riconoscendone il valore tecnico e artistico.

Convinto collaboratore del WWF di Como, Colnago ha sempre dimostrato una sensibilità particolare per la natura, unita a un'intelligenza sensibile e rispettosa. Il suo sguardo è rivolto alla bellezza autentica e genuina: quella dei borghi antichi, delle vallate incontaminate, dei cieli immensi, dei laghi silenziosi, delle paludi misteriose, degli animali in libertà. Ma anche quella dei dettagli minimi, di un insetto che vola su un fiore, di una coccinella su uno stelo, di un ramo che si specchia nell’acqua.





Il suo è un viaggio poetico, quasi da favola, spesso condotto in compagnia dei suoi cani, lontano dal traffico e dall’asfalto, sui sentieri sassosi dove ci si saluta ancora quando si incontra altre persone. È una ricerca lenta e paziente, che non ha bisogno di mete lontane ed esotiche: basta una camminata tra i boschi del nostro territorio per scoprire le meraviglie nascoste negli spazi incontaminati, sempre più minacciati dalla modernità e dall'inquinamento.

Aldo Colnago è un rispettoso cacciatore di bellezza. Il suo sguardo spazia dai grandi paesaggi alpini ai minuscoli dettagli della flora e della fauna. Si lascia incantare da falchi, aquile, gru, stambecchi, ma anche da mucche al pascolo, pecore in cammino, rustiche croci in legno lungo i sentieri, casolari solitari in mezzo ai campi, villaggi quasi abbandonati, alberi che svettano verso il cielo. Ama le foglie brillanti o trasparenti nella luce del sole, i riflessi nell’acqua immobile o nelle cascate spumeggianti.




Ogni stagione ha per lui una voce, una luce, una verità diversa: la primavera coi suoi fiori che si aprono pieni di vita, l’estate vibrante, l’inverno silenzioso, e soprattutto l’autunno, con le piante che si accendono di rosso, arancio e oro in un ultimo canto struggente e meraviglioso di amore per il creato.

La natura, però, non è il suo unico soggetto. La fotografia di Colnago è una testimonianza totale della vita, una ricerca continua di emozioni da condividere. Così nel corso degli anni lo troviamo a documentare spettacoli teatrali, esibizioni aeree, concerti jazz, gare di motocross e ciclismo, sfilate di carnevale, raduni di mongolfiere, eventi sportivi e popolari come la storica sfilata degli spazzacamini. Colnago è anche autore di splendidi ritratti, capaci di cogliere volti nella loro autenticità, e ha seguito sempre con passione professionale e affetto le attività letterarie di Miriam Ballerini, affermata scrittrice, sua compagna e musa.

Una parte significativa del suo lavoro è dedicata al mondo animale, in particolare ai cani, ritratti con tenerezza e umanità. Con il cuore e l’obiettivo, Colnago si batte per la loro tutela, sostenendo campagne di adozione e recupero. I suoi scatti sono veri atti d’amore verso queste creature spesso dimenticate, vittime dell’indifferenza o della nostra crudeltà.




In ogni fotografia di Aldo Colnago c’è partecipazione, immersione completa, una capacità rara di trasformare l’immagine in emozione condivisa. Che sia stampata su un pannello, proiettata su uno schermo o condivisa sui social, la sua fotografia non è mai distante: ci riguarda, ci tocca, ci invita a guardare meglio - e forse, a vivere meglio.

Aldo Colnago non è solo un fotografo: è un poeta della luce, un testimone del presente, un custode delle meraviglie che ancora resistono intorno a noi. E che lui, con pazienza e amore, sa svelare.


© Marco Salvario

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