Giancarlo Marinelli – Amori in stazione – a cura di Marcello Sgarbi
Giancarlo Marinelli – Amori in stazione – (Guanda)
Collana: Prosa contemporanea
Pagine: 128
ISBN: 8877468513
Ancora una volta ecco un autore che, come già Niccolò Ammaniti, Silvia Ballestra o Enrico Brizzi, deve molto a Pier Vittorio Tondelli. Nel romanzo “Amori in stazione” lo stile e i temi narrativi di Giancarlo Marinelli sembrano proprio collocarsi tra le poetiche del celebre scrittore parmense e quelle di uno dei giganti della letteratura: Pierpaolo Pasolini. Perché lungo i binari dei racconti di Marinelli corrono vite disperate e derelitte, a volte sciatte, senza riscatto, illuminate però da lampi di intimismo e squarci di rara bellezza. Sullo sfondo di atmosfere dal sapore neorealista si muovono profili di taglio cinematografico sapientemente descritti denotanti l’eclettico talento e la formazione dell’autore, che è anche regista, sceneggiatore, editorialista, drammaturgo contemporaneo, nonché docente di “Istituzioni di regia teatrale” all’Accademia di Belle Arti di Roma.
“L’oscurità ingoia il cielo e sputa stelle piccole e deformi”.
“Quell’alba, sporca di vino e di neve, che Maria aveva scambiato per un tramonto definitivo delle sue paure, altro non era che il naturale inizio di uno sterminato deserto privo di tempo”.
“Linda si era frantumata in quel terribile orgoglio che conduce gli esseri a farsi male prima per scherzo, poi per vizio, alla fine per desiderio”.
“Il tramonto che stacca dal lavoro ed è felice”.
“Le soluzioni sono come i soldi. Prima o poi li trovi a costo di elemosinarli”.
“Tutti i figli dimenticano i padri. Tutti i padri rimpiangono i figli”.
© Marcello Sgarbi
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