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"La Logica e le Margherite" di Elsa Mola

di Augusto da San Buono Un libro di liriche sospese tra l’evocazione e l’allusione , l’ironia e il fil di fumo della “Butterfly” , il flauto e il violoncello , il volto e la conchiglia sonora, il volo della gazza tra gli ulivi e la picchiata del gabbiano nel mare messapico, quello di Elsa Mola , dal titolo sibillino e filosofico , “La Logica e Le Margherite”, Arcipelago edizioni, Milano, 2005. Si tratta di un “unicum “, una piccola epopea di frammenti , accadimenti che accendono bagliori qua e là , tra i germogli del vento di finibus terrae di Capo di Leuca e gli occhi che tagliano le melodie tutte islamiche di Istanbul, la vecchia Costantinopoli. Tra gli specchi di labbra di Brindisi e le mute grida e la cenere di Baghdad , in un ricercato controcanto mediterraneo , o attrito smorzato , rispetto alla lapidarietà lucida e bianca , pura come una ferita d’amore , di una Dickinson, a cui si rifà la Mola , in alcuni accenti. L’autrice è salentina , più specificamente leccese, città d’arte ...

Rocco Scotellaro: il sindaco-poeta

di Augusto da San Buono A Portici, 52 ani fa, il 15 dicembre 1953, alle otto e mezzo di sera, moriva Rocco Scotellaro, " poeta della libertà contadina”. A Tricarico, nella cupa e fonda provincia materana, c'è ancora oggi quella scritta, quella frase, ben impressa sulla soglia della sua casa. L’autore di quell’epitaffio era stato Carlo Levi, che ne fece un personaggio emblematico, con i suoi simboli e la sua mitologia. Della poesia di Scotellaro fece un quinto vangelo ad uso dei contadini, e di Rocco naturalmente il nuovo Messia del Sud. Organizzò personalmente il corteo funebre, con il grande antico lamento funebre delle donne lucane, che accompagnarono al cimitero del Basento il feretro di Rocco Scotellaro. Sembrava fosse la morte di un eroe greco, di Ettorre domator di cavalli, il più grande e nobile difensore di Troia, e disse: questo fanciullo dai capelli rossi, questo piccolo uomo del sud, ha fatto in pochi anni uno sforzo intenso e gigantesco, ha fatto quello che non era...

Visita al museo

16 agosto 2005 di Rachele Lorusso Si può essere tentati, in questi giorni, per la grande pubblicità data all’evento, di recarsi al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano per visitare il sommergibile Enrico Toti, gioiello in disarmo della Marina Militare appena giunto in città dal porto canale di Cremona, per essere qui esposto a partire dal 7 dicembre prossimo. Si corre però il rischio, con tutta questa aspettativa e magari al termine di una lunga coda, di restare delusi perché il Toti, pur presente, non è visitabile ed è appena visibile in un angolo non accessibile del giardino del padiglione aeronavale. Se vi succederà di restare delusi non vi perdete d’animo, il museo è ricchissimo di cose interessanti, non solo dal punto di vista tecnico scientifico. Nella sezione dedicata alla storia della carta e della stampa, ad esempio, dove sono messi in vetrina diversi torchi per la stampa manuale, è possibile notare, apparentemente buttati lì, sotto gli occhi distratti di tutti ...