"La Logica e le Margherite" di Elsa Mola
di Augusto da San Buono Un libro di liriche sospese tra l’evocazione e l’allusione , l’ironia e il fil di fumo della “Butterfly” , il flauto e il violoncello , il volto e la conchiglia sonora, il volo della gazza tra gli ulivi e la picchiata del gabbiano nel mare messapico, quello di Elsa Mola , dal titolo sibillino e filosofico , “La Logica e Le Margherite”, Arcipelago edizioni, Milano, 2005. Si tratta di un “unicum “, una piccola epopea di frammenti , accadimenti che accendono bagliori qua e là , tra i germogli del vento di finibus terrae di Capo di Leuca e gli occhi che tagliano le melodie tutte islamiche di Istanbul, la vecchia Costantinopoli. Tra gli specchi di labbra di Brindisi e le mute grida e la cenere di Baghdad , in un ricercato controcanto mediterraneo , o attrito smorzato , rispetto alla lapidarietà lucida e bianca , pura come una ferita d’amore , di una Dickinson, a cui si rifà la Mola , in alcuni accenti. L’autrice è salentina , più specificamente leccese, città d’arte ...