30 novembre 2019

Enzo Bersezio a cura di Marco Salvario

Enzo Bersezio
a cura di Marco Salvario

CSA Farm Gallery – Via Vanchiglia 36, Torino


Durante la mia visita alla galleria CSA Farm Gallery per la mostra Emersioni di Andrea Cavallera, di cui ho parlato in un precedente articolo, ho avuto l’occasione di conoscere Enzo Bersezio, artista settantaseienne ma giovane nell’animo, che da più di cinquanta anni ricerca nell’arte il modo di comunicare i suoi pensieri e le sue analisi.
L’artista ha il suo studio proprio nella galleria CSA che in passato ha ospitato alcune delle sue molte esposizioni, e con la quale vive in un rapporto di ottima simbiosi. Da tempo Enzo Bersezio si è affermato soprattutto come scultore e modellatore del legno con opere astratte di profondo simbolismo; dell’arte è stato non solo creatore ma anche divulgatore, insegnando per decenni al Liceo Artistico Statale di Torino.




Esposti alla galleria CSA, ho potuto ammirare alcuni disegni a grafite che illustrano e condensano aspetti diversi delle ricerche dell’artista. Uno degli elementi creativi è maturato durante il viaggio nel Cile turbolento e socialmente instabile di questi anni, nazione vittima di quel profondo malessere legato alla grave diseguaglianza sociale che rende esplosiva gran parte dell’America Latina, con la lunga escursione di più di 3600 chilometri per raggiungere l’Isola di Pasqua, dove i grandi Moai guardano arcigni verso l’interno dell’isola. Un’esperienza che Bersezio ha legato a un altro suo studio tra magia e scienza, tra matematica e musica, tra fenomeni fisici e riti esoterici, che ha accompagnato la sua attività: quello che considera la strana e affascinante natura dei numeri primi.
Sotto la sua matita d’artista nascono, infatti, nuvole fitte di numeri, tutti rigorosamente primi, disposti casualmente o forse con un ordine nascosto, nella ricerca di una logica finora ancora non svelata, di associazioni e ritmi, dove le cifre tracciate in rosso e in nero, diverse nelle dimensioni, scatenano il loro sabba primordiale. E su tale vortice dominano solenni i volti inquietanti e per noi in parte ancora senza significato dei grandi busti di pietra.
Due enigmi apparentemente distinti che solo l’intuizione e la ricerca di un vero maestro potevano riuscire a coniugare e unire, offrendo non solo al visitatore ma anche allo studioso, risposte affascinanti che ci portano oltre la percezione dei nostri sensi.


Nino di Paolo a Pero (MI)

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27 novembre 2019

Violenza contro le donne, basta con le parole di Antonio Laurenzano

Violenza contro le donne, basta con le parole
di Antonio Laurenzano
Da Nord a Sud celebrata la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ricorrenza istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel ricordo delle tre sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica dominicana, brutalmente assassinate il 25 novembre 1960. Una giornata di mobilitazione per denunciare diritti negati e discriminazioni subite, ma soprattutto per dire basta alla violenza! Violenza sulle donne, una strage senza fine, una drammatica emergenza sociale. Ogni quarto d’ora c’è una donna che subisce violenza o maltrattamenti nel mondo, mediamente una donna su tre dai 15 anni in su. Gelosia, incapacità di gestire la rottura di un rapporto, un morboso sentimento di possesso sono i motivi che scatenano l’impeto di una mano omicida, di una mente malata.
In Italia, dall’inizio dell’anno sono stati registrati 96 femminicidi, “un’agghiacciante e inaccettabile mattanza di genere”, nelle parole del presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Ogni tre giorni si registrano almeno due casi di “omicidi di prossimità”, commessi cioè tra persone legate da vincoli affettivi. Un’escalation di violenza impressionante, violenza domestica: gli autori dei delitti, infatti, sono per lo più mariti, fidanzati, conviventi ed ex partner in crisi di identità al cospetto di donne sempre più autonome ed emancipate. Sono dati allarmanti, nonostante la Legge 119 dell’ottobre 2013 contro “la violenza di genere”, votata dal Parlamento italiano in adesione alle “prescrizioni” della Convenzione di Istanbul del 2011 sulla “prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne”.
Per combattere la violenza, per farla uscire dalla “normalità” occorre riconoscerla. La prevenzione cioè quale strumento per rompere il muro dell’indifferenza che sostiene il femminicidio. Ma in Italia manca una cultura della prevenzione. Sembra prevalere una cultura della rimozione e della negazione. E adottare l’atteggiamento di chi non vede, non sente e non parla serve a tacitare la propria coscienza e a solidificare il muro di omertà! E il silenzio è il migliore alleato dei predatori di sogni. Questo inquietante fenomeno sociale matura infatti lentamente nel silenzio più assordante, con la debolezza di chi subisce e con la complicità di chi non vede, non vuole vedere maltrattamenti che negano alla vittima ogni dignità, derubandola di diritti e desideri. Svaniscono nella paura le illusioni, i colori di una vita in rosa, muore nella violenza ogni sogno d’amore. Una vita spezzata da mani criminali in nome di un amore malato. Un omicidio dell’anima!
Dalle violenze domestiche allo stalking, alla pubblicazione in rete di immagini intime, la vita della donna è costellata di violazioni della propria sfera personale. Spesso un tentativo di cancellarne l’identità, di minarne l’indipendenza, la libertà di scelta e, in extremis, il diritto alla vita. Non basta dunque una legge ad affermare il diritto ad essere amate e rispettate, occorre una “risposta sociale” alla rabbia distruttiva dei “perdenti”, occorre una “rivoluzione culturale” in termini di formazione, prevenzione, punizione del colpevole, protezione della vittima, per sconfiggere la posizione di dominanza e di potere di chi confonde l’amore con il possesso! Il Presidente Mattarella, nel sottolineare la gravità del fenomeno, ha parlato di “emergenza pubblica per superare la quale molto resta da fare.” Un forte appello contro gli “atti di deliberata discriminazione”.
E’ fondamentale aiutare la società a “vedere” il fenomeno della violenza per creare uno spazio di libertà e rifuggire dalla paura della solitudine. L’amore, quello vero, si nutre di rispetto, dialogo,coraggio: non invochiamolo più per coprire abusi e violenze! E gettiamo nel cestino della cattiva cronaca giudiziaria gli sconti di pena per “tempesta emotiva”. Basta con le parole!

24 novembre 2019

Miriam Ballerini a Vittuone (MI)

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Quale Europa per il futuro? a cura di Antonio Laurenzano

Quale Europa per il futuro?

di Antonio Laurenzano
In attesa del problematico insediamento a Bruxelles della Commissione di Ursula von der Leyen, slittato al prossimo 1° dicembre, l’Ue prova a uscire dalla impasse in cui è finita per le molteplici sfide esterne generate dal contesto internazionale (dazi americani, ingerenza russa, pressioni cinesi, flussi migratori, Brexit) e per le tensioni interne legate alla conflittualità nel Consiglio europeo fra governi “sovranisti” e governi “unionisti”.
Una situazione di grande criticità, un quadro politico incerto nel quale si colloca la proposta del Presidente francese Emmanuel Macron di una “Conferenza sul futuro dell’Europa” da convocarsi entro la fine dell’anno, illustrata nella “Lettera ai cittadini europei” del 4 marzo scorso. L’obiettivo è la “rifondazione del sistema comunitario in linea con le aspettative di partecipazione dei cittadini al cambiamento delle istituzioni per un consenso condiviso sul progetto europeo”. La Conferenza sarà l’occasione per affrontare alcuni dei problemi sul tappeto: governance, ripartizione delle competenze fra i livelli nazionali ed europeo, autonomia fiscale dell’Uem nell’ambito di un bilancio federale, piano di sviluppo sostenibile, mercato del lavoro europeo (contro il dunping salariale), ruolo dell’Ue nel mondo globalizzato. Uno spazio pubblico da riservare all’incontro fra democrazia rappresentativa (sistemi parlamentari) e democrazia partecipativa (società civile) per un dialogo finalizzato al rafforzamento del processo di formazione di una comune identità europea. La risposta al protagonismo delle sovranità nazionali. Sulla base di una dichiarazione congiunta del “triangolo istituzionale” (Parlamento, Commissione, Consiglio), la Conferenza, senza sostituirsi al ruolo delle istituzioni comunitarie, servirà da stimolo al dibattito sul futuro dell’Europa nella prospettiva di un generale consenso sulle scelte politiche. Un “processo costituente” per sciogliere i nodi delle debolezze dell’Ue attraverso la riforma dei Trattati e cancellare prerogative e regole (diritto di veto) che bloccano l’integrazione dell’Unione.
Sarà un passaggio particolarmente delicato per il futuro dell’Europa. Lo rileva con puntuali argomentazioni Luisa Trumellini, segretaria nazionale del Movimento Federalista Europeo (MFE), nell’ultimo numero della rivista politica “Il Federalista”. “Il primo confronto che dovrà aprirsi all’interno della Conferenza sarà politico- culturale, tra le due visioni diverse del mondo e della politica, e quindi dell’Europa. L’Europeismo del XXI secolo ha una visione molto più politica, e punta a superare la limitata prospettiva europea del XX secolo che si è costruita dopo Maastricht e dopo la riunificazione tedesca.” In discussione, secondo la Trumellini, “il concetto del modello che teorizza una politica, intesa in termini decisionali, confinata all’interno dello Stato nazionale per accompagnare il gioco delle forze della libera competizione economica e commerciale sui mercati globali, pur in un quadro di cooperazione tra partner a livello europeo”.
In un mondo globalizzato, in cui arretrano le democrazie e vacillano i mercati liberi sotto la spinta di manovre aggressive, l’Europeismo del XXI secolo rivendica un’Europa che diventi un vero soggetto politico, un’istituzione sovrana capace di fare politica, di decidere e di agire. “In questa visione l’Europa rappresenta il solo livello di governo con il quale sarà possibile per i cittadini europei recuperare il controllo dei processi storici, economici e tecnologici in atto e rilanciare il ruolo della politica, dello Stato e quello dell’identità, propedeutica alla coesione sociale.
” Il punto dirimente prioritario da affrontare, secondo il MFE, dovrà essere quello della rifondazione dell’Unione europea su due livelli di integrazione, fondati sulla diversa volontà degli Stati membri di partecipare a una unione politica sovranazionale che emergerà dal dibattito (“Europa a più velocità”). Una Unione coesa attorno a un centro di gravità politico di natura federale che la rafforzi e la stabilizzi nella consapevolezza che l’antidoto alle derive nazionaliste e alle pericolose fughe in avanti è il rilancio dell’integrazione europea, che deve assumere presto uno slancio politico diverso.

La sovranità europea condivisa e l’interdipendenza delle politiche economiche e sociali devono costituire i pilastri di una governance responsabile, presupposto del progetto unitario di una equilibrata integrazione politica. Dalla Conferenza europea si attende un sussulto di coscienza per evitare che il sogno di un’Europa unita si trasformi miseramente nell’incubo del XXI secolo. Il futuro dell’Europa è tutto da scrivere.

23 novembre 2019

Emersioni Mostra personale di Andrea Cavallera a cura di Marco Salvario

Emersioni
Mostra personale di Andrea Cavallera
a cura di Marco Salvario

CSA Farm Gallery – Via Vanchiglia 36, Torino
25 ottobre – 23 novembre 2019


Bisogna un po’ andare a cercarla la CSA Farm Gallery; in via Vanchiglia, quasi in corso Regina Margherita, aprendo due portoni e scendendo una scaletta che porta nei locali sotto un cortile, ma il percorso d’accesso nulla toglie al piacere di visitare una galleria dagli spazi gradevoli e curata con grande passione e abilità.
Proveniente da una famiglia di artisti, Andrea Cavallera è nato a Saluzzo nel 1976; da sempre ricerca e sperimenta con intenso fervore linguaggi grafici e pittorici molto diversi, per esprimere la propria visione artistica. Lo incontriamo adesso nella mostra Emersioni, di cui segnalo anche il raffinato catalogo.



Come cominciare se non dall’elemento più diretto e indiscutibile che emana dalle opere esposte? La sensazione di disagio di sguardi che sembrano seguire il visitatore, interrogandolo e accusandolo, ponendogli addosso angosce e disagio.
Occhi disegnati a china o a matita, violenti, crudi, decisi; sguardi incredibilmente vivi, segnati da un’esistenza di lotta e da emozioni amare.
A volte neppure sono gli occhi, ma solo un occhio, accompagnato dall’accenno esperto di una guancia scavata, dal profilo del naso, dalla linea del sopracciglio; bastano queste indicazioni approssimative e incomplete a creare la sensazione di individui segnati dalla propria esistenza, volti scavati e tesi. Chi saranno costoro? Profeti o anarchici, santi o folli, artisti o sensitivi? O uomini comuni, vagabondi e randagi.
I loro sguardi ci scavano dentro, ci mettono in discussione. Non siamo noi a osservare l’opera ma è l’opera che osserva noi, e lo fa senza indulgenza o riguardo.



Simili eppure diverse le opere che ho incontrato nella stanza successiva, dove gli sguardi lasciano il posto a una raffigurazione beffarda e macabra, caricaturale e sfregiata. Il messaggio diventa provocazione, dissacrazione, scomposizione. Un intrigo di sentimenti e sensazioni che si distribuiscono su livelli diversi e solo apparentemente connessi, alla ricerca di una comunicazione forse impossibile.



Piovono libri a Piombino

IL FOGLIO LETTERARIO EDIZIONIRivista www.ilfoglioletterario.it
Casa Editrice: www.edizioniilfoglio.com
 
 
NOVEMBRE PIOVONO LIBRI
 
IL FOGLIO LETTERARIO EDIZIONI IN FESTA PER IL VENTENNALE
 
(Questa è l'ultima, ve lo promettiamo)
 
SABATO 23 NOVEMBRE ORE 16
 
SEDE UNITRE - Via Fucini (ex Pretura) - PIOMBINO
 
Dopo il successo della Festa estiva che ha riunito in Cittadella molti autori della scuderia, IL FOGLIO LETTERARIO torna a far festa con la sua piccola letteratura che parte dalla provincia ma frequenta i quartieri alti (saranno poi così alti?) delle kermesse librarie. Festeggeremo la resistenza di una vera editoria di progetto in un mondo di squali. Festeggeremo la longevità onesta e il lavoro di scouting svolto nell'indifferenza generale. Festeggeremo la nostra passione nonostante l'ignoranza dilagante. Festeggeremo lo spirito avventuroso e underground contro la noia del lavoro in banca (o peggio ... in un'assicuarazione).
Per l'occasione ogni autore sarà invitato a leggere un suo contributo letterario, ci saranno video legati alla passata attività e un piccolo rinfresco finale. Lucilla Lazzarini presenterà le antologie legate alla scuola di Scrittura Creativa Unitre: Unitre in giallo, Fiabe, Donne nei vortici del tempo ... ma ci saranno anche i libri Nello il pipistrello (Lazzarini) e Filastrocche da Piombino (Miria Signori). Gordiano Lupi presenterà il breve video Litania su Piombino montato da Stefano Simone, foto di Riccardo Marchionni e recitazione di Federico Guerri, oltre ad accennare alla produzione legata a Piombino, Val di Cornia e Isola d'Elba che da anni Il Foglio Letterario porta avanti (Leggende, Storia, Ricette, Romanzi, Racconti ...). Sfileranno gli autori: Roberto Mosi (Navicello Etrusco, Elisa Baciocchi e ... udite udite! I gigli di mare per Zelli), Andrea Fanetti (La piazza in mezzo al mare, Dalla neve al fango), Alessandro Fulcheris (Bar Nazionale), Giulia Campinoti (René Dubois), Stefano Giannotti (Piombino memoria di ferro, E' un giorno a Piombino), Melisanda Massei Autunnali (Decameron felino e tutta la sua produzione con protagonisti gatti antropomorfi), Laura Lupi (L'omino volante e il cane spaziale), Emilio Guardavilla (Piombino in giallo, Piombinoir, Raccontare Piombino), Umberto Bartoli (Raccontare Campiglia 1, 2, 3), Annamaria Scaramuzzino (Macchie d'anima), Patrizio Avella (Piombino con gusto, Piazza Fontana, La grande abbuffata, Pasta e cinema ... in attesa de La cucina degli Appiani), Federico Guerri (L'inverno di Bucinella, 24: 00 - Una commedia romantica, Teatri di guerra, Questa sono io), Antonella Giannarelli (La sera per il fresco), Enzo Biagioni (Scusi, dov'era Piazza Bovio?). Ospite d'onore Sacha Naspini, autore E/O con Le case del malcontento e Ossigeno (presto I cariolanti), ma lanciato dal Foglio Letterario con L'ingrato e I sassi. Tutti gli autori (attuali e aspiranti, ma anche semplici lettori) che vorranno partecipare saranno benvenuti. Astenersi assessori e politici locali.
Grazie per l'attenzione. Vi aspettiamo!
 
Un filmato tra musica (Federico Botti), poesia (Gordiano Lupi che la scrive e Federico Guerri che la recita), fotografia (Riccardo Marchionni) e immagini (Stefano Simone). Dedicata a #Piombino e a #GiorgioCaproni, la mia Litania su Piombino.
Per apprezzare il filmato: https://www.youtube.com/watch?v=TKX777M9Wf4.
Sabato 23 presso UniTre - Università delle Tre Età - Piombino ore 16 proietteremo il filmato.
Intervenite!

In scena "Lovers" a Milano

Teatro dei Lupi
e
Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano
Direzione Politiche Sociali – Area Diritti, Inclusione e Progetti
Unità Diritti e Grave Emarginazione – Casa dei Diritti
presentano

LOVERS

Testo e Regia Alberto Corba
Con Francesco Tramutola e Giulia Lacqua
Durata 60’

prima assoluta

29 Novembre - 1 Dicembre 2019 @ Casa dei Diritti, via De Amicis 10, Milano
Tutti i proventi della serata saranno devoluti alla Cooperativa Sociale “Cerchi d’Acqua” ONLUS

25 novembre dalle ore 18.00 @ Cheers Irish Pub, via Casoretto 8 serata di beneficenza: per ogni birra acquistata sarà devoluto 1 euro al progetto

Nella settimana in cui ricorre la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 Novembre) il teatro non poteva esimersi dall’affrontare questo argomento sempre tristemente d’attualità.
Tra le attività proposte in tale occasione, la Casa dei Diritti del Comune di Milano ospita in prima assoluta dal 29 Novembre al 1 Dicembre lo spettacolo Lovers. A very heavy metal play della compagnia Teatro dei Lupi.
Istituita nel 2013 dalla Direzione Politiche Sociali del Comune di Milano, la Casa dei Diritti riunisce in un solo luogo servizi, sportelli e iniziative a tutela dei diritti umani e le azioni contro le discriminazioni di ogni natura, tra cui il sostegno alle donne vittime di maltrattamento domestico e di violenza fisica, economica o psicologica.
Proprio quest’ultima, forse la più subdola e irriconoscibile, è tema principale di Lovers, una commedia amara, intensa e potente che parla di violenza psicologica domestica attaccando apertamente gli stereotipi e la convinzione diffusa che certe cose capitino sempre agli altri, non a casa propria.
Giulia e Fabio sono una giovane coppia. Lei cerca costantemente, e invano, di compiacerlo, mentre Fabio è padrone incontrastato della casa, del proprio mondo e di Giulia, che ne fa parte.
La casa, il luogo sicuro per eccellenza dove tornare quando si è stanchi e dove conservare i ricordi felici, si rivela essere un luogo ostile. Emblematicamente, la stanza in cui tutto si svolge è la camera da letto, simbolo dell’unione, dell’amore e della fiducia, che diventa un posto odioso e pericoloso.
Lo spettatore arriva per gradi alla sconvolgente realtà, rendendosi conto che sarebbe bastato guardare davvero, e non supporre, per cogliere la verità dietro la facciata di una vicenda che ha a che fare con tutto ciò che l’amore non è.
Accanto ai due giovani attori, terza importante interprete è la colonna sonora HEAVY METAL battente ed energica, un genere musicale oggetto spesso di pregiudizi, legati alla presunta natura violenta, anti-religiosa e in generale peccaminosa dei testi, a completare il quadro dell’apparenza ed il tema degli stereotipi.
I proventi della serata saranno devoluti alla Cooperativa sociale “Cerchi d’Acqua” ONLUS, Centro Antiviolenza costituito nel 2000 la cui collaborazione è stata fondamentale per la produzione di Lovers. Nel corso delle serate sarà possibile conoscere da vicino l’operato di Cerchi d’Acqua e dell’Associazione nazionale D.i.Re – Donne in Rete Contro la Violenza di cui saranno presenti dei responsabili e rappresentanti per un momento di conoscenza e approfondimento sul tema violenza di genere, oltre a materiale informativo e la possibilità di sostenere con una donazione l’attività della cooperativa e di D.i.Re.
Lunedì 25 novembre presso Cheers Irish Pub di via Casoretto 8 sarà possibile sostenere il progetto: per ogni birra acquistata sarà devoluto 1 euro.

Teatro dei Lupi
Teatro dei Lupi è una Associazione culturale nata nel 2013 per favorire nuove forme di espressione teatrale e nuovi linguaggi, diretti ed accessibili ad un pubblico ampio e diversificato.
Vogliamo riportare il teatro nelle abitudini dei cittadini, riempire le platee di pubblico interessato, divertito e partecipe, conservando il ruolo sociale del teatro come mobilitatore di coscienze e riflessioni.
Teatro dei Lupi crede fortemente nella capacità del teatro di migliorare la vita delle persone, di fornire strumenti per interpretare la realtà.
Allo stesso tempo crediamo in un teatro accessibile, a tutti, fisicamente ed intellettualmente, crede che la linea vada tracciata il più vicino possibile al pubblico, per abbracciare la maggior parte di esso, coinvolgendolo puntando sull’emozione che deriva dalla passione e dalla preparazione meticolosa dei nostri progetti.

Informazioni
29, 30 Novembre ore 21.00, 1 Dicembre 2019 ore 16.30
Casa dei Diritti, via de Amicis 10 Milano
Ingresso a offerta libera con tesseramento obbligatorio (5,00 Euro). Con una offerta di almeno 15,00 Euro in regalo la maglietta di Lovers
I proventi della serata saranno devoluti a “Cerchi d’Acqua “ ONLUS

Posti limitati, prenotazione consigliata ai recapiti:
Tel.  +39 320 4108292


21 novembre 2019

IL GIARDINIERE CIECO di Guglielmo Aprile a cura di Miriam Ballerini

IL GIARDINIERE CIECO di Guglielmo Aprile
© 2019 Transeuropa – Nuova poetica 3.0
isbn 9788898716xxx Pag. 64 € 15,00

Guglielmo Aprile ci offre, con questa sua raccolta poetica, dei testi che non sono di facile comprensione. Non sono poesie fruibili, subito assimilabili. Contengono immagini interessanti, che fanno riflettere, da leggere con attenzione.
Il suo modo di scrivere non è per niente poetico, non nel senso proprio del termine, ma scavato, duro, quasi le parole vengano estratte a mani nude dalla terra.
È un modo di comporre descrittivo, duro, asciutto.
I protagonisti dei testi sono alquanto originali: sono infatti oggetti meccanici, animali, cose … Ovviamente troviamo anche il sentire del poeta, ma le sue sensazioni sono descritte in modo personale e con uno stile assolutamente suo, ad esempio: “Non ho più notizie di me neanche io so da quanto”.
La raccolta è suddivisa in 5 parti: Cozze da allevamento – Sindrome di Cotard (in psichiatria equivale al delirio di negazione assoluta), Fitta sotto lo sterno – Le cateratte insonni – La scoperta del cinematografo.
Già da questi titoli possiamo vedere l'immaginazione e l'originalità dei testi.
Ci sono molte frasi che ho estrapolato dalle varie poesie, che mi hanno colpita, che mi hanno fatto riflettere.
Ne riporto una per ogni parte:
Da Plancton: “Ci sarà mai, da qualche parte, un mare che non si beffa di chi tiene a galla?”
Da Movente: “Se vivere è delitto siamo tutti innocenti per mancanza di un movente credibile”
Da Sordina: “Siamo tirocinanti a tempo perso di un mestiere che appare più complesso quanto più a fondo conosciuto”.
Da Taccuino di viaggio: “lo zucchero spensierato del vento fa da mediatore fra l’uomo e la sua morte”.
Da Epitaffio: “Morire è scrivere l’ultimo verso, l’ultima parola in fondo alla pagina conclusiva, di un best-seller mancato”.
L'autore prende ispirazione da quello che vede, da ciò che i suoi occhi attenti notano. So per certo che ha uno sguardo acuto, proprio per quanto riesce a raccogliere e a infilare nei suoi testi.

© Miriam Ballerini

20 novembre 2019

Mostra di pittura "Ritualia" di Alice Secci a Varese

Sabato 23 novembre alle ore 17.00 abbiamo il piacere di invitare all'inaugurazione della mostra di Alice Secci dal titolo “Ritualia”; in esposizione una sequenza di miniature che cristallizzano gesti abituali come il caffè del lunedì, il caos del traffico, le festività natalizie oppure tutta una serie di consuetudini nelle quali ci ritroviamo spesso a essere comparse involontarie. “Ritualia” è anche un omaggio alle tradizioni varesine più sentite come il falò di Sant'Antonio e il rito del faro in San Vittore. Le opere di Alice Secci colpiscono innanzitutto per il formato, i 25 pezzi in mostra non superano le dimensioni di 16x20 centimetri ciascuno, ma anche per la qualità di esecuzione caratterizzata da una pennellata precisa attraverso la quale tende a definire maniacalmente ogni dettaglio. I lavori sono raccolti nel catalogo edizione GHIGGINI e la pubblicazione è arricchita da un testo di Mario Chiodetti oltre che abbinata a una stampa tratta dal disegno originale dell'artista dedicato al falò di Sant'Antonio. “Ritualia” è la seconda mostra a Varese della giovane artista veneta Alice Secci (Mestre 1987), diplomata all'Accademia di Belle Arti di Venezia, e segue il progetto “Non è come dirlo” che Alice, in qualità di vincitrice della XIII edizione del Premio GhigginiArte giovani, ha potuto presentare in galleria nel 2014.

Tratto da “SEGNALIBRI PER LA COSCIENZA” di Mario Chiodetti “La banalità del quotidiano, il caos sistematico del nostro vivere, aggrappati a divoranti tecnologie, l’affastellarsi di corpi umani in luoghi chiusi come all’aperto, il dramma degli animali negli allevamenti intensivi, sono il combustibile per la pittura d’inchiesta di Alice Secci, che denuncia i mali della modernità con l’occhio del fotoreporter, regalandoci “diapositive” su tavola colme di dettagli e interrogativi. È un’umanità cristallizzata, quella dell’artista di Mestre, fissata dal colore e sorpresa nei gesti abituali, movimenti che magari non ci accorgiamo nemmeno di compiere, ma che rivisti dipinti ci spiegano la distorsione del nostro vivere, paralizzati nel traffico delle città, in code infinite all’aeroporto o negli uffici pubblici, pigiati nelle tribune di uno stadio oppure spiaggiati come balene morenti, sotto l’illusoria protezione di ombrelloni e creme solari”.

Tratto da “RITUALIA” di Alice Secci “Il progetto proposto per questa esposizione vuole estrapolare gli aspetti ciclici del vissuto: la vita di tutti si articola su base ripetitiva di azioni quotidiane e abitudini. Sono stati presi in esame i più ampi cicli delle tradizioni religiose, politiche e storiche, nonché i più stretti rituali che quotidianamente costruiamo. Per quanto ripetuto, il ciclo non è mai perfettamente uguale: muta costantemente, velocemente quello quotidiano, sulla base dei mutamenti personali, lentamente quello legato alle tradizioni. In base al cambiamento culturale e al sentire popolare sempre diverso, ogni rituale subisce quindi una lenta evoluzione. Quelli che noi viviamo sono nostri e nostri soltanto, sono la carta d'identità della nostra epoca e della nostra società”.

Inaugurazione: sabato 23 novembre, ore 17.00 Dove: Galleria GHIGGINI 1822 Quando: 24 novembre - 11 gennaio 2020 Orario: da martedì a domenica 10-12.30/16-19 Catalogo digitale: www.ghiggini.it

Buone ferie

  Buone ferie a tutti voi, lettori e collaboratori. A rileggerci dal 20 agosto! Insubria critica