24 marzo 2016

GIACOMO MAZZA (1830-1901) Breve biografia di un poeta nascosto



GIACOMO MAZZA (1830-1901)
Breve biografia di un poeta nascosto

Giacomo Mazza nasce a Como nel 1830, da Giovanni e Carolina. Figlio unico, soffre molto la mancanza di affetto dei genitori già avanti con gli anni. L'infanzia travagliata sarà una delle cause che lo porteranno all'isolamento dal mondo e ad una costante introspezione. Trascorre l'infanzia a Como, la famiglia si trasferisce poi a Milano dove il padre è maestro alla Scuola Normale. A Milano  compie gli studi superiori, in seguito frequenta il Collegio Ghislieri a Pavia. Sempre a Pavia si laurea in Giurisprudenza, ma non eserciterà mai la professione. In questo periodo scrive poesie di carattere mistico e religioso, e intrattiene corrispondenza con alcuni amici, tra cui il medico milanese Ezio Castoldi e il pittore comasco Antonio Piatti, e suo zio Carlo. In gioventù conosce una fanciulla di cui si innamora e alla quale resterà fedele per sempre. Pur essendo corrisposto vedrà svanire il suo sogno quando lei andrà in sposa ad un altro, questo fatto lo segnerà per il resto della vita: infatti non si sposerà mai. Tornato a Como, si stabilisce in Borgo Sant'Agostino, dove a causa delle sue precarie condizioni di salute chiede l'esonero dal servizio militare e si ritira in un isolamento che dura otto anni. Intorno al 1860 sceglie di trasferirsi a Guanzate, nella sua tenuta di Montavecchia; in questo luogo, sperduto nelle campagne, vive lontano dal frastuono e dalla vivacità della città, che lui mal sopporta e che acuiscono le sue ansie. Passa le sue giornate immerso negli studi e nella lettura di autori classici e contemporanei italiani e stranieri, ne deriva un curato lavoro di traduzione dei versi di Béranger. A questo periodo risale la sua maggiore produzione letteraria. Scrive a proposito degli eventi politici del tempo, seguendo con fervore gli ideali rivoluzionari e schierandosi contro la moderazione. Elogia Garibaldi definendolo un miracolo d'eroe, non risparmia invece aspre critiche a personaggi come Napoleone III. Condanna senza riserve la politica teocratica del cattolicesimo, senza però abbandonare la fede. In alcuni scritti critica gli argomenti trattati da Victor Hugo nel suo romanzo “I Miserabili”, pubblicato in quegli anni; a queste note risponde poi Hugo stesso con una lettera nella quale ricorda che le piaghe sociali di cui parla sono una realtà da cui nessun popolo può dirsi esente. Una delle sue poesie di maggior interesse, “La pila voltiana”, è dedicata al concittadino Alessandro Volta, per cui nutre grande ammirazione. Sempre al Volta dedica un lungo componimento mai completato. La sua produzione poetica è caratterizzata da una straordinaria ecletticità: tratta dei temi più vari, da quelli più astratti della giovinezza a quelli più intensi e appassionati dell'età adulta a quelli quasi crepuscolari della vecchiaia. Ha consapevolezza del valore delle sue opere, ma ritenendo il proprio periodo svalutato da una gran quantità di “scrittorelli” decide di non pubblicare alcunché, lasciando questo compito ai posteri. Vive i suoi ultimi anni ospite dell'asilo infantile di Guanzate che lui stesso aveva finanziato. Giacomo Mazza muore il 6 maggio 1901.


Alessandro Ronchetti

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