09 ottobre 2015

LA TEMPESTA DEL SECOLO di Stephen King recensito da Miriam Ballerini

 LA TEMPESTA DEL SECOLO                       di Stephen King
© 2000 Sperling & Kupfer
ISBN 88-200-3002-0   86-I-2000
Pag. 432  € 12,86

Ho acquistato questo libro anni fa, quando uscì in Italia, come sempre faccio a ogni nuovo libro di King. Eppure, solo oggi sono riuscita a leggerlo.
Al primo approccio non riuscii ad andare al di là delle prime pagine. Perché? Il motivo è molto semplice: non è un romanzo, bensì è scritto come una sceneggiatura.
Eccone un esempio: “ESTERNO: NUVOLE DI TEMPESTA IN ARRIVO – GIORNO.
Teniamo l’inquadratura per un momento, poi scendiamo lentamente su una casetta bianca….”
Eppure, se riuscirete a superare la lettura che a un primo approccio appare frammentata, non riuscirete più a smettere di leggere!
King ricrea una comunità, col suo stile tipico, dove buoni e cattivi si mescolano, ognuno col proprio carattere e le proprie caratteristiche. In questo caso siamo su un’isola, un luogo inventato appositamente dall’autore.
Una fortissima tempesta di neve sta arrivando e gli abitanti dell’isola si preparano ad affrontarla.
Fra loro fa l’apparizione uno strano personaggio. Un uomo? Un mago? Un mostro?
Uccide una donna e si siede comodamente ad aspettare in poltrona che lo trovino e lo arrestino. Linoge, questo il nome col quale si fa chiamare, ha poteri sovrannaturali, riesce a manovrare le persone, soprattutto le persone che già sono intaccate da qualche difetto.
Ucciderà molta gente durante la tempesta del secolo, e sempre scriverà un messaggio: datemi quel che voglio e me ne andrò.
Ma cosa vuole questa specie di stregone?
Semplice: lui non vivrà per sempre e vuole solo un bambino al quale insegnare tutto quello che sa.
Leggendo non ci si accorge più che è scritto in modo anomalo, ma, anzi, il metodo col quale è formato ci aiuta a vedere ancora meglio le scene e i particolari.
Come si legge in quarta di copertina: King dà un’impronta nuova alla sua scrittura, realizzando quello che è, nella sua forma più alta, un film da leggere.

© Miriam Ballerini

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