12 marzo 2014

Appunti per la ricerca di una direzione di Maria de Carlo



APPUNTI PER LA RICERCA DI UNA DIREZIONE
Saggio su Martin Buber di Maria De Carlo

In questo saggio, Appunti per la ricerca di una direzione, edito da Graphie, l’autrice Maria De Carlo affronta il controverso tema della crisi dell’uomo contemporaneo nella filosofia di Martin Buber. Due istinti dominano l’uomo: quello buono, in linguaggio buberiano della “direzione”, e quello cattivo, della “non-direzione”. L’uomo contemporaneo ha smarrito la via che conduce a Dio. L’uomo si ritrova, per adusare una metafora dantesca, in una sorta di crisi di mezza età, in una “selva oscura”, ove “la dritta via era smarrita”. La causa principale di questo smarrimento va ricercata nel profondo egoismo dell’estremo individualismo in cui è incappata l’umanità. Questa malattia, accentuata dal materialismo e dal consumismo sfrenato compromette, la capacità dialogica dell’essere umano. L’uomo dell’età tecnologica non parla più, o per citare una forte espressione heideggeriana «L’uomo contemporaneo non pensa più!». Questa malattia lo porta, come scrive De Carlo «alle più alte vette della solitudine e della disumanizzazione». Di qui la forte esigenza di interrogarsi, di mettersi in ricerca. È il caso di ricordare Socrate: una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta. Di qui l’importanza di ritrovare una direzione: «Sapere dove andare equivale a dar senso a ogni nostro gesto, a ogni nostro incontro, a ogni nostra scelta». In una società baumanianamente liquida, ove non vi sono più punti di riferimento, non più isole, continenti, persino scogli, in questo infinito mare, siamo come naufraghi che a stento ci aggrappiamo a qualche relitto. In questa condizione il classico “animale razionale” ha preso la strada della perdizione, dell’incostanza, è rimasto solo l’arcipelago degli ego. In un aggregato atomico di individui che si mescolano o dividono secondo leggi meccaniche o casuali non vi è più spazio per una direzione. La direzione richiede una finalità. L’atomismo degli aggregati sociali, il molecolarismo ontologico, l’alienazione dissacrante della tecnologia onnicomprensiva ci hanno portato ad un’età critica, dall’umanesimo siamo passati pian piano con l’involuzione della rivoluzione scientifica prima, poi quella industriale fino all’epoca postindustriale, ad disumanesimo integrale. Gli intellettuali, tra cui Buber, ci avevano avvertito. Maria de Carlo è nata a Potenza. Laureata in filosofia è docente, giornalista, pubblicista e saggista. Ha pubblicato, tra l’altro: Uscire dall’egoità. Saggio su Emmanuel Levinas.

Vincenzo Capodiferro

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