07 febbraio 2014

I messaggi fra le note




I MESSAGGI FRA LE NOTE

5 febbraio 2014, sono al Forum d’Assago per assistere al concerto di Renato Zero.
Un artista che non ha bisogno di presentazioni, di certo non per i suoi amati “sorcini”, ma, credo nemmeno per chi segue la musica italiana.
Ultimamente sono stata a vedere anche Claudio Baglioni e, anche in quell’occasione, mi sono permessa di scrivere un articolo in proposito.
Perché sono personaggi che non possiamo limitare chiamandoli cantanti. Sono coloro che hanno compreso che alla loro vita è stata data una grande possibilità: dare dei messaggi importanti.
C’è chi si limita a seguire le proprie passioni, senza metterci per questo l’anima e la faccia; loro non appartengono a questa categoria.
Hanno alle spalle 40 e più anni di carriera, sono seguiti da persone di ogni età, proprio perché vanno al di là del semplice cantare.
Già ascoltando le loro parole nascoste fra la musica, si possono trarre vari insegnamenti; ma nei concerti c’è la possibilità di vederli in faccia e di ascoltare quanto hanno da dire anche nei loro discorsi.
In particolare vorrei sottolineare due momenti del concerto al quale ho avuto la fortuna di assistere: quando Renato ha sottolineato il coraggio di mostrarsi per quello che si è, svilendo chi si vende, chi si arrabatta affiancandosi a nomi vari solo per fare successo. Il vero talento spicca e ti premia laddove è reale.
Per una persona come lui, nata in un posto dove si partiva svantaggiati e, nonostante tutto, avercela fatta, alla faccia dei benpensanti, dei borghesi, di chi emargina, di chi nota solo le differenze… è un successo ancora più strepitoso.
E, soprattutto, essere arrivati dove è giunto lui e ancora avere uno sguardo dolce per gli sfortunati, per gli ultimi… non è da tutti.
È la prova evidente di quanto questo artista abbia da dare.
L’altro punto è quando ha detto che, sì, siamo invischiati in questa crisi, ma di fare attenzione, perché “per i pigri, può arrivare anche il giudizio universale e sempre pigri saranno”. Ce la fa chi lavora e si dà da fare.
Mi unisco alle sue parole e, nel mio piccolo, tortuoso, forse per alcuni insignificante percorso, posso dire che è vero: se si ha talento, se si crede in ciò che si fa, se si dà l’anima e tutte le gocce di sudore del proprio corpo, prima o poi si ottiene quanto ci si merita.
Perché pure io, nel mio percorso, ho visto tanti pagare, passarmi davanti, fare anche carriera; ma mai li ho visto ottenere soddisfazioni pari alle mie. Non perché siano cose spettacolari, ma perché sono ottenute con onestà, non abbandonando mai la coerenza e la voglia di migliorarsi, sempre.

© Miriam Ballerini

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