10 gennaio 2014

Gli ultimi di Miriam Ballerini

GLI ULTIMI
Scrivo romanzi, rivolgendo un occhio attento alle fasce di persone emarginate. Nonostante appartenga all’animo umano la condivisione, la partecipazione e la solidarietà, spesso mi rendo conto che sono solo parole. Belle parole, che per molti non hanno alcun significato, anzi, sono sillabe unite fra loro addosso alle quali irridere.
Ecco perché continuo a battere gli stessi tasti: perché ci sono persone che ancora hanno bisogno di credere che ci sia qualcuno che porti avanti i loro valori, che li 
condivida e che sappia farsi portavoce di questi.
Con tutta la mia debolezza di essere umano, la mia imperfezione e la sofferenza che certe situazioni mi creano. Eppure la mia voglia di gridare ancora non si esaurisce.
Scrivo e con la fantasia posso arrivare a inventare milioni di storie, eppure è sempre la realtà quella che mi pone davanti alla faccia i scenari più crudeli, utili, perché strumento di analisi interiore e, quindi, fonte per questi articoli.
Frequentando uno studio medico mi è accaduta una delle tante miserevoli scene che mostrano come la cattiveria e l’ignoranza, due delle piaghe incurabili dell’umanità, appartenga a qualsiasi classe sociale. Più dolorosa se si pensa che siano stati due medici a esporre la loro matassa sudicia di un cuore estraneo agli altri cuori.
Homo sum, umani nihil a me alienum puto, diceva Publio Terenzio Afro. Che significa: “sono un essere umano, non ritengo a me estraneo nulla di umano”.
Per dirla in parole più semplici, usando un titolo di una nota canzone: “Gli altri siamo noi”. Quello che accade agli altri può toccare noi. Tutti abbiamo dentro le stesse emozioni, le stesse sensazioni, la stessa capacità di fare bene o di fare male.
Si parlava di vivisezione, ultimamente alcuni biologi stanno ammettendo l’inutilità delle torture inferte agli animali, quali soluzioni nei confronti dell’essere umano. Con il continuo progredire della scienza, non sarebbe più necessario infierire su creature innocenti.
Non voglio girare molto intorno alla questione, arrivo subito al parere emerito di questi medici, medici, ci tengo a sottolinearlo, e, per rispetto di chi legge, limerò molto le parole da loro usate, eludendo anche le volgarità espresse:
-         gli animali sono solo animali, anche se muoiono non contano nulla.
-         Si potrebbe fare la sperimentazione sulle tante “scimmie” che ci sono in giro.
-         Io farei la sperimentazione sui barboni, tanto non sono utili alla società.
-         Oppure sui detenuti, tanto hanno il cervello malato e meritano di essere uccisi.
-    Meglio ancora sterminare tutti gli extracomunitari che sbarcano in Italia, che non   sopporto e che farei tutti fuori.

Meditiamo gente, meditiamo sull’ abisso sempre pronto a inghiottirci, perché sembra tanto facile fare del male agli altri. Quanto è facile giudicare le vite degli altri senza conoscere la loro storia; quanto è agevole credere di essere al di sopra dell’umanità altrui, non capendo che tocca tutti noi.

© Miriam Ballerini
(c) foto di Aldo Colnago




Nessun commento:

Posta un commento

I commenti sono moderati e controllati quotidianamente.
Tutte le opinioni sono benvenute. E' gradita la pacatezza.