22 luglio 2013

Recensione di "Nella notte un grido" di M. Higgins Clarck


di Mary Higgins Clarck
© 1984 Sperling & Kupfer Editori S.p.A.
€9,90   pag.     352
ISBN 978886061571

 

Nella notte un grido è, a mio parere, uno dei più bei libri scritti da questa autrice.
Per come è scritto, per l’atmosfera di tensione sempre più crescente che è riuscita a proporre, e per la storia raccontata: un moderno Psyco.
Thriller psicologico, narrato con mano abile e seguito dalla consulenza di un professore di psichiatria, si nota come niente venga lasciato al caso.
Jenny, la protagonista, è una giovane donna divorziata, con due bambine piccole. Costretta a dividersi fra il lavoro in una galleria d’arte e le corse per recuperare le bimbe al nido.
Conosce, proprio grazie al suo lavoro, Erich, un affascinante e ricco pittore che rimane colpito dalla somiglianza fra Jenny e la sua defunta madre, Caroline, ritratta in un bellissimo quadro.
Fra i due è il classico colpo di fulmine e in poco tempo si sposano e vanno a vivere nella fattoria di lui, nel Minnesota.
Qui, Jenny fa la conoscenza con le persone che lavorano per il marito, tutte ben tratteggiate; ognuno con un suo ruolo ben preciso nella vicenda che si sta narrando.
Ben presto, quella che sembrava la favola di Cenerentola, assume  contorni sempre più inquietanti. I segreti del passato: le anomalie, gli atteggiamenti, tutto comincia ad assomigliare a dei fili di ragnatela nella quale Jenny viene ben presto a trovarsi invischiata. Fino alla conclusione, dove l’amara verità riempie le pagine.
Un thriller ben congegnato che prende il lettore e lo trascina con sé, senza lasciargli mai la mano; un viaggio nel tunnel dell’orrore, appassionante e che, alla sua fine, mostra la luce.

 

© Miriam Ballerini

 

 

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