16 maggio 2013

"Dalle ferite al perdono": con Agnese Moro alla Pieve di Romena


Dal sito della Fraternità di Romena riportiamo il resoconto della bellissima giornata alla Pieve di Romena, di domenica 22 Aprile 2012.
 
 
 
 
Ha raccontato di suo padre, dei giorni bui del rapimento e dell’uccisione, del macigno calato nella sua vita dopo la sua morte. Ma ha anche trasmesso la voglia di andare oltre il rancore, la voglia di vendetta, il bisogno cristiano di “amare i nemici” testimoniato dall’incontro, avvenuto un anno fa, con Franco Bonisoli, uno dei rapitori di suo padre. E’ cominciato con un toccante faccia a faccia con Agnese Moro, terzogenita del grande statista ucciso dalle Br, l’incontro “Dalle ferite al perdono” organizzato dalla Fraternità di Romena insieme alla associazione comunità Papa Giovanni XXIII. La testimonianza di Agnese ha permesso di toccare in profondità parole delicate come verità, giustizia, riconciliazione e di approdare così al cuore dell’incontro: e cioè a far conoscere la storia di Carmelo Musumeci, un uomo condannato all’ergastolo ostativo, cioè a una forma di pena che non prevede alcun regime di attenuazione. Condannato al “fine pena mai” nei primi anni Novanta  per fatti di sangue legati alla sua partecipazione a organizzazioni malavitose, Carmelo ha compiuto un percorso di profondo cambiamento in carcere, accompagnato in questo cammino dall’Associazione comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi. 

Nel corso dell’incontro, Agnese insieme a due volontari dell’associazione Papa Giovanni XXIII, Nadia Bizzotto e Giuseppe Angelini, che da anni sono vicini agli ergastolani del carcere di Spoleto ha presentato il libro “Undici ore di un uomo ombra”, in cui Carmelo racconta le uniche undici ore di libertà che gli sono state concesse dal 1991, quando ha cominciato a scontare la sua condanna, a oggi, per discutere la sua tesi di laurea in giurisprudenza. Su quella giornata il bellissimo servizio della trasmissione Rai che puoi rivedere qui .

Dobbiamo ricominciare a credere che gli uomini possono cambiare, non sempre succede, ma può accadere” ha detto Agnese in un messaggio profondo e semplice, e sempre in sintonia con la testimonianza di suo padre, che era contrario all’ergastolo, considerato una pena “crudele e disumana”. Il grazie da parte di Carmelo è arrivato attraverso la figlia Barbara che a fine incontro ha trasmesso la sua emozione e anche i sentimenti di amore verso un padre che, anche dal carcere è riuscito a trasmetterle valori positivi. 

L’incontro ( lo potete ascoltare sul nostro podcast )  si è concluso con un toccante pensiero di chi lo ha ispirato: suor Maria Grazia, una monaca di clausura (vive nel monastero delle domenicane a Pratovecchio) che da anni è in corrispondenza epistolare con Carmelo. Ed è stata proprio la lettura di una lettera scritta da Carmelo a Maria Grazia in questi giorni a concludere l’incontro.

Il testo della "Lettera aperta a Sr Grazia" di Carmelo Musumeci si trova QUI.

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