22 giugno 2012

Episcopivs Troianvs - Sinossi di Antonio Gelormini



EPISCOPIVS TROIANVS – Sinossi

 
Kaspar Jr. Van Wittel era letteralmente catturato dall’imponenza affascinante delle Alpi, mentre ne sorvolava le cime innevate e mentre si apprestava a sfogliare le pagine nascoste di una storia senza fine.
Il Gran Tour di Kaspar jr. si dipana sulle tracce accattivanti di linee architettoniche familiari e lungo i riverberi di sentimenti devozionali insistentemente tramandati. Un percorcorso tracciato negli anni della sua infanzia olandese dai racconti di una nonna “incantevole”, che come un filo d’Arianna lo guideranno dalla Firenze di Raffaello alla Roma dei Papi, dalla Napoli carolingia alla familiare Reggia vanvitelliana di Caserta. Fino al cuore dell’entroterra dauno: Troia.
La serpens longa dell’Antica Daunia (così velenosamente stigmatizzata da Federico II), che da Castra Hannibalis quando ancora Aecae, nei disegni strategici bizantini diventerà fulcro del processo di ridefinizione delle sedi episcopali meridionali.
Episcopius troianus “racconta” il Palazzo Vescovile di Troia. Attraverso le sue vicissitudini, quelle dei Vescovi che l’hanno abitato, quella di un’originale pala d’altare del Solimena, nonché della tribolata vicenda di preziosi volumi e codici emigrati “forzosamente” verso biblioteche più blasonate, racconta anche la parabola di una Diocesi e di una Città, che hanno rappresentato un pezzo di storia importante di questo suggestivo angolo di Puglia.
 
 
Antonio V. Gelormini, EPISCOPIVS TROIANVS – Gelsorosso Ed. Bari, 2012
 
 
Il progetto “Taccuini”
 
“EPISCOPIVS TROIANVS – Il taccuino di Troia” è l’avvio di un progetto editoriale dedicato alla cultura e all’identità di paesi e territori. Un progetto che intende caratterizzarsi per la focalizzazione di un singolo bene culturale (un edificio, un’opera d’arte o un reperto storico di particolare importanza), noto o sconosciuto, per ricostruire intorno ad esso tutta l’atmosfera e il sentimento del territorio che lo possiede.
E’ la storia che prende forma, per esempio, in una chiesa, in un palazzo, in una collina, dando vita e riconoscibilità all’intera zona circostante. E poiché il solo luogo, la sola destinazione non bastano a dar senso a tutto quel che vi si trova, i temi e i titoli del progetto vogliono essere intensamente culturali e paesaggistici, prim’ancora che meramente geografici.
 

1 commento:

  1. Carissimo Antonio,
    voglio complimentarmi per la tua pubblicazione!!!
    Miriam Ballerini

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