07 novembre 2011

E perché poi?...alcune riflessioni di lavoro e di vita

 E perché poi?... alcune riflessioni di lavoro e di vita
di Lorenza Mondina



In un momento storico in cui avere un lavoro retribuito degnamente, a tempo indeterminato e soprattutto attinente alla propria preparazione universitaria, è un lusso quasi impronunciabile, Gloria si guarda allo specchio, un pomeriggio, e si rende conto che sta vivendo il momento più difficile della sua vita professionale.
Dopo parecchi anni di beata ignoranza, Gloria si sta rendendo conto di quanto l’affermazione “tutto il mondo è paese” sia realistica ed aggiustabile in ogni campo, ad ogni livello.
Alza la testa dalla sua scrivania, dal suo “piccolo” mondo lavorativo, e vede ciò che non avrebbe mai voluto vedere: l’opportunismo, la scorrettezza, la cattiveria.
Possibile che sia così? – si chiede con un po’ di apprensione. E perché poi?
La stessa collega che da anni è lì vicino a lei, con la quale tante (troppe??) volte ha scherzato ed ha riso (al lavoro, qualche volta, un po’ di battute e frivolezze fanno bene!) tutti i giorni, con cui si è anche confidata più volte e con cui ha scambiato, per anni, piccoli doni natalizi (pensierini, di quelli che vogliono dire “comunque sei tra le persone che voglio ricordare in questa festa”), improvvisamente assesta un bel colpo basso, di quelli che fanno piegare in due dal male e che vanno a segno totalizzando il massimo dei punti. E perché poi?
In fondo, in tutta onestà con se stessa, Gloria si rende conto che lo sapeva, le persone che la circondano ormai le conosce, le dovrebbe conoscere, ma si ritrova comunque incapace di accettare le ingiustizie, scopre la sua totale incapacità ed inadeguatezza a far fronte in modo razionale ad un comportamento scorretto. E perché poi?
No, per quanti si sforzi, non trova risposte, non trova ragioni, non capisce i motivi, la rabbia cresce sempre di più, si sente impotente e prevaricata da un ambiente e da un modo di condurre le cose che proprio non le appartengono.
Gloria è una donna tutta d’un pezzo, difficilmente riesce a scendere a compromessi se crede che una cosa non sia giusta, e spesso ha pagato per questo suo modo di essere. Ma è il SUO modo di essere, l’unico che conosce per vivere serena con se stessa, quello che le permette di guardarsi allo specchio e vedere una persona che ancora stima. Per questo Gloria non capisce, non riesce a comprendere come si possa agire secondo alcune modalità per accondiscendere altre persone, chiunque esse siano, qualunque ruolo queste abbiano nel nostro cammino.
Il suo più grande rammarico è quanta energia spreca in questo modo: la rabbia, i pensieri ripetuti e ripetitivi, la tensione, diventano tutti protagonisti delle giornate di Gloria, suo malgrado, strisciando nelle pieghe della sua vita, e a farne le spese sono le persone a lei più care, quelle più vicine, a cui vuole davvero bene. “Questo non va bene”, continua a ripetersi, “mi rende una persona che non voglio essere”. E perché poi?
Il passo dal professionale al personale è estremamente breve: il rischio di essere inghiottiti in un meccanismo pericoloso è troppo alto per abbassare la guardia. Gloria vuole far sapere a tutti che non vale mai la pena lasciare che la nostra vita ed i nostri affetti vengano avvelenati dal nostro lavoro, mai.

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