06 settembre 2011

Romero Britto, la mortificazione


ROMERO BRITTO, LA MORTIFICAZIONE
di Antonio V. Gelormini





Certo che, a pensarci bene, ci vuole arte anche nel riuscire a “mettere in ombra” l’esplosione di vivacità, di colori e di luminosità dell’estro creativo di un protagonista contemporaneo della cosiddetta “pop art”, di riconosciuto spessore e di prestigio internazionale come Romero Britto.
E’ l’impressione percepita per quanto accade a Margherita di Savoia, nel percorso verso l’appuntamento principe della stagione turistico-culturale: “Margherita meets Miami”. L’evento fortemente voluto dal Sindaco On. Gabriella Carlucci, che estende il gemellaggio all’insegna dei fenicotteri all’intera Puglia con la Florida. E che dal 1° agosto vanta una mostra dei capolavori del celebre artista brasiliano, nonché Ambasciatore delle Arti dello stesso Stato della Florida.
Location prescelta il Torrione, antica torre d’avvistamento e presidio doganale del centro “salinaro”, oggi Pinacoteca Comunale “Francesco Galante Civera”. Ovvio e naturale l’affidamento dell’evento alle competenze della Galleria romana, “Ca’ d’Oro” di Piazza di Spagna, curatrice della stessa mostra a Roma dal 24 giugno al 15 luglio scorsi. I cui segni più evidenti sono riscontrabili nella razionalizzazione degli spazi a disposizione, per l’allestimento nel comune pugliese, e nella predisposizione di accorgimenti tecnico-funzionali, utili a una sostenibilità organizzativa di base (per esempio: l’aria condizionata, la saletta proiezioni e l’assistenza hostess).
Operazioni di questo genere, però, dovrebbero essere finalizzate anche alla crescita ed alla formazione di risorse e competenze locali, capaci di cogliere l’opportunità per favorire evoluzione delle professionalità e arricchimento del bagaglio informativo. Sorprende, pertanto, alla luce dell’intervento di esperti, il senso colto di diffusa “mortificazione”, per il desolante approdo di un talento mondiale dell’arte contemporanea su questo tratto di Puglia, che pur ambisce ad essere il contro-canto mediterraneo della sirena atlantica Miami.
Incredibile come il Torrione rimanga poco illuminato, mentre accoglie le opere di un artista profeta della luce, della vivacità, dei colori e della felicità. Stupefacente come nessuno abbia pensato di sistemare analoghe copie delle sculture posizionate al suo ingresso (di sera quasi invisibili), nella centrale Piazza Libertà o Piazza Terme e dislocarle poi sul Lungomare, per comunicare e promuovere la mostra nelle zone più frequentate di Margherita di Savoia. Dopotutto è lo stesso Romero Britto a sostenere che: “E’ l’arte che va in strada, verso la gente e non rimane chiusa staticamente ed esclusivamente tra le mura di un museo”.
Arduo, su una piazza ancora poco incline alla frequentazione di mostre ed eventi artistici, prevedere un biglietto d’ingresso anche solo di tre euro. Inammissibile che lo sia, in particolare, per una mostra che prevede la vendita dei lavori, tanto da indicarne i prezzi accanto ad ogni opera esposta. Che non fornisca il visitatore di uno straccio di supporto cartaceo (nemmeno fotocopiato). E che presenti i filmati in lingua inglese senza traduzione o sottotitoli. A Margherita di Savoia!
A guardare il numero del mio biglietto (295), il timore che si sia persa, o meglio, che non sia stata colta appieno una straordinaria occasione di partecipazione e di crescita culturale dalla comunità locale è piuttosto forte. E il fatto che la mostra resti aperta fino al 30 settembre non offre grandi prospettive di speranza, soprattutto se la situazione dovesse perdurare.
L’intuizione del gemellaggio con Miami resta progetto apprezzabile, che merita riconoscenza ed allargato spirito di collaborazione. Ancor più, dal momento in cui è diventato sponda per il gioco più articolato tra Puglia e Penisola americana. C’è un’idea di collegialità che va recuperata e magari rilanciata verso mete altrettanto ambiziose. Così come è da recuperare l’umiltà di ciascuno nel riconoscere i limiti di ognuno e le potenzialità dell’insieme. I fenicotteri restano alti sui loro trampoli, anche quando dormono, ma Madre Natura li ha dotati di colli lunghissimi per potersi abbassare e cogliere facilmente anche l’altrimenti irraggiungibile.    (gelormini@katamail.com)

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