12 aprile 2011

Volontariato e associazionismo

VOLONTARIATO & ASSOCIAZIONISMO

2011, “ Anno europeo del Volontariato”
La risposta all’individualismo per la promozione sociale
di Antonio Laurenzano


“Volontari, facciamo la differenza!”: è questo lo slogan scelto dall’Unione Europea per proclamare il 2011 “Anno europeo del volontariato”. Ma in una fase storica di crisi etica, sociale e culturale è ancora possibile educare alla solidarietà e alla promozione sociale?
“Il volontariato è una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza e della democrazia, nella quale assumono forma concreta valori europei quali la solidarietà e la non discriminazione e in tal senso contribuirà allo sviluppo armonioso delle società europee”. Con questa motivazione il Consiglio europeo di Bruxelles ha inteso proporre alla comunità internazionale il riconoscimento dell’attività di volontariato e il suo valore umanitario nella consapevolezza che il “terzo settore”, e il variegato mondo dell’associazionismo a esso collegato, rappresenta un pilastro importante nella promozione del benessere sociale. In Europa almeno 3 cittadini su 10, ben oltre 100 milioni di persone, secondo i dati forniti da Eurobarometro, fanno volontariato in vari settori (solidarietà, arte e cultura, ambiente, sostegno umanitario, ma anche sport) e l’80% di loro afferma che la partecipazione attiva nella società è parte fondamentale della loro vita.
I volontari, nella loro eterogeneità, rispecchiano la diversità dell’Europa sociale poiché sono coinvolte persone di tutte le età, donne e uomini, persone aventi background etnici e religiosi diversi. Espressione di partecipazione civile per lo sviluppo equilibrato della società e il rafforzamento della coesione sociale. E’ rilevante il valore, anche economico, del volontariato, soprattutto se rapportato a quelle aree di intervento, in primis l’assistenza socio-sanitaria, dove è carente la presenza dello Stato. E’ la risposta vincente a un inquietante individualismo per l’affermazione di un nuovo modello di welfare.
Cento milioni di persone al servizio degli altri, impegnate con azioni di cittadinanza attiva in grado di aumentare la solidarietà sociale. Un numero importante destinato a crescere nel corso dell’anno grazie anche al contributo dell’Ue di otto milioni di euro, suddivisi tra enti locali, regionali e nazionali, finalizzato a favorire le azioni di volontariato con strumenti nuovi e una maggiore visibilità sul territorio. Grande rilevanza sarà riservata agli studi di ricerca e alla diffusione dei relativi risultati, mentre incontri sotto forma di evento provvederanno a creare momenti di scambi virtuosi in merito a esperienze vissute sul campo.
Obiettivo di fondo: suscitare una presa di coscienza collettiva a livello europeo, sensibilizzare l’opinione pubblica e mettere in rete la solidarietà per rimuovere egoismi (privati) e ritardi (pubblici). L’ auspicio dell’Unione europea è che “le associazioni di servizio, le imprese e i governi possano lavorare insieme per realizzare un habitat che permetta al volontariato di rafforzarsi”. Facilitare cioè il lavoro dei volontari e incoraggiare altri ad impegnarsi al loro fianco per costruire legami sociali forti e duraturi, per far crescere il volontariato, ridurne la frammentazione e migliorarne la qualità. E’ questa la strada tracciata per promuovere risposte creative ed efficaci ai bisogni dei più deboli e contribuire alla promozione umana della persona, nella speranza di costruire un mondo migliore e più sicuro.
Di fronte al disinteresse del mercato ad occuparsi di sociale, di fronte alla riduzione di risorse pubbliche, dietro il paravento della “sussidiarietà”, associazionismo e volontariato rappresentano l’architrave imprescindibile di un nuovo sistema di relazioni sociali.

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