Parole da leggere, respirare e vivere. Lievitare nel petto, dove custodiamo l’umanità. Riscoprire piccole pratiche, semplici incontri quotidiani. 27 aprile 2010
Libri: "Lievitare, parole di grano e d'acqua" di Geltrude Antonazzo
Parole da leggere, respirare e vivere. Lievitare nel petto, dove custodiamo l’umanità. Riscoprire piccole pratiche, semplici incontri quotidiani. 18 aprile 2010
Libri: "Eccovi Mosca" di Dmitrij Prigov
ISBN 978-88-88700-94-6
Edizioni Voland.
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Fonte: Sabina Melesi - Lecco - www.galleriamelesi.it
09 aprile 2010
"Itinearai della destra cattolica", il volume di Piero Vassallo presentato a Roma, Palazzo Sora, il 15 aprile
Un’impressionante sequela di abbagli e malintesi ha allontanato i cattolici dalla loro naturale posizione politica e la destra dalla sua naturale radice cattolica. Di conseguenza la recente storia italiana narra le disavventure di due partiti tormentati dall’aspirazione a diventare il proprio contrario: la DC di Jacques Maritain e il MSI di Julius Evola. Il cattolicesimo politico inteso alla paradossale imitazione dell’avversario laico e progressista e il movimento postfascista rovesciato nell’avversione alle proprie radici spirituali. Rosy Bindi e Gianfranco Fini sono i perfetti interpreti di due scelte antipatiche, che – alla fine – si ritrovano nella reciproca simpatia per l’assenza di un vero disegno politico.Nel presente saggio, Piero Vassallo tenta di risalire ai pensieri che hanno trascinato democristiani e postfascisti nella commedia degli scambi insensati. E nella ricerca fa intravedere i pregiudizi da abbattere per aprire la strada di una destra finalmente affrancata dall’incuboso desiderio di diventare altro.Piero Vassallo
05 aprile 2010
Storia greca: la cittadinanza
Nota enciclopedica
Il ruolo del cittadino greco in età classica è centrale poiché all'epoca non esistevano diritti individuali, solo la comunità aveva un senso; nonostante questo non è semplice dare una definizione precisa. Secondo Aristotele cittadino è colui che partecipa al potere giudiziario ed alle magistrature; si tratta tuttavia di una definizione molto limitante, secondo la quale il 'cittadino' è cosa rara e che quindi apre molti interrogativi sull'effettivo livello di partecipazione in quella che è considerata la culla della democrazia.Fonte: G. Poma - "Le istituzioni politiche della Grecia in età classica" - Edizioni Il Mulino
Fonte iconografica: http://www.ilsapere.it/
Rev. 01--02-13 Adb
02 aprile 2010
"La mia vita dentro" di Luigi Morsello
LA MIA VITA DENTRO Le memorie di un direttore di carcere di Luigi Morsello.
© Infinito edizioni 2010 ISBN 978-88-89602-93-5 Pag. 203 € 14,00
La mia vita dentro è un testo interessante perché scritto da una persona che ha fatto trentasei anni in carcere, dal 1969 al 2005. Stando dentro da incolpevole, da direttore, eppure recluso.
Luigi Morsello, ispettore generale dell’amministrazione penitenziaria, è stato direttore di 7 case di reclusione, 1 istituto minorile e, come funzionario dirigente, in altre 22 carceri italiane.
È un libro ricco di particolari, visti da chi li ha osservati vivendo in mezzo ai detenuti, alle guardie carcerarie; da chi ha avuto a che fare con politici e ordini dei vari superiori, non sempre accettabili.
Ciò che colpisce di quest’uomo e del suo percorso lavorativo è la sua umanità e semplicità. Anche quando parla dei detenuti, anche di carcerati “eccellenti” quali Gianni Guido o dei mafiosi, o brigatisti; non accenna mai, nemmeno in minima parte a un qualsivoglia giudizio.
È scritto in maniera semplice, a volte saltando da un periodo temporale all’altro, dando proprio l’impressione che insegua i suoi ricordi e rendendolo così, ancora più sincero.
Ho apprezzato molto questo libro, essenzialmente perché anche io, per scrivere un mio romanzo, sono entrata in un carcere e ritengo che le persone, fuori, abbiano bisogno di essere messe al corrente dell’umanità che sta dentro, rinchiusa, ma che appartiene pur sempre a delle persone.
Dice Morsello: “Ciò che le persone erano nella vita libera non ha alcuna rilevanza sul come devono essere detenuti dopo l’arresto: è questa coscienza che sembra essere stata smarrita. Un detenuto, imputato, condannato o internato, è prima di tutto un uomo”.
Non posso che sottoscrivere appieno quanto detto da Morsello, forse, questa, è la “lezione” più difficile da far comprendere a chi pensa che il peccato appartenga solo agli altri.
Nel libro troviamo, oltre ai suoi ricordi prettamente carcerari, altri episodi molto personali, quali la depressione e un tentativo di suicidio, che non fanno altro che farci avvicinare ancora di più all’uomo, il quale ci appare persona comune e vicina.
“ C’è chi conta le pecore per addormentarsi. Un direttore di carcere vede sfilare nei suoi ricordi facce, storie, divise, sbarre, manette, agenti e detenuti. Soprattutto detenuti. Come fosse una galleria di ritratti. Una mostra del passato”.
Consiglio vivamente di ripercorrere insieme a questo direttore esemplare la sua personale galleria di ricordi.
© Miriam Ballerini
