13 novembre 2009

Cinema. "La prima linea”: terrorismo, fine dell’illusione

recensione di Bruna Alasia

Sergio (Riccardo Scamarcio) il 3 gennaio del 1982 è a Venezia e sta organizzando l’assalto al carcere di Rovigo, dove vuole fare evadere quattro detenute, tra le quali Susanna (Giovanna Mezzogiorno), la sua donna reclusa perché, come lui, appartiene a un gruppo politico armato. Mentre si prepara all’azione – una delle più audaci evasioni realmente accadute – Sergio ricorda gli inizi della sua clandestinità, l’incontro con Susanna, l’ingresso in un gruppo terroristico denominato “Prima linea”.

Scorrono sullo schermo immagini vere dell’Italia del tempo, quella delle stragi di Piazza Fontana, di Brescia, i suoi morti, i suoi cortei. Sergio racconta la paura di essere in un paese a rischio di golpe e di venire ucciso. Evoca l’ambiente operaio di Sesto San Giovanni, al quale il terrorismo ha rivolto una chiamata illusoria: é esponente di una “Prima Linea” senza seguito.

La drammatica solitudine di un personaggio che scivola, senza quasi rendersene conto, in una spirale omicida che distrugge anche lui, è resa da Renato De Maria con rigore non privo di pietas. Il regista non narra una storia di mostri, ma di integralisti, distaccati dalla realtà, uomini che rinunciando alla loro umanità hanno rinunciato ad amare se stessi. La scelta delle armi, evocata attraverso la storia di una coppia, evidenzia come abbia reso impossibile persino l’amore tra un uomo e una donna.

Convincenti gli attori Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno, credibili nella loro fisicità, simili a centinaia di giovani che sfilavano nei cortei degli anni di piombo A chi muove il rimprovero di avere scelto due attori “troppo belli”, va consigliato di guardare le foto degli esponenti della sinistra armata del tempo: c’ è anche chi, morto a vent’anni, era bellissimo.

Liberamente tratto da “Miccia corta”, il cui autore è l’ex esponente di Prima Linea Sergio Segio, il film si ispira alla sua vicenda e a quella di Susanna Ronconi, come protagonisti simbolo, pretesto per narrare, attraverso due tipi psicologici, il dramma, il dolore arrecato, la dissoluzione della giovinezza, della vita.

Questa pellicola scomoda, difficile, necessaria e bellissima, non ha avuto nessun aiuto di stato. E’ stata annunciata da polemiche inclementi. Comprensibilmente, i parenti delle vittime l’hanno vista più che come un aiuto alla comprensione storica, un cedimento verso gli assassini. Ma anche Sergio Segio non l’ha apprezzata: forse perché il film racconta la fine di una illusione mortale.


Regia:
Renato De Maria
Attori:
Giovanna Mezzogiorno, Riccardo Scamarcio, Fabrizio Rongione, Lino Guanciale Ruoli ed Interpreti
Produzione: Andrea Occhipinti
Distribuzione: Lucky Red
Paese: Italia 2009
Uscita Cinema: 20/11/2009
Genere: Drammatico
Durata: 96 Min
Formato: Colore

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