02 marzo 2009

"Stop rewind reply" di Paolo Galassi

Paolo Galassi
STOP REWIND REPLAY
Presentazione di Marco Melluso
Edizioni Tabula fati

"Stop Rewind Replay" si presenta come un monologo interiore, un continuo flusso di coscienza. Ancor prima di essere rivolto all’esterno, ad un ipotetico lettore, il libro sembra parlare all’autore stesso e si presenta, quindi, come una riflessione sincera, accorata (e ambivalente, come sanno esserlo solamente i pensieri e le emozioni) che affascina e conquista per la sua spontaneità ed immediatezza, per la sua intensità, per il continuo, magmatico divenire del discorso.

Un commento di Maria Rossi (Attrice/cabarettista – Zelig)
Ho letto questo libro in un giorno, le emozioni che mi ha dato sono inspiegabili, a volte di un’intensità violenta a volte confuse, una tenerezza infantile, una dolcezza adulta e anche paura…. paura di quello che ha vissuto e che, con un grande coraggio, ha saputo raccontare mettendosi a nudo. Cosa che raramente (per non dire mai), si fa sia nell’ambiente dello spettacolo, che nella vita normale. Una paura logica per chi e’ passato attraverso certi buchi neri che per sopravvivenza si tende a rimuovere. Lui no!! Li ha rivissuti ad uno ad uno ed e’ riuscito a riempirli di amore, amore comunque, amore sempre, amore dannato.

E’ un libro che tiene il fiato sospeso esattamente com’era sospesa la sua vita.
e’ un libro che da’ coraggio anche a chi ha passato l’inferno,
e’ un libro che fa pensare tanto… a tutto,
e’ un libro che ti fa chiedere: “Quante vite ha vissuto quest’uomo?”
e’ un libro che te le racconta tutte
e’ un libro di una sensibilità e di un’ interiorità quasi sconvolgente

INSOMMA
LO CAPITE CHE SE NON LO LEGGETE SIETE MATTI?

Con una stima infinita per l’artista ed un grande affetto per l’uomo che la sua vita ha contribuito a rendere tale
Maria Rossi

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Ps: un consiglio personale per il comportamento nella lettura, Paolo Galassi non merita che:
1) Per voltare le pagine, vi lecchiate le dita senza ritegno
2) Che facciate delle orecchie alle pagine
3) Che usiate come segnalibro una cartolina della zia che e’ andata in gita alle Valli di Comacchio in giornata per una rappresentazione di pentole.
— UN SEGNALIBRO NORMALE SI’… MA LA CARTOLINA DELLE VALLI DI COMACCHIO NO!!!
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Nato a Cesena nell’aprile del 1972, Paolo Galassi, è stato fondatore delle etichette discografiche SoulManClick Entertainment e Mobility Records. Alla fine degli anni Ottanta, all’età di quindi anni, parte il suo percorso artistico con il gruppo rap ANC Radical Sound. Irriverente, passionario e anticonformista, opera attivamente come professionista da oltre venticinque anni nei più svariati contesti di carattere creativo, con diversi pseudonimi, a livello internazionale. Artista eccentrico e sensibile dal passato palesemente oscuro, è cultore e sperimentatore di ogni forma d’Arte ed espressiva in genere. Dal 1993 al 1999, anno in cui dirige il suo primo mediometraggio Jazzation (The money makers), presentato al Mystfest di Cattolica nel 2000, si sposta continuamente tra Spagna, Asia, Stati Uniti e Francia, luogo in cui incontra il suo amico e produttore storico, Jean Luc Dorn, con il quale realizza una serie imprecisata di videoclip musicali per artisti rap, soul, jazz, rock, dance e techno. La grande e inesauribile passione per la settima Arte lo porta nel 2005, tramite il mediometraggio Family portrait (Foto di famiglia), presentato ai Venice Screenings della 62ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, a realizzare il progetto “R.A.M. - Rhythm Acting Method”, nuova tecnica di regia “a tempo” da lui ideata, sviluppata e diretta in oltre dieci anni di ricerca e studio che, seppur criticata in un primo tempo dagli scettici, mai dai critici, è senz’ombra di dubbio una metodologia destinata a cambiare il modo di concepire e realizzare le tecniche di regia, ripresa ed acting.
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Fonte: Ufficio stampa Tabula Fati

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