27 febbraio 2009

"Le mani del vasaio", gli omosessuali visti da un prete

di Augusto da San Buono
"Le mani del vasaio " è un libro sugli omosessuali scritto da un prete, don Pezzini, il fondatore e l’animatore di un gruppo di omosessuali credenti con sede a Milano. Un orizzonte pastorale poco frequentato, dal terreno piuttosto tormentato, dove è facile cadere nello stereotipo della tolleranza o di un’altera e distaccata comprensione di facciata, o peggio nella reazione infastidita o sarcastica , nell’anatema … Il rapporto fra la chiesa e gli omosessuali non è stato (non è) molto tollerante. Del resto ci sono passi biblici, le lettere di Paolo che condannano decisamente l’omosessualità… Il libro vuole invece portare luce dov’è oscurità, certezze dove ci sono dubbi: è scritto apposta per farci varcare una soglia di estraneità che si nutre di paure e luoghi comuni , fatto per educare , aiutare chi vive accanto all’omosessuale e indirettamente lo stesso omosessuale; è un libro che accoglie e comprende il diverso. È la testimonianza di un sacerdote, un pastore d’anime: anch’essi, come i figli normali, sono sempre figli nostri, figli di Dio. Anch’essi – ed è il titolo del libro , di evidente matrice biblica – sono usciti dalle "mani di un vasaio supremo", che, come un’artista, ama sempre la sua opera, s’appassiona alla sua creatura lasciandovi l’impronta e quasi il tepore delle sue mani. Certo, sono questioni delicate e il libro va letto con la dovuta attenzione e predisposizione d’animo. Ci dice che bisogna superare i pregiudizi e Non ridurre tutto al mero comportamento genitale . Ma lasciarci coinvolgere dalla dimensione affettiva e sentimentale. Ci sono citazioni ad hoc come quella di Spinoza: "NON DERIDERE , NON COMMISERARE , NON DETESTARE". E' già un impegno significativo nei confronti degli omosessuali, spesso sottoposti a discriminazione e disprezzo anche in ambito ecclesiale, favorendo così da parte loro reazioni di segno opposto, eccessive e sguaiate, di cui siamo talora spettatori. E’ necessario comprendere in profondità, non secondo una distaccata comprensione, ma secondo una genuina intelligenza. Ma don Pezzini va oltre lo stesso comprendere, accogliere e aiutare: ci dice che l’impegno del cristiano è uno solo, quello di amare. Se è amore vero non sarà mai a scapito o in alternativa di una verità religiosa.
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Fonte iconografica: www.ibs.it

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