02 gennaio 2009

Geografia: le migrazioni umane

Nota enciclopedica
Tutta la storia della civiltà, come noi la conosciamo, nasce da antiche migrazioni, come quella degli Arii, i nostri antichi discendenti - altrimenti detti Indoeuropei - i quali a partire dal II millennio a.C. dall'altopiano iranico si spostarono ad Est, verso la pianura del Gange, e ad Ovest portando gli Achei a sostituire la civiltà cretese, i Celti fino al Centroeuropa, alla Spagna ed all'Irlanda, gli Italici verso l'Etruria ed il centro Italia.
In tempi relativamente più recenti, all'inizio o poco prima dell'Era cristiana, importanti migrazioni furono quelle dei Greci in Asia Minore e nell'Italia Meridionale, andando a formare la cosiddetta Magna Grecia. Poi, dopo le conquiste romane, una migrazione importante fu quella del V secolo, quando diverse popolazioni di stirpe germanica, spinte alle spalle dagli Slavi, occuparono le terre dell'ex Impero: i Franchi occuparono la Gallia, spingendo i Celti verso la Bretagna e la Normandia, gli Angli e i Sassoni furono spinti oltre la Manica.
Nel VII secolo è importante l'invasione degli Arabi in Africa settentrionale, mentre nel tardo Medioevo non può essere dimenticata l'occupazione della Penisola Balcanica da parte dei Turchi, i quali lascerannno l'area solo per le conseguenze della I Guerra Mondiale.
In epoca moderna bisogna ricordare lo schiavismo, che portò forzatamente circa 10 milioni di neri ad essere sradicati dalla loro terra (l'Africa occidentale), per essere condotti a lavorare negli Stati Uniti ed in America latina.
La colonizzazione europea di ben due continenti quasi disabitati è poi storia relativamente recente, anche se deve essere rimarcata la differenza tra il colonialismo-sfruttamento operato da Spagnoli e Portoghesi in America latina e quello illuminato dell'America anglosassone, dove la fine della schiavitù portò anche ad una intensificazione della domanda di manodopera dal vecchio mondo: i grandi spazi aperti di terra incolta, oltre che motivi religiosi ed ideali furono la spinta decisiva alla colonizzazione europea di America ed Australia.
Sempre migrazioni coatte sono quelle che hanno caratterizzato i periodi post bellici: ad esempio 6 milioni di persone si sono spostate a causa delle conseguenze della I Guerra Mondiale, 60 milioni per causa della Seconda, tra cui quasi 20 milioni di Tedeschi e 6 milioni di Giapponesi. Una reazone a questi fatti venne però prorio dagli USA che, raggiunto un proprio equilibrio interno, a partire dal Quota Act del 1921 iniziarono a regolamentare e poi progressivamente a limitare l'immigrazione, secondo una tendenza ancora oggi seguita da tutti i paesi 'ricchi'.
La fine della colonizzazione inglese dell'India, con la scissione tra India induista e Pakistan musulmano ha poi prodotto, nel 1947, 9 milioni di profughi induisti e 7 milioni di musulmani, passati da una parte all'altra del confine.
In fine nel 1994, la tensione etnica in Ruanda (Africa centrale) ha provocato un bagno di sangue con un milione di morti e due milioni di profughi. Conseguenze analoghe ci sono state per il disfacimento della Federazione Jugoslava, con la guerra in Bosnia ed in Kosovo, alla fine del secolo scorso.
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Autore: A. di Biase
Revisioni: -
Fonti: Compendio di Geografia umana, Dagradi - Cencini, Pàtron editore
Fonte fotografica: www.formazione.unimib.it

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