07 giugno 2008

Recensione: "Il Risorgimento" di Giampiero Carocci

'Per capire il mondo' di A. di Biase
“Il Risorgimento”
Giampiero Carocci
Newton Compton – 2007
Pag. 189

E’ opinione di Giampiero Carocci che la sensazione di una nazione entrata oramai in una crisi irreversibile debba essere annoverata tra le motivazioni di un rinnovato interesse al nostro Risorgimento.
Carocci non sembra avere legami con quella pur ottima storiografia secondo la quale “la Rivoluzione francese è finita”: è proprio dal grande evento di fine Settecento infatti, e non dalla semplice crescita demografica ed agricola dovuta all’influenza del pensiero illuminista – sempre che sia possibile operare una netta cesura fra i due momenti – che, sostiene il nostro, il Risorgimento italiano prese le mosse.
Dal triennio rivoluzionario del ’96-‘99, passando attraverso la Restaurazione, si arriva – in un volume che ha tensione critica, ma non dimentica l’ordine cronologico indispensabile al lettore profano -, al ’48 europeo, alle Cinque giornate ed agli sviluppi della situazione internazionale che portarono alla guerra di Crimea e Cavour al successo finale.
La buona strutturazione del testo consente di non dimenticare il ruolo svolto dagli intellettuali nel Risorgimento, ben tratteggia la figura di Mazzini ed il suo ruolo importante, sebbene ‘passivo’, nel processo di unificazione; un capitolo intero è poi dedicato alla ‘rozzezza’ romantica di Carlo Pisacane, ma alcune righe non sono risparmiate a quella buffa e regale di Vittorio Emanuele.
Scorrendo le pagine si percepisce, ed è molto importante per gli sviluppi che deve continuare ad avere la storiografia su questo importante pezzo della nostra storia, l’attenzione riposta dall’autore al dibattito promosso anche da parte di altri studiosi contemporanei, con diversi riferimenti ad Alberto Mario Banti e Franco Della Peruta.
Da non dimenticare infine le appendici, contenenti un estratto degli statuti della Carboneria e la Costituzione della Repubblica romana del 1849.
Quello proposto è dunque un buon volume per coloro che vogliano approcciare la storia d’Italia attraverso la lettura di un testo completo e sufficientemente sviluppato, ma non ostico né lungo.
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