19 maggio 2008

Recensione: Il Wilde di Vignolo

'I classici' di A. di Biase
Oscar Wilde, il critico artista
Marco Vignolo Gargini
Prospettiva editrice, 2007
227 p.
La Natura non come grande madre dell’uomo, bensì come figlia, come sua creazione, questa l’essenza dell’estetica di Oscar Wilde nella lettura critica di Marco Vignolo Gargini, il quale in un volume completo ed accattivante, senza mai apparire ostico, ripercorre il pensiero del ‘critico artista’ irlandese. La fonte, neanche a dirlo, sono i brillanti articoli editi nel 1889-91 sulla “Decadenza della menzogna”, “L’autentica funzione della critica” e “L’anima dell’uomo”, quest’ultimo grande paradosso desideroso di congiungere socialismo ed individualismo. «E’ stato detto - scrive Wilde – che il fine conveniente della Critica è vedere l’oggetto come esso è realmente in sé, ma questo è un errore molto serio, e non tiene conto alcuno della più perfetta forma di critica, che è nella sua essenza puramente soggettiva, perché cerca di rivelare il proprio segreto e non quello altrui. Perché la critica più alta si occupa dell’arte non in quanto espressione, ma puramente in quanto impressione».
Non è dunque l’Arte ad imitare la Natura, ma la Natura – e cioè nient’altro, è questa la provocazione, se non quello che noi vediamo e percepiamo – ad imitare l’Arte; il mondo non è stato quindi creato una volta sola, bensì tutte le volte che un grande artista lo ha guardato, interpretato e descritto, portando alla luce ciò che prima non era mai stato visto e quindi non era mai esistito. Un volume davvero ‘maneggevole’, che meriterebbe una copertina ed una rilegatura più consone al proprio spessore ed alla propria sobrietà.
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