22 maggio 2008


La recensione di Bruna Alasia
Roma in the world”, tourné mondiale di Elena Bonelli
Dal Salone Margherita alla Carnegie Hall: la canzone romana si fa internazionale

Il “Salone Margherita”, scrigno di velluti rossi e marmi nel centro storico della “città eterna”, è il più antico e il più celebre café-chantant di tutta la penisola. Inaugurato nel 1890 si ispirava ai modelli del “Moulin rouge “ e “Les folies bergère”, la sensazione di trascorrervi una serata densa di suggestioni del passato unita a un tocco esotico di francese è fortissima, se l’interprete è l’attrice e cantante Elena Bonelli che porta sulla scena “Roma in the world”.
Questa artista poliedrica ed eclettica, che ha inciso come voce ufficiale del nostro inno di Mameli un cd da due milioni di copie, che si esibisce al Waldorf Astoria per il Columbus day o al Palazzo dell’Onu a New York, si pone sulle orme di coloro che hanno reso grande la canzone romana, rendendola personale attraverso una innovativa operazione “globalizzante”.
Una sfida alla tradizione difficile ma riuscita perché calibrata con cura: i classici della canzone “romanesca”, anche i più impensabili da tradurre, interpretati in francese, in spagnolo, in inglese, in portoghese, acquistano dimensione internazionale senza perdere “l’aria di casa”. Diventano più comprensibili ed esportabili, liberati dal perimetro delle operazioni nostalgiche. ““Chitarra romana” in fado portoghese, “Sinnò me moro” in Andaluso, “Vecchia Roma” con accento parigino, “Roma nun fa la stupida stasera” con swing da musical di Brodway sono affascinanti .
Elena Bonelli, da cinque anni lavora a questo progetto con passione, promuovendolo anche nei luoghi più lontani.
Romana di Prati, statuaria come un personaggio di Moravia, volto intenso alla Anna Magnani - a cui fa omaggio recitando una sofferta imitazione dell’attrice - possiede “le physique du rôle” e la voce giusta per la missione. Il sempreverde Carlo Lizzani ha arricchito i suoi spettacoli con una regia elegante.
“Roma in the world” è la sintesi più alta di questa esperienza che, dopo le serate romane al Parco della Musica e al Salone Margherita approderà al ponte di Brooklyn, attraversando Tokio, Istanbul, Zagabria, Budapest, Parigi, Varsavia, Guatemala City e altre città ancora. Fra il 12 e il 20 ottobre 2008 sarà alla Carnegie Hall di New York, poi al Gleason Theater di Miami, al Salone dell'Ambasciata d’Italia a Washington e a Chicago.
Libero circuito culturale, da e per l'Insubria. Scrivici a insubriacritica@alice.it

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti sono moderati e controllati quotidianamente.
Tutte le opinioni sono benvenute. E' gradita la pacatezza.