11 novembre 2007

"Canti Celtici" di Renzo Montagnoli


POESIA – la recensione di Bruna Alasia

CANTI CELTICI
Poesie di Renzo Montagnoli
Edizioni il Foglio E. 10

Ieri,
come oggi,
nulla è cambiato sotto lo stesso sole
a indovinar fra le stelle
il percorso di un futuro
con quell’unica meta
che sfugge a ogni logica.

Questi versi di Renzo Montagnoli a metà dei suoi “Cantici celtici” evocano e chiariscono il senso della sua lirica e la forza della poesia che nella fusione di storia, leggenda e musica, riesce a trasmettere e illuminare nessi misteriosi che trasfigurano e approfondiscono la realtà, la realtà di ciascuno, interiore e universale, prendendo a prestito la magia dell’antica favola epica per renderla più incisiva. Guerrieri sull’acqua, bambini e ninfe di territori forse gallesi o cornici, scozzesi, irlandesi, oppure semplicemente mantovani, emergono dalle nebbie di un mondo che è metafora del nostro passaggio, percorso che avanza nell’imperferzione, stenta a progredire ma dona ai posteri l’eredità della saggezza trascorsa. Con la melodia dei versi, che fanno sentire protettiva e calda una landa solitaria e nebbiosa, attraverso il sogno e la canzone, l’autore trova una possibilità di riscatto, nel recupero dell’insegnamento passato un’indicazione al futuro, una ragione nel ciclo misterioso della vita.
Aleggia sulla pagina di questi canti celtici il suono di una cetra invisibile, quella che scaturisce dalla filigrana della composizione serica, elegante, tenebrosa anche nei momenti di luce e semplice, come ogni poesia che sia degna di questo nome.
Renzo Montagnoli è un autore raffinato che mescola fantasia, realtà e atmosfere surreali per distillare l’essenza dell’anima umana.
Mantovano, laureato in economia e commercio, per lungo tempo dipendente di una azienda di credito si dedica ora alla scrittura di racconti e poesie che sono stati pubblicati con successo dal sito letterario “I sogni nel cassetto” e dalle riviste Isola Nera, Prospektiva, Writers Magazine Italia.
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