19 settembre 2007

Teatro – Mario Fratti – servizio di Bruna Alasia

MARIO FRATTI ovvero IL NOSTRO TEATRO E' IN AMERICA


Mario Fratti quest’estate ha compiuto il suo ottantesimo compleanno, sfoggiato con invidiabile vitalità e buonumore. Festeggiato con un party nella capitale a casa dell’attrice-cantante Elena Bonelli ( che in settembre concluderà la tournée di “Roma” alla Carnegie Hall di New York) e a l’Aquila, sua città natia, le cui autorità gli hanno reso omaggio. Nei fatti scorrendo la biografia di questo ragazzo ottuagenario, di fronte alla mole delle sue opere teatrali, non si può non restare stupiti richiamando alla mente il celebre detto “nemo profeta in patria”!
Mario Fratti, scrittore, commediografo, drammaturgo, autore di musical, si è laureato a Venezia a Ca’ Foscari. A soli ventidue anni ha vinto il premio RAI con “Il nastro”, suo primo dramma sulle confessioni sotto tortura di alcuni partigiani, mai radiotrasmesso perché giudicato sovversivo. Dopo un periodo di scarsa fortuna, nel 1962 al festival di Spoleto ha presentato “Suicidio”, atto unico che piacque molto a Lee Strasberg, il quale lo volle dirigere all’Actor’s studios di New York dove riscosse grande successo, grazie a un ambiente teatrale all’avanguardia e a uno stile “frattiano”, privo di ridondanze e metafore tipiche del teatro europeo. Mario Fratti nel 1963 si è trasferito negli Stati Uniti iniziando a insegnare alla prestigiosa Columbia University di New York. Da quel momento l’ ascesa.
Oggi la sua produzione conta un’ottantina di opere che, tradotte in 20 lingue, sono rappresentate in 600 teatri dei cinque continenti, oltre a Europa e Stati Uniti, Russia, Brasile, Cina, Giappone, Canada, Australia. I riconoscimenti sono tantissimi, ne elenchiamo solo alcuni: il premio Selezione O’Neil, il Richard Roger, L’Outer Critics, l’Heritage and Culture, ha poi ricevuto otto Drama Desk Awards e ben sette Tony Awards, che sono per il teatro l’ equivalente dell’Oscar cinematografico.
Le opere principali, edite e rappresentate, seguono questo ordine cronologico: Il campanello (1958) , Suicidio (1962), La menzogna (1963) ,Il rifiuto (1965), La gabbia (1962), L'Accademia (1964), I Seduttori (1964), I frigoriferi (1964), Che Guevara (1970), L'ospite romano (1971) , La famiglia (1972), La vedova bianca (1972), Eleonora Duse (1972) , La vittima (1972), Mafia (1974), Chile 1973 (1974) , Six Passionate Women (1978) , Nine (1981), AIDS (1988) , Porno (1990) , Amanti (1991) , Candida e i suoi amici (2001) , Cecità (2004).
Il suo più grande successo è “Nine”, commedia ispirata a “8 e mezzo” di Federico Fellini, divenuta un musical d’enorme presa di pubblico e critica, con duemila repliche autentico fenomeno teatrale italiano negli States. Dal 1981 ad oggi “Nine” non ha conosciuto interruzioni, l’ultima versione, che ha come interprete Antonio Banderas, è rimasta per anni in cartellone a Brodway, al teatro Eugene o’Neil, ed ha vinto il Tony Awards.
“Qual è il segreto di tanto favore oltre oceano?” domando a questo simpaticissimo scrittore, seduto tra gli amici italiani pronti a brindare a un compleanno che accoglie con riconoscenza.
“Sta nelle opportunità che l’America offre – risponde - lì se una cosa piace al pubblico, se vendi , hai la strada spianata… non è come da noi…”
“Le sue opere negli States non sono giudicate sovversive?”
“Sarà per effetto dei biglietti staccati…”- ride
“In Italia le piace tornare?”
“Oh sì, ieri in un ristorante ho incontrato Fausto Bertinotti…”
Non nasconde le sue idee questo drammaturgo tenace. Sarà per la sua spontaneità che è riuscito a realizzare un sogno difficile, forse inimmaginabile?

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