09 settembre 2007

"Non dire niente" di Maria Barresi

Maria Barresi
Non dire niente
Edizioni Solfanelli

Maria Barresi, giornalista e redattrice di Sestante - settimanale televisivo di Rai International -, è al suo primo romanzo, ma con le precedenti pubblicazioni ha già vinto il Premio Unione Stampa Cattolica Italiana, nonché due edizioni del premio Ilaria Alpi per il giornalismo televisivo. Caratterizzato da una trama molto fitta ed articolata, “Non dire niente”, l’ultimo lavoro della giovane scrittrice calabrese si presenta come un libro dalla forte impronta autobiografica, tutto teso però a far luce – per quanto sia possibile farlo con un romanzo – sul problema della violenza sessuale ed in particolare su quello della violenza domestica che – non solo nella terra di Pitagora dove il testo trova ambientazione – è piaga molto difficile da guarire, per via dei molteplici condizionamenti e sensi di colpa dei quali proprio le vittime si sentono investite.
Sullo sfondo di una storia d’amore fra un magistrato ed un’insegnante di periferia, si snoda una terribile vicenda ispirata all’autrice da una reale e recente vicenda giudiziaria. Il titolo del volume è calzante non tanto per gli aspetti diciamo così 'omertosi' che vanno a caratterizzarne la trama, ma proprio perchè il massimo lirismo del romanzo è riscontrabile nelle nitide e mute immagini che ritraggono Nicla, la protagonista alle prese con la propria quotidiana intimità di adolescente, ma tuttavia soffocata da un peso troppo più grande di lei. Si capisce che la vicenda ha colpito fortemente l’autrice, consentendole una rielaborazione molto lucida sia dei fatti che – ed è questo l’aspetto più interessante – della condizione interiore di Nicoletta. Il Bianco, il Nero, la sabbia e l’acqua finiscono dunque per diventare gli elementi su cui si basa la sottile psicologia che è attrice in tutto il romanzo.
“Non dire niente” è in fondo un libro dedicato, come si legge sul sito internet dell’autrice: “A chi crede che il non dire niente sia una cultura – ormai istituzionalizzata - ma sa pure che per dire tutto si è sempre in tempo. Noi abbiamo preferito dire tutto”.

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