25 maggio 2007

MUSICA ANTICA – servizio di Bruna Alasia

MUSICA FIORITA:
UN CONCERTO AL GONFALONE DI ROMA CHE STING AVREBBE APPREZZATO

Entrando all’Oratorio del Gonfalone, nel cuore di Trastevere, di colpo si torna indietro di cinque secoli: la passione di Cristo, che affresca per intero le pareti, dipinta da Jacopo Bertoja e poi da altri, ci induce a uno stupito silenzio. Qui, dove il tempo si è fermato e si respira un’aria sacra, l’associazione Amici del Gonfalone e il coro Polifonico romano da molti anni organizzano, con i migliori professionisti, concerti all’insegna di un’arte senza frontiere.
Qui l’ ensemble Musica Fiorita diretto da Daniela Dolci - quindici artisti tra i più promettenti della Cantorum Basilensis, scuola svizzera prima al mondo per la musica antica - ha dato vita, grazie al mecenatismo della PRO HELVETIA e dell’Hotel VICTORIA di Roma, a una esecuzione raffinata e rara: “Santa Beatrice d’Este” di Camilla De Rossi, detta la romana, su libretto del cardinale Benedetto Pamphili. “Santa Beatrice d’Este”, oratorio composto dalla De Rossi a Vienna nel 1707, viene letteralmente riscoperto e riproposto da Musica Fiorita, a tre secoli di distanza, in una esecuzione moderna, unica al mondo
Della vita di Camilla De Rossi - una tra le tante musiciste rimaste nell’ombra perché donne - nulla è dato conoscere: non il luogo della nascita, né della morte. Si sa che era a corte dell’imperatore austriaco Giuseppe I e che tra il 1700 e il 1710 ha prodotto quattro oratori e una pastorale. Se dell’autrice niente è pervenuto, tutto invece dei suoi interpreti maschili. Dal momento che nelle composizioni della De Rossi è d’obbligo un’aria per tiorba (lontana parente della chitarra) la si vorrebbe sposa proprio a un virtuoso dello strumento, all’epoca famoso.
“Santa Beatrice d’Este”, alla quale l’ opera si riferisce, è un personaggio scomparso nel 1226, a poco più di vent’anni. Entrata in convento dopo la morte del promesso sposo, la leggenda racconta che dalla tomba avvertisse la famiglia quando era in pericolo, con gemiti simili a squilli. Squilli che l’Ensemble Musica Fiorita, affida a “trombe naturali”, affacciate ai balconi dell’oratorio, in una suggestione delle note sorretta da bellissime voci di soprano, contralto, tenore e basso.
Uno spettacolo raro - eseguito con strumenti del tempo, come il salterio, parente lontano dello xilofono, la cui origine è datata intorno al 300 A. C. - godibilissimo per l’udito e per la vista che di sicuro sarebbe apprezzato da Sting, grande estimatore della musica antica. Indubbio il merito della direttrice dell’ Ensemble Musica Fiorita, la clavicembalista Daniela Dolci, per aver riportato alla luce donne musiciste come Camilla De Rossi, Barbara Strozzi (veneziana del XVII secolo), Elisabeth Claude Jacquet de la Guerre, vissuta al tempo di Luigi XIV.
L’ensemble Musica Fiorita ha inciso decine di dischi, è stata ripresa da molte televisioni nel mondo, ha esportato le sue composizioni nei festival e nelle tournées più importanti: Germania, Olanda, Svizzera, Polonia, Ungheria, Italia, Paesi Baltici, Russia, Giappone e Sudamerica.
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