02 febbraio 2007

Film – la recensione di Bruna Alasia
DIARIO DI UNO SCANDALO
Regia di Richard Eyre
Con Judy Dench, Cate Blanchett. Andrew Simpson, Bill Nighy


Tratto dal best-seller di Zoё Heller imperniato su un sentimento molto conosciuto nelle grandi città, quello della solitudine, il film ripropone alla sua maniera, anch’essa avvincente, una storia di isolamento e ossessione. La trama, di cui non scopriamo volutamente gli sviluppi, è questa: un’anziana insegnante (Judi Dench) in una malandata scuola di Londra governa la classe con autoritarismo nevrotico, vive con un gatto e non frequenta anima viva. Un giorno conosce una giovane professoressa (Cate Blanchett), sposata con figli, che sembra essere la confidente da sempre sognata. Le due donne intrecciano un’amicizia stretta, nella quale riversano segreti e passioni. Tutto va bene finché l’anziana non scopre che la collega ha una relazione sessuale con un alunno di quindici anni, uno scandalo che, per gelosia, minaccia di rivelare al mondo. Da qui il film si fa thriller psicologico, svelando le potenti ossessioni di due donne prese nella rete di passioni incontrollabili, accompagnato da una colonna sonora coinvolgente, per la quale Philip Glass si è guadagnato una nomination all’Oscar. Altre nominations per la sceneggiatura non originale sono andate a Patrick Marber, a Cate Blanchett come attrice non protagonista e alla bravissima Judi Dench quale migliore attrice protagonista.
Per lo sceneggiatore l’adattamento cinematografico ha senz’altro rappresentato una sfida perché il romanzo di Zoё Heller, scritto sotto forma di diario tenuto dall’insegnante anziana, svela, attraverso pensieri al limite della follia, la manipolazione e l’intricata vicenda tra le due donne. L’essenza della storia è stata egregiamente riprodotta nei dialoghi e nelle scene, la suspense trasportata sullo schermo da una equipe cinematografica pienamente all’ altezza della situazione.
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