22 gennaio 2007

Film – la recensione di Bruna Alasia

UNA VOCE
NELLA NOTTE
Con Robin Williams, Toni Collette, Bobby Cannavale, Rory Culkin, Sandra Oh
Regia di Patrick Stettner

“Una voce nella notte” è tratto dal romanzo omonimo e vagamente autobiografico di Armistead Maupin, scrittore acclamato negli Stati Uniti. La storia, che non riveliamo per non togliere il gusto della sorpresa, parte da un intrigante spunto. Un romanziere famoso (interpretato da Robin Williams) presenta da anni un programma radiofonico di successo ma la sua vita sentimentale è in crisi perché il suo partner, sieropositivo e molto più giovane di lui, se n’è andato. Il protagonista, in questa delicata fase, soffre del blocco dello scrittore ed è in cerca di un’ispirazione che dia ossigeno alla sua vita e a un contratto che pericolosamente langue. Un giorno un curatore editoriale gli consegna un manoscritto che contiene le memorie di un quattordicenne che ha subito violenze e molestie sessuali indicibili dalla famiglia. Lo scrittore ne è affascinato, vuole esplorare quel mondo pericoloso, instaura con il ragazzino un’ amicizia telefonica coinvolgente e cerca di conoscerlo per salvarlo: da questo momento la sua esistenza scivola in un gorgo imprevedibile dove ciò che appare potrebbe non essere, dove l’esistenza del bambino stesso è mistero.
Armistead Maupin ha definito UNA VOCE NELLA NOTTE “un thriller del cuore”, un giallo psicologico incentrato sui fantasmi e sulle pulsioni interiori. Ma il film non ripete la seduzione del racconto, Robin Williams non riesce a ravvivare con la sua interpretazione sequenze dove i colpi di scena risultano incomprensibili. Peccato, a un inizio accattivante non segue un finale all’altezza.
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