24 novembre 2006

Il film e la recensione di Bruna Alasia
MARIA ANTONIETTA
Regia di Sofia Ford Coppola
Con Kirsten Dust, Aurore Clement, Jason Shwartzman, Judy Davis, Rip Torn, Asia Argento, Rosy Byrne.



Maria Antonietta è un’icona che muove e commuove per il suo destino straordinario nel bene e nel male. Da una complessa e rara esperienza quale la sua, forse, ci si attendeva una narrazione altrettanto glamour e tragica, esaustiva di fasti folli e delle più assurde tragedie, ma in due ore una pellicola cinematografica non può riassumere tutto questo: chi lo pretendesse rimarrà deluso.
Sofia Ford Coppola ha raccontato la donna e la vita a Versailles, prima della rivoluzione, ritraendo dell’ultima regina di Francia l’aspetto interiore: dallo smarrimento di essere moglie per uniche ragioni politiche, sola in territorio straniero, a rischio di ripudio perché a lungo senza eredi per colpa del consorte, figlia di una madre intollerante e insaziabile, schiava di un’etichetta ridicola, di rituali che davano i regnanti in pasto al pubblico come oggi sotto l’occhio dei flash, donna innamorata di un uomo che non può avere, irretita dal gioco, dal ballo e dalle scaramucce con rivali considerate indegne, vittima inconsapevole di eventi al di sopra della sua e dell’altrui comprensione. Diversa e uguale a molte giovani oggi, come sottolineano le musiche modernissime. Sofia Ford Coppola ha ritratto con ironia una Versailles leziosa, incosciente e ridicola, che va alla deriva fluttuando tra crinoline, pettinature come bastimenti, carlini viziati, regalità cieca, egoista e artefice della sua stessa tragedia che, preannunciata, sfuma nel finale.
E tutto questo lo ha raccontato bene: con fondamento storico, con grazia, intelligenza e divertimento, con una scenografia rara e spettacolare, con attori abili e credibili, con quel tanto di irriverenza nei confronti del mito fondatore della Francia che rende il film utile oltre che dilettevole. Mettere da parte le polemiche ingenerose che hanno accompagnato l’uscita della pellicola a Cannes e andare a vederlo è un consiglio che posso, spassionatamente, dare a chi di Maria Antonietta volesse capire qualcosa di più e divertirsi facendosi un’idea propria.

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