04 agosto 2006

"Chi capisce può goderne" di Augusto da San Buono

Chi capisce può goderne di Augusto da San Buono

La recensione del libro "il filo e le tracce" di Ginzburg sul "vero falso e finto", mi ha suggerito, chissà perchè, una riflessione incentrata sulla figura del vecchio Montale che, pieno di eczemi e nicotina che gli aveva impregnato di verde e di giallo tutto l'universo, - con una mano si grattava e con l'altra teneva accesa l'ennesima sigaretta.
Ripeteva che la storia non è magistra di niente che ci riguardi:

"Dire nascita morte inizio fine/ sarà tutt'uno",

il vecchio Eusebio della poesia-fogna o deiezione e della parola vista come condanna ("straccia i tuoi fogli, buttali in una fogna...), del Montale che ricorda la Mosca che prima di chiudere gli occhi gli dice un'ultima parola, "pirla", che parrebbe offensiva, mentre è per lui un dono, parola che ha una sua funzione escatologica, che è un punto fermo della loro condizione di vita. E’ il giuoco che si traveste nell'ironia di un giro di identificazione che riguarda non solo Mosca e Eusebio, ma tutti noi.

"Ci sono anche altri / pirla nel mondo ma come riconoscerli?/
i pirla non sanno di esserlo... se pure ne fossero informati tenterebbero/
di scollarsi con le unghie quello stimma"... il vero e il falso?.. la verità è nei rosicchiamenti delle tarme e dei topi, nella polvere ch'esce dai cassettoni ammuffiti e nelle croste dei grana stagionati, la verità è una tela di ragno e può durare, non distruggetela con la scopa... a tutt'oggi "non si è mai saputo se la vita/
sia ciò che si vive o ciò che si muore... la vita non sta sopra e non sta sotto, /
e tanto meno a mezza tacca"... e allora, che vogliamo fare, vecchio Eusebio, della vita?

Coglierne un attimo, è tutto lì, questo è il segreto. Chi capisce può goderne, sia pure per un istante. E qui si chiude la partita del poeta, con questa eroica decisione ai posteri raccomanda un bel fuoco per distruggere tutte le sue opere e il suo ricordo.

Del resto – dice - son ben poche le cose da salvare per uno che è vissuto nella misura di una "quotidiana decenza, al cinque per cento".


La verità
La verità è nei rosicchiamenti
delle tarme e dei topi,
nella polvere ch'esce da cassettoni ammuffiti
e nelle croste dei "grana" stagionati.
La verità è la sedimentazione, il ristagno,
non la logorrea schifa dei dialettici.
E' una tela di ragno, può durare,
non distruggerla con la scopa.
E' beffa di scoliasti l'idea che tutto si muova,
l'idea che dopo un prima viene un dopo
fa acqua da tutte le parti. Salutiamo
gli inetti che non s'imbarcano. Si starà meglio
senza di loro, si starà anche peggio ma si tirerà il fiato.

(Tutte le poesie - Eugenio Montale – Oscar Classici Mondadori – euro 14.80)
Immagine di Daniela Boito

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