04 luglio 2006

"Io Maasai" di Diego Pisati

7 dicembre 2005
Io Maasai di Diego Pisati (tratto da La Prealpina del 06-12-2005)

Pronti a confrontarsi con la modernità - o quella che viene proposta come tale - ma legati, con fierezza, alla tradizione. Così appaiono i Maasai oggi; così appaiono in "Io Maasai", un bel volume uscito da pochi giorni in libreria.Edito dalla gaviratese Nicolini, il libro ha certamente un’anima fotografica forte - con splendide immagini a firma Carlo Mari - ma non è un libro unicamente fotografico pur presentandosi nel formato classico ed elegante delle opere di questo tipo.
Non è un libro unicamente fotografico perché un ruolo fondamentale lo giocano i testi o, meglio, le testimonianze.«Esiste un buon numero - recita l’introduzione - di libri sui Maasai ma, tranne poche eccezioni - questi libri rappresentano soprattutto interpretazioni e sintesi, spesso di notevole valore scientifico, di autori stranieri, piuttosto che una documentazione originale, frutto della voce spontanea dei Maasai stessi. In questo senso "Io Maasai" rappresenta una novità, non è infatti un libro sui Maasai ma un libro dei Maasai, una sorta di raccoglitore, sia dal punto di vista fotografico sia del testo, di momenti di vita vissuta, di memorie, riflessioni, problematiche, aspettative speranze di una comunità maasai insediata nel Nord della Tanzania, alle pendici del monte Meru e del monte Kilimanjaro».
A raccogliere le testimonianze Guido Tosi, professore associato presso l’Università degli Studi dell’Insubria, titolare dei corsi di Zoocenosi e gestione della fauna, e Giacomo Serra, varesino, laureato - presso l’Università degli Studi dell’Insubria di Varese, proprio con una tesi sulla comunità maasai di Mkuru.
"Una comunità in transizione: comunicazione e identità tra i maasai di Mkuru", il titolo della tesi del giovane varesino (si laureato nell’anno accademico 2003-2004) che non nasconde il fatto di essere rimasto colpito e affascinato dal periodo - tre mesi - trascorso a diretto contatto con i Maasai.
«Colpito - spiega - dal loro modo di affrontare la povertà con fierezza, dal grande spirito di collaborazione, aiuto e sostegno alla base della vita del villaggio. E naturalmente dal fatto che l’esistenza sia scandita dai ritmi della natura, dal sorgere e dal tramontare del sole; cosa apparentemente semplice ma certo non per un occidentale».
Al pari di Mari e Tosi, Serra ha potuto svolgere, con grande entusiasmo, il suo lavoro grazie all’Istituto Oikos Onlus, da tempo impegnato concretamente per far sì che nel villaggio la scolarizzazione non sia più un corpo estraneo. E del resto gli stessi proventi della vendita di questo libro saranno destinati a tale finalità.
Aperto da una prefazione del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni (che spiega come anche questo libro nasca all’interno dei progetti di cooperazione internazionale avviati dalla Regione), "Io Maasai" - 272 pagine, tantissime le foto di Mari, non nuovo a reportage dal taglio naturalistico e socio culturale- parte dal contesto storico e con due capitoli che aiutano a introdurre in questo "mondo a parte" per proseguire con l’ampia parte riservata alle testimonianze. La prima, intensa, voce di Isaya Shakwet, il capo del villaggio, (poi tanto spazio a donne e bambini); l’ultima di George Laizer che da due anni lavora come autista per Oikos.
Istituto questo presieduto dalla biologa Rossella Rossi che in passato ha lavorato a lungo presso il Servizio Parchi della Regione Lombardia; dal 1992 è impegnata in progetti di cooperazione allo sviluppo in campo ambientale, soprattutto in Africa sud-sahariana.

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