04 luglio 2006

Uno sguardo alla letteratura salentina

27 dicembre 2005
Uno sguardo alla letteratura salentina di Pamela Serafino

“Eppur si muove…” è la notissima frase che pare avesse pronunciato il noto scienziato Galileo Galilei, nella segreta convinzione dell’esattezza della sua teoria eliocentrica screditata dalla chiesa cattolica. La stessa frase che mi viene in mente soffermandomi a riflettere sulla letteratura salentina under 35. Infatti, tralasciando i soliti grandi nomi di Bodini, Comi, Pagano, per citare ovviamente solo i più noti- e purtroppo non sempre, se si pensa al trattamento che viene loro riservato nell’ambito della letteratura nazionale da parte dei critici più avveduti- ci accorgiamo che esiste un paesaggio variegato e inedito di giovanissimi autori che scrivono ed operano nella nostra terra, ottenendo risultati interessanti ed originali. Per offrire un quadro sistematico di questo “movimento” letterario che, a prima vista, appare “invisibile”, mi soffermerò su alcuni “luoghi dell’agire” da cui prendono vita molte di queste esperienze letterarie e che offrono al contempo l’occasione di intrecciare relazioni. La rivista on-line Musicaos che potete leggere visitando il sito
www.musicaos.it, diretta da Luciano Pagano, è stata fondata nel gennaio 2004, da quel momento è divenuta un punto di riferimento importante per gli scrittori, tra cui grande spazio è dedicato a quelli emergenti. Su questa rivista ha esordito, ad esempio, con una serie di racconti dal taglio introspettivo, Elisabetta Liguori, scrittrice odiernamente molto nota grazie alla pubblicazione del suo primo romanzo Il credito dell’Imbianchino, edito da Argo editrice. E nello stesso sito è stato avviato un progetto sperimentale di pubblicazione on-line, naturalmente gratuita- come si sa, parola assai rara nel campo dell’editoria- in tal modo lo scrittore Rossano Astremo, tra l’altro direttore di un’altra rivista letteraria, Vertigo, ha messo in rete il suo romanzo La carne muore.

Un altro polo di attrazione delle esperienze letterarie salentine è rappresentato dall’Associazione Raggio Verde (via F. D’Aragona, Lecce) di Lecce sostenuto dalle due operatrici culturali Ambra Biscuso, e Pina Petracca e più in particolare del laboratorio di scrittura creativa l’Officina della parola attorno a cui gravitano i nomi di artisti come: Marta Ampolo, Daniela Cecere, Luca Nicolì, Ivan Serra, Rosanna Gesualdo che orientano la lo ricerca strutturale in varie direzioni dalla letteratura cannibale di metà anni 90 (Nove, Ammaniti) al new age, al nichilismo. Da non dimenticare Il fondo Verri (via del Rosario 8, Lecce) di Lecce di Piero Rapanà e Mauro Marino ideatori di eventi poetici e teatrali. Ricordiamo, inoltre, il collettivo P.A.Z. che sta per Permanent Autonomy Zone (Zona Permanentemente Autonoma) a cui partecipa un gruppo di giovani Michele Frascaro, Matteo Serra, Danilo Scalero, Alessandro Serra, Ugo Guidotti, Beatrice De Cesare e tanti altri che si occupano di questioni attinenti alla Comunicazione e all’ Informazione attraverso la rivista l’Impaziente, edito dalla Manni di Lecce.

Nell’ambito della sperimentazione teatrale, invece, grande importanza rivestono i Cantieri Teatrali Koreja, la factory di Astragali di Fabio Tolledi (via Candido, Lecce), Il Gatto nero (Ex nos, Salesiani Lecce) di Asfalto Teatro la cui attività è stata inaugurata lo scorso giugno con la rappresentazione dello spettacolo, prodotto e interpretato da Aldo Augieri, Lo schiaffo del soldato, ovvero come persi la bussola e vagai come un somaro.
Questo assai sintetico quadro panoramico della letteratura salentina offre, quindi, un’immagine tutt’altro che geocentrica -tutto ruota attorno all’Accademia o alle grandi stelle del firmamento letterario- della giovane generazione di letterati del Salento, di coloro che succedono ad Antonio Verri, Giovanni Bernardini, Antonio Errico per citarne solo alcuni e, che, con la cultura del dialogo ci si augura continuino un’opera di sprovincializzazione anche dei modi di pensare a volte troppo narcisisti degli artisti salentini.

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