03 luglio 2006

"Liberami dal male" di Pietro Presti

Liberami dal male è un libro che abbatte i luoghi comuni di chi pensa che la generazione dark sia solo un insieme di giovani sbandati e dal profondo vuoto interiore, dediti all’abuso di droghe, alcool, sesso, ed esteti del male.
Il protagonista di questo romanzo lirico e toccante è un ragazzo romantico e tormentato, un nuovo Romeo vestito di nero che attraversa le sinuose ed eleganti vie di Parma calzate di nebbia. In una giornata troppo simile a mille altre, egli si alza al suono della sveglia e riprende a vivere senza averne alcuna voglia.
Il suo male irrimediabile è la noia, il dolore quotidiano di vivere in uno stato d’attesa infinita e snervante per qualcosa che non arriva mai e che lo sprofonda in una totale oscurità: il nero nei vestiti, nel trucco, nei capelli e nei tatuaggi. La ricerca ossessiva di un buio completo fatto di tapparelle abbassate e di uscite esclusivamente notturne, in locali popolati di altra gente oscura o totalmente aliena. Egli conduce il suo corpo più volte offeso dalla sua rabbia e dalla vita stessa, nel luogo di lavoro, industria di volti privi di anima, e poi, al ritmo di una cadenzata e disperata musica elettronica, nei locali notturni, inferni precostituiti, in cui mescolarsi anonimo al buio.
Qui i colori insaturi della realtà si sciolgono in una favola acida, trasognata e suicida e, come per incanto, appare Morgan, la bambola di porcellana dal volto triste, che egli insegue tutto il giorno, come un miraggio d’amore e purificazione. Insieme i due giovani cercheranno qualcosa di vero e profondo da far vivere e respirare, sfidando, in un finale sconcertante, la prova del tempo.
Con questo libro d’esordio l’autore Pietro Presti ci regala l’istantanea poetica e disincantata della società odierna.
Liberami dal male è un rosario di tormenti interiori che si snocciolano lungo una trama disarcionata dal normale svolgersi delle cose.
Pietro Presti è nato a Gela nel 1981. Vive a Parma.

(Liberami dal male, Pietro Presti, Edizioni Clandestine, euro 8, p.112 , 2005)

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